Comunicare Brera

Tesi di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Serena Tralli Contatta »

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Anteprima della Tesi di Serena Tralli

Anteprima della tesi: Comunicare Brera, Pagina 2
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1. Comunicare Comunicazione visiva La comunicazione visiva, cioè tutto ciò che l’occhio è in grado di vedere, può essere casuale (ad esempio una nuvola che passa nel cielo), o intenzionale (ad esempio le nuvole di fumo nella comunicazione degli indiani). Nel primo caso questa può essere liberamente interpretata da chi la riceve, nel secondo, invece, la comunicazione dovrebbe essere ricevuta nel pieno del significato voluto dall’emittente. La comunicazione intenzionale può essere, a sua volta, scomposta secondo due aspetti: l’informazione pratica in cui, ad esempio, s’intendono le foto di attualità o i cartelli stradali, e l’informazione estetica che informa, ad esempio, sui rapporti volumetrici di una costruzione tridimensionale o sulle linee armoniche che compongono una forma. La comunicazione visiva si ha per mezzo di messaggi, in una situazione base in cui ci sia un emittente ed almeno un ricevente. Il ricevente è immerso in un ambiente pieno di disturbi che possono ostacolare, arrivando fino ad annullare i messaggi. Per questo il messaggio deve essere progettato bene, in modo da avere le migliori premesse per giungere a buon fine. Il ricevente ha come dei filtri, altamente personalizzati e differenti da soggetto a soggetto, attraverso i quali il messaggio dovrà passare per essere ricevuto. Il primo filtro è di carattere sensoriale (ad esempio, e volendo prendere una condizione limite, un daltonico non riconosce certi colori); il secondo è operativo, e dipende dalle caratteristiche psico- fisiologiche del ricevente (ad esempio l’età del soggetto); l’ultimo filtro è quello culturale e fa in modo che passino solo i messaggi riconosciuti. Questi filtri non sono rigorosamente distinti e presenti secondo un ordine identificativo, ma spesso s’influenzano a vicenda. Una volta che il messaggio ha superato quest’ultima tappa, arriva alla zona emittente del ricevente, che può elaborare due tipi di risposte allo stimolo: una interna ed una esterna. Ad esempio se il messaggio visivo è l’insegna “Bar” la prima risposta potrà dire “Ho sete” o il contrario, la seconda lo fa entrare nel locale e consumare, confermando l’intento dello emittente e lo scopo del messaggio. Fig. 1.1 La comunicazione visiva in uno schema di Bruno Munari. 1.1.1 Comunicazione intenzionale Messaggio Emittente Ricevente Ambiente Filtri Risposta 19