Pensieri unidirezionali - La guarigione

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Capitolo I – Il tempo 1.1 La definizione del tempo nella fisica. Il tempo è una delle poche misure fisiche fondamentali (sette nel “Sistema Internazionale”), che, come altre misure attuali, non può essere definito con l’aiuto di altre misure, come per esempio lunghezza e massa. La durata di tempo trascorso tra due eventi può essere definita in base ad un movimento uniforme (ad esempio lo spostamento della luce tra due specchi paralleli, la rotazione della Terra) o ad un fenomeno ripetitivo (l’oscillazione di un pendulo gravitazionale, di un pendolo elastico, di un circuito LC, ecc). Tramite questo metodo si può definire soltanto il tempo per il punto dallo spazio in cui è posto lo strumento di misura ( l’orologio ). Per altri punti dallo spazio, è necessario che si stabilisca la nozione di “simultaneità a distanza” – criterio in base al quale si può affermare se due eventi che si verificano in punti diversi dello spazio siano simultanei oppure no. 1.2 Il tempo nella meccanica classica. Nella meccanica classica si considera “indubbiamente” che la simultaneità di due eventi è una proprietà indipendente dall’osservatore e che l’ordine cronologico e la durata dei fenomeni sono indipendenti dall’osservatore. In questo modo, l’insieme dei momenti di tempo è isomorfe all’insieme dei punti su una retta: *ad ogni evento corrisponde un punto unico sull’asse del tempo, *per associare un numero ad ogni momento di tempo è necessario soltanto stabilire un’origine del tempo (un momento da indicare convenzionalmente con 0) Il tempo nella meccanica classica è omogeneo, non è influenzato dagli oggetti o dai fenomeni che si verificano ed è indipendente dallo spazio. 1.3 Il tempo nella meccanica relativista. Nella teoria della relatività, la simultaneità, la durata e l’ordine cronologico degli eventi dipendono dall’osservatore. Le “trasformazioni Lorentz”1 stabiliscono ( nella teoria della relatività ristretta ) la relazione tra la durata dei fenomeni così come sono percepiti da osservatori diversi, in base alla velocità con cui si dirigono rispetto ai fenomeni studiati. 1 Le trasformazioni di Lorentz, che prendono il nome dal loro principale scopritore, il fisico e matematico Hendrik Antoon Lorentz (1853-1928), furono inizialmente introdotte per rimuovere le contraddizioni esistenti tra elettromagnetismo e meccanica classica e spiegare i risultati nulli dell'esperimento di Michelson-Morley tramite l'introduzione del fenomeno della contrazione delle lunghezze. Sotto di esse le equazioni dell'elettromagnetismo rimangono invarianti nel passaggio tra due sistemi di riferimento in moto relativo tra loro. Le trasformazioni di Lorentz sono alla base della formulazione matematica della teoria della relatività ristretta (o speciale) di Einstein. In relatività, queste trasformazioni possono essere derivate dal postulato di invarianza della velocità della luce. 8

Anteprima della Tesi di Andrei Georgescu

Anteprima della tesi: Pensieri unidirezionali - La guarigione, Pagina 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Arti Visive

Autore: Andrei Georgescu Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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