Le pagine illeggibili. L’esperienza di Bruno Munari e delle Edizioni Corraini

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Spina Contatta »

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Come si fa a risvegliare nella gente l'interesse verso la lettura dopo che è stato definitivamente perso a causa della costrizione a leggere i libri noiosi e difficili di scuola?
E’ questa una delle fatidiche domande che si pone un grande artista e designer (ma non solo) del novecento italiano, Bruno Munari.
La sua soluzione al problema di aumentare la conoscenza e di formare delle persone con una mentalità più elastica e meno ripetitiva, sta nell’occuparsi degli individui mentre si formano: i bambini.
E’ convinto che bisogna intervenire nei primi anni di vita durante i quali, così insegna Piaget , si forma l’intelligenza.
Durante questi anni, infatti, i bambini conoscono l’ambiente che li circonda attraverso tutti i recettori sensoriali. Non solo, quindi, attraverso la vista e l’udito, ma anche percependo sensazioni olfattive, tattili, termiche…
Munari ha pensato, così, di progettare un insieme di oggetti che sembrano dei libri, ma che in realtà si tratta di veicoli tutti diversi di informazione visiva, tattile, sonora, termica.
Il bambino deve essere attirato verso questi oggetti e deve capire che al loro interno ci sono curiosità sempre nuove e diverse da scoprire.
Sono nati così i famosi “Libri illeggibili”, i “Pre-libri” e tanti altri libri per bambini che hanno il compito di avvicinare i più piccoli alla lettura, a questi oggetti curiosi che sono i libri di Munari, senza obblighi di nessun tipo.
Un altro problema da risolvere, il più importante, e forse, per questo, anche più caro a Munari, è quello degli stereotipi.
Egli sostiene che l’individuo in età infantile è sovraccaricato da stereotipi di ogni genere che hanno la terribile conseguenza di bloccare la fantasia. La fantasia è fondamentale nei bambini, perché da adulti si trasformerà in creatività e quest’ultima è la sola necessaria per contribuire alla crescita della società.
Senza creatività, senza questa possibilità di pensare in maniera alternativa, la società non ottiene stimoli per progredire, per evolvere. I grandi geni che ha avuto l’umanità sono stati considerati tali perché sono stati coraggiosi nel pensare in maniera alternativa a quella comune.
Una ulteriore tematica che ho affrontato nel mio lavoro è stata quella di scoprire se in questa epoca moderna, dedita alla filosofia dell’ “usa e getta”, esistesse qualcuno interessato a questo tipo di problematiche. Ho trovato la Corraini Editore, una “piccola” casa editrice di Mantova i cui proprietari, Marzia e Maurizio Corraini, hanno intrapreso la lunga crociata iniziata da Munari.
Il loro intento è, infatti, quello di acquisire tutti i diritti possibili sui libri di Munari, acquistandoli da altri editori, perché sono interessati, soprattutto la signora Marzia, alle problematiche dei bambini e vogliono cercare di continuare a diffondere il messaggio dell’artista.
La signora Corraini è, infatti, impegnata in molte attività finalizzate ai più piccoli e alla promozione della lettura, come il “Festivallettura” di Mantova e il progetto “Oplà” che è un centro di archiviazione, ricerca e documentazione del libro per bambini realizzato a Merano.
I libri della Corraini, che non sono ovviamente solo quelli di Munari, sono libri artistici, che suscitano l’interesse di persone che hanno soprattutto il piacere di avere un libro tra le mani, oltre che di leggerlo. Si definiscono più un laboratorio che una casa editrice.
Come studentessa della Corso di laurea in Scienze della Comunicazione, mi sono sentita molto vicina a questo tipo di discorsi. Ho trovato molto interessante l’intento di valorizzare linguaggi alternativi a quello verbale per agevolare la comprensione di concetti fondamentali per la crescita e lo sviluppo della società.
Alcune materie che ho studiato durante il mio percorso quinquennale mi hanno fatto capire che esistono diversi linguaggi e che ognuno di essi è più o meno idoneo di altri alla facilità di comprensione di determinati messaggi.
Penso che Munari sia stato un grande sperimentatore a livello pragmatico delle varie teorie sui linguaggi alternativi a quello verbale.
Sono contenta che il professore Tozzi, docente della cattedra di Disegno Industriale, mi ha dato la possibilità di poter affrontare una argomentazione di questo tipo, così particolare ed interessante che mi ha spronato ad essere più aperta alle novità e meno scettica e critica di fronte ad una personalità, come quella di Munari, così al di sopra delle righe.

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4 Introduzione Sono più di quanto non si creda le persone che non hanno mai letto un libro. Altre persone, invece, hanno detto “basta con i libri!” perché sono state obbligate a comprare e leggere i fatidici e tanto odiati “libri di scuola”. Gli individui che hanno avuto questo tipo di esperienze, sembrano quasi dimenticare il vero significato che si nasconde dietro la lettura di un libro. Nei libri c’è il sapere. Leggendo, l’individuo può aumentare la conoscenza e capire molti aspetti della realtà che lo circonda. I libri, inoltre, aiutano a risvegliare altri interessi e, come sostiene Munari, “aiutano a vivere meglio” 1 . Come si fa a risvegliare nella gente questo interesse verso la lettura dopo che è stato definitivamente perso a causa della costrizione a leggere i libri noiosi e difficili di scuola? 1 Dal libro “Da cosa nasce cosa” di Bruno Munari, Editori Laterza, Roma, Bari :1985.