La Psicoanalisi in Russia: nascita, sviluppo e oblio

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Larissa Sazanovitch Contatta »

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3 valore se si percepisce la necessità di capire quale passato ha preceduto lo stato di cose odierno e quali perdite ha subito la cultura russa nei tempi della diffusione violenta del pensiero unico. Esemplare a questo proposito è il destino, drammatico, della psicoanalisi russa. Per le idee avanzate da Freud, la Russia presentava un terreno fertile, non soltanto perché, all’inizio del novecento, era molto libera e aperta a qualunque pensiero innovativo (ricordiamo la divulgazione straordinaria delle idee di Nietzsche e dello stesso Marx), ma anche perché i problemi centrali della psicoanalisi, come quelli dell’inconscio, dell’aggressività o della pulsione di morte, si affrontavano già da tempo negli scritti dei più importanti scienziati e romanzieri russi, quali Tokarskij, Mečnikov, Dostoevskij. Dal 1910 al 1930 la psicoanalisi fu una delle componenti essenziali della vita intellettuale russa, divulgandosi con la velocità di una “vera epidemia” e promettendo prospettive fruttuose. Crudele, invece, fu il destino che l’attese. La lotta ideologica post-rivoluzionaria, iniziata dai leader politici, segnando lo sviluppo di tutte le scienze nazionali, non soltanto cancellò le prospettive della crescita della psicoanalisi russa, ma, con l’intenzione di contrastare “l’ideologia capitalista”, praticamente espulse la psicoanalisi dalla Russia, facendola diventare oggetto di critiche intransigenti per quasi sei decenni. Alcuni psicoanalisti russi emigrarono, altri dovettero rinunciare allo studio delle idee psicoanalitiche, impegnandosi ad acquisire la fiducia degli