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Il concorso di persone nel reato proprio

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Angioni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luigi Concas
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

La presente tesi ha per oggetto uno tra gli istituti più complessi e più studiati del diritto penale, quello rubricato agli artt. 110 ss. del nostro codice, ovvero quello del concorso di persone nel reato, più nel particolare il concorso in reato proprio. Dopo l'esperienza difficile del codice del 1889, i compilatori del '30 hanno deciso di adottare il modello unitario di tipizzazione delle condotte di concorso, distinguendo, a tal proposito, tra reati propri esclusivi e non esclusivi.
Un ultima parte dle lavoro riguarda i progetti di riforma che, questioni politiche più che giuridiche, non riescono mai a far andare in porto...

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Il concorso di persone nel reato proprio Nicola Angioni 4 1. Introduzione Uno degli istituti dotati di maggior fascino e complessità per gli studiosi di diritto penale è quello collocato nel Capo III del Titolo IV del Libro I agli artt. 110 ss.: il concorso di persone nel reato. Questo si realizza quando più persone, in collaborazione le une con le altre, realizzano un medesimo illecito penale del quale rispondono con la stessa pena «salve le disposizioni degli articoli seguenti», così come dispone l’ultimo inciso dell’art. 110 del nostro codice penale, secondo quanto si preciserà nei capitoli che seguono. Il legislatore del 1930 ha preferito organizzare la disciplina del concorso di persone nel reato in modo difforme da come era avvenuto a fine secolo con l’avvento del codice Zanardelli (1889) 1 , il quale si ispirava al cosiddetto modello differenziato e non, come è avvenuto successivamente, al modello unitario. Questa scelta ha fatto sì che, almeno dal punto di vista teorico, non vi fosse differenza tra autore, istigatore o complice: tutti i soggetti del concorso, ex art. 110, ricevono il medesimo trattamento sanzionatorio; la giurisprudenza, però, nella pratica è sempre riuscita a tenere distinte le condotte dei concorrenti valutando caso per caso e singolarmente il comportamento di ogni partecipante al reato. Si parlerà, prima di tutto, del concorso di persone in generale, esaminando inizialmente le varie concezioni teoriche che dottrina e giurisprudenza hanno elaborato per la spiegazione dogmatica del fenomeno concorsuale. Dopo aver svolto brevi osservazioni sulle teorie e sui loro limiti applicativi alla nostra disciplina, si esaminerà la struttura del reato concorsuale, vedendo secondo quali presupposti normativi possiamo affermare l’esattezza dell’affermazione secondo cui si ha reato concorsuale quando una pluralità di condotte, riferibili a persone differenti, convergono (con una precisa efficacia) verso la realizzazione di un fatto tipico di reato così come lo stesso risulta descritto dalla descrizione normativa operata da una norma di parte speciale. Si vedrà in che modo gli artt. 111, 112 e 119 del codice penale ci aiuteranno a comprendere quanto in queste righe si va appena accennando. Terminato il discorso relativo alla struttura, si esaminerà il requisito del dolo di concorso ed il ruolo essenziale che l’elemento psicologico svolga nell’istituto che si va esaminando. Una volta terminata la trattazione generale del concorso personale nel reato, si parlerà dei tratti caratterizzanti il reato proprio: si dirà, in breve, della questione riguardante la natura e la struttura caratterizzante il reato proprio in generale, cercando di porre in evidenza i caratteri unitari della figura. 1 Cfr. Artt. 63 e 64 del Codice Zanardelli

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