Studio preliminare della microzonazione sismica del comune di Pozzuoli

La microzonazione sismica mira a mitigare gli effetti dei terremoti che possono verificarsi in un’area. Scopo della microzonazione è quindi quello di individuare aree a comportamento omogeneo sotto il profilo della risposta sismica locale.
La normativa sismica D.L. 112/98, non ancora entrata in vigore, ha infatti diviso in cinque diverse categorie di profilo stratigrafico, i terreni che compongono i primi 30 m. Gli obiettivi sono quelli di fornire alle amministrazioni locali gli strumenti per operare un’adeguata messa in sicurezza delle zone più a rischio e, la costruzione o ricostruzione, in sicurezza degli edifici.
Lo scopo di questo lavoro di tesi è stato quello di effettuare uno studio preliminare della microzonazione sismica del Comune di Pozzuoli, zona centro, effettuando il calcolo sia della funzione di amplificazione della sola copertura dei terreni, in assenza di terremoto, e sia della Vs30 come cita il D.L. 112/98.
La città di Pozzuoli presenta una disomogeneità marcata dovuta alla morfologia e alla natura dei terreni, di origine vulcanica. Essa è caratterizzata dalla presenza del vulcano Solfatara, del terrazzo della Starza, del Rione Terra, del vulcano La Pietra e del duomo lavico di Monte Olibano.
Le prove che sono state eseguite sul territorio di Pozzuoli sono, principalmente, di due tipi: sismica a rifrazione e down-hole. I dati su cui si è operato, sono stati forniti dalla relazione geologica allegata al piano regolatore generale del Comune di Pozzuoli (1987). Le prove down-hole, però non presentano in allegato le stratigrafie, ma vengono descritti i litotipi presenti nella relazione geologica. Quindi, non avendo a disposizione delle stratigrafie, è stato effettuato un lavoro di ricerca per poter comparare i risultati delle prove down-hole con alcune stratigrafie eseguite nell’area flegrea e studiate da de Vita et al. (1999). Tra queste sono state scelte due stratigrafie, la 51 e la 52 (de Vita et al., 1999), per la loro vicinanza all’ubicazione delle prove down-hole effettuate. Il sondaggio 51, partendo dall’alto, è caratterizzato da uno strato di 7 m di depositi rimaneggiati, altri 15 m di prodotti della successione di Astroni, 3 m costituiti dalla successione di Agnano e 4 m da quella di monte Sant’Angelo poggianti su di un basamento costituito da prodotti dell’eruzione del vulcano Rione Terra. Il sondaggio 52, invece, sempre partendo dall’alto, è formato da 9 m di depositi rimaneggiati, 13 di prodotti di Astroni, 5 m di sedimenti marini poggianti sui prodotti del vulcano Rione Terra.
Questo lavoro, così svolto, oltre a non dare la possibilità di poter utilizzare tutte le prove in pozzo che sono state eseguite sul territorio, non ha dato, purtroppo, la possibilità di avere una corrispondenza certa tra i due tipi di fonte, ciò dovuto proprio all’eterogeneità dei materiali che costituiscono il sottosuolo puteolano.
Per l’attribuzione delle velocità Vs si è preferito considerare i profili di Vs ottenuti dalle prove down-hole. Le successioni che sono state prese in esame sono quindi: Astroni, Agnano Monte Spina, Monte Sant’Angelo e il vulcano Rione Terra, di cui si conosce la descrizione litologica dalla letteratura.
Le velocità delle onde di taglio attribuite ad alcuni litotipi, sono state ricavate dalla letteratura (Nunziata et al., 2004), in quanto alcuni down-hole riportano solo le velocità Vp, e investigano solo 22 m di profondità al massimo.
La funzione d’amplificazione è stata realizzata attraverso il programma, che calcola l’amplificazione attraverso una colonna sismo-stratigrafica, considerando la propagazione verticale delle onde di taglio, in una struttura a strati piani paralleli. La funzione di amplificazione calcolata, tiene conto dei parametri legati alle caratteristiche litologiche, sismostratigrafiche e topografiche che possono modificare le caratteristiche dell’onda sismica.

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1 Introduzione Un evento tellurico in una regione genera un cambiamento delle condizioni al contorno, cambiamento indotto dalla propagazione di onde sismiche attraverso il terreno. Le onde sismiche, in questo modo, propagandosi soprattutto nello strato più superficiale della crosta terrestre, subiscono riflessioni e rifrazioni causate dalle eterogeneità della crosta stessa, arricchendo così un ipotetico segnale registrato da un sismografo. Per questo motivo anche gli effetti che si manifestano, di tali fenomeni, sono differenti da luogo a luogo in quanto modificano le caratteristiche del terreno interessato dal sisma. Queste alterazioni possono limitarsi a semplici variazioni delle caratteristiche visco – elastiche dei materiali, oppure possono dare luogo a stress che possono portare al collasso di edifici. I danni provocati a questi e più in generale alle opere di origine antropica, da tali eventi, sono di conseguenza legati ai fattori che compongono la definizione di rischio. Il rischio è infatti il prodotto tra pericolosità e vulnerabilità, dove per pericolosità si intende la possibilità che un dato evento si verifichi in una determinata area in un delimitato lasso di tempo, mentre per vulnerabilità si intende la predisposizione da parte di persone, beni o attività a subire danni o modificazioni a causa del verificarsi dell’evento. Per questo motivo è utile fare un’analisi dettagliata della zona in cui si effettua lo studio, che nel nostro caso è atto a valutare gli effetti di sito prodotti da un terremoto, in altri termini bisogna effettuare una microzonazione sismica.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Fabrizio Esposito Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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