La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sabrina Lunesu Contatta »

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Anteprima della Tesi di Sabrina Lunesu

Anteprima della tesi: La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana, Pagina 9
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12 Ogni sacerdote è incaricato dello svolgimento del rituale dedicato al dio al quale è stato consacrato. Il sacerdote, in questo caso, funge da garante dell’ortodossia del culto specifico. Il sacerdozio è ereditario. In una famiglia è considerato un onore che almeno uno dei suoi membri appartenga a questa classe. Il fatto che il sacerdozio sia ereditario non significa che sia ereditato di padre in figlio, ma che i membri di determinate famiglie siano gli unici che possono essere sacerdoti per un determinato oricha. Solitamente il sacerdozio richiede un periodo di apprendistato la cui durata dipende dal dio a cui la persona deve essere consacrata. I sacerdoti di Orúnmila, per esempio, devono studiare per vari anni prima di poter essere iniziati, mentre i sacerdoti fedeli di altri oricha non devono sottomettersi ad un apprendistato tanto duro e prolungato. Olumide Lucas distingue tre ordini di sacerdozio tra gli yoruba. Fanno parte del primo gruppo, innanzi tutto i babalawo, sacerdoti di Orúnmila, dio della divinazione e della saggezza. I babalawo sono i sacerdoti più rispettati nella religione yoruba e sono quelli che hanno maggiore influenza per via delle loro grandi conoscenze del rituale, del dogma e della mitologia. Seguono i sacerdoti degli oricha Osain e Aroni, che sono le divinità della medicina, infine i sacerdoti e le sacerdotesse di Obatalá e Odudúa, divinità della creazione e della purezza. Nel secondo gruppo si possono distinguere due sottogruppi: i sacerdoti del dio del tuono, Changó, e i sacerdoti degli altri oricha importanti, eccetto Oricha Oko. Il terzo gruppo include i sacerdoti e le sacerdotesse di Oricha Oko, dio dell’agricoltura. In questo ordine sono compresi anche i sacerdoti degli oricha meno importanti e quelli degli antenati deificati. La maggior parte delle divinità yoruba può essere adorata in qualsiasi luogo: nella casa, nel villaggio, nel bosco. Tuttavia esistono dei luoghi che sono associati in qualche modo al soprannaturale e che sono quindi considerati più appropriati per rendere omaggio a determinati oricha. L’esempio classico è quello di Echú, a cui vengono erette cappelle nelle entrate dei villaggi o presso i crocicchi delle strade. I sacrifici hanno un ruolo importante nella religione yoruba. Ogni dio ha il suo gusto particolare, per cui ad ognuno verrà offerto un particolare cibo e una particolare bevanda, così come per ognuno ci saranno dei tabù da rispettare. Un altro elemento importante è la musica e il canto. Attraverso il canto viene evocata la vita mistica delle divinità. Durante le cerimonie hanno luogo le danze rituali che sono una pantomima di una storia o di un fatto sacro. Durante le danze, le divinità sono solite possedere i loro figli. La possessione è un segnale che indica alla persona posseduta che deve servire quello specifico dio. Il fatto di essere iniziato ad un dio, non significa che il novizio diventerà sacerdote di quel dio. L’iniziazione ha lo scopo di assicurarsi l’aiuto di quel dio nella gestione delle problematiche della vita. Prima dell’arrivo degli europei, gli Yoruba, tra le popolazioni dell’Africa occidentale, erano tra quelli che avevano maggior numero di centri urbani di una certa importanza. Economicamente, gli Yoruba erano essenzialmente agricoltori. Le proprietà della terra erano legate a certe credenze religiose. Nelle