Comunicare Brera

Tesi di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Serena Tralli Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Serena Tralli

Anteprima della tesi: Comunicare Brera, Pagina 7
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1. Comunicare Segnaletica La città antica aveva pochi segnali: alcuni a carattere decorativo, altri prettamente utilitario, come l’indicazione del nome delle strade, le fontane o le targhe. L’uomo era così ben inserito, in un ambiente che riconosceva e gli era proprio, da non avere la necessità di introdurre nessun codice di orientamento. Ma con l’ingrandirsi delle città si è dato avvio ad un parallelo processo di estraniazione tra uomo e ambiente urbano, che ha determinato una progressiva difficoltà d’uso e d’interpretazione della città. Con l’aumento della mobilità, questa situazione è andata accentuandosi e ha determinato la necessità di ricorrere a un codice d’interpretazione dei luoghi. Si spiega così la nascita di segni, segnali, cartelli, insegne apparsi un po’ ovunque, in modo disordinato, al fine di colmare dei bisogni, ma creando nel contempo, un’immagine spesso confusa, sovraccarica di segni che, ostacolando ogni gerarchia di priorità sono di difficile lettura. Giovanni Ancheschi parlava di “città maleducata”, per definire proprio questa realtà “che non fa nulla per ordinare il caos dei rumori che avvolgono i segni e per questo li rendono deboli, inaccessibili” (10) . Sono negli ultimi anni si è pensato ad una razionalizzazione di questa espressione, affidata non più al caso e al gusto del singolo, ma a figure professionali appropriate. Si è capito, cioè, il valore che può portare un corretto uso dei segnali, elementi d’innalzamento della qualità del luogo, indicatori dei servizi e delle attrezzature presenti, mezzi di orientamento atti a far apparire un sito meno sconosciuto e ostile, e una località più attraente e piacevole. Attraverso i segni si riesce, così, a valorizzare l’immagine della città, la sua identità, e radicare nell’uomo il senso di appartenenza ad una comunità. L’impegno deve essere volto nel riuscire a controllare la comunicazione, attraverso coerenza formale, in modo che ogni elemento, pur mantenendo le sue specificità, possa essere letto come la parte di un tutto. “Il design dà forma e visibilità ai servizi che la città offre, rendendoli accessibili all’utente” (11) . Fig. 1.25 L’interprete della “Vacanze di monsieur Hulot”, Jacques Tati, mostra perplessità di fronte alla segnaletica di Milano. 1.3 Codici di interpretazione dei luoghi Ridondanda dei segnali Razionalizzazio- ne 24