La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sabrina Lunesu Contatta »

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Anteprima della Tesi di Sabrina Lunesu

Anteprima della tesi: La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana, Pagina 6
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9 Cap. 1. Cenni storici. Gli yoruba e la tratta degli schiavi Gli schiavi che vennero portati a Cuba e che presero il nome di Lucumí, provenivano dalla zona dell’Africa Occidentale che corrispondeva all’antico regno di Oyó (Nigeria), e appartenevano al gruppo yoruba. Le informazioni relative alle provenienze degli schiavi non erano per nulla dettagliate. La conseguenza di questa confusione fu che entrarono nel Nuovo Mondo schiavi provenienti da una stessa regione ma con diversa designazione. Il caso degli yoruba è esemplare. Mentre a Cuba erano conosciuti come Lucumí, nelle Antille francesi erano definiti ayois, distinti dai nagos brasiliani. Gli Yoruba occupavano gran parte del territorio sudorientale della Nigeria, limitato ad est dal Golfo di Benin, ad ovest dal Dahomey e si estende dalla Costa di Guinea sino alla metà del corso del fiume Niger, verso l’interno. Il termine yoruba venne usato per la prima volta dagli Hausa per definire le popolazioni del sud che venivano considerate omogenee dal punto di vista linguistico e culturale. Sino a tempi relativamente recenti, gli Yoruba non si consideravano come un popolo unico, ma piuttosto come cittadini di Oyó, Benin, Yagba e altre città, regni o regioni. Dei gruppi etnici che costituiscono la popolazione nigeriana sono il terzo in grandezza 5 . Parlano un dialetto della sottofamiglia Kwa, che a sua volta appartiene alla grande famiglia linguistica Nefritica. Nella lingua yoruba esistono molti dialetti propri della divisione tribale da cui è costituita la nazione yoruba. I principali sono: Egba, Oyó, Ife, Ijecha, Ekiti, Ondo, Ijebu, Owo, Owe e Akoko. Secondo la tradizione yoruba, la città di Ile Ife è il centro di origine di tutte le nazioni e gli uomini del mondo. Odudúa, il grande eroe culturale yoruba, fondò questa città, circa nell’850 d.C., considerata sacra, una sorta di “Roma Lucumí 6 ”. I lignaggi reali yoruba erano considerati discendenti direttamente da Odudúa. "Ogni oba delle città yoruba è considerato discendente da Ife e il suo regno diventa una sorta di sotto-regno di Ife. Un oba yoruba possedeva poteri rituali esclusivi, che nessun altro dei suoi sudditi condivideva con lui; poteva lanciare la maledizione contro quelli che disattendevano i suoi ordini e vietare loro l’accesso a palazzo escludendoli così – in taluni casi – dalle discussioni di carattere politico. Era il simbolo dell’ordine stabilito e per questo motivo un oba poteva affermare senza contraddirsi che – se tentiamo di sottrarci alla nostra condizione di re, immediatamente la città e la sua popolazione cadono in preda allo smarrimento e subentrano l’illegalità e il disordine generale -" 7 . Alla morte di Odudwa, si dice che i suoi figli e nipoti si allontanarono da Ife e fondarono altrove i propri regni (Owu, Oyó, Popo, Sabe, Ila, Ondo, Ijesha, Ekiti, Akure, Owo, Ijebu, Egba, Ketu e Idaisa). 5 Lunesu, S., “Yoruba. Tra storia e religione”, Tesina per il Corso di Culture e società dell’Africa Musulmana, Prof. Alice Bellagamba, A.a. 2004 – 05, pp. 3 - 4 6 Sandoval, 1975, p. 25 7 Mair, L. “Regni africani”, p. 146, da Lunesu, “Yoruba. Tra storia e religione”, Tesina per il Corso di Culture e società dell’Africa Musulmana, Prof. Alice Bellagamba, A.a. 2004 – 05, p. 5