Il Doppio e la Matrice: la Perturbanza nel cinema

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Andrea Orlando Contatta »

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Cosa è che ci spinge a vedere i film? Una risposta è inquadrabile entro la tematica del Doppio, nelle sue articolazioni di alter-ego e altrove. Il cinema è il luogo in cui l'uomo ha esperienza del Doppio che Freud e Jung indicano come necessario nemicoamico per la ristrutturazione costante dell'Io. Nel cinema, Doppio della vita, ogni spettatore può incontrare i propri Doppi, le infinite figure che brulicano nell'Ombra di un inconscio non così silenzioso. Platone parlava di una caverna. Dal 1895 quel luogo è ora una sala, un'esperienza di altrove che ricerchiamo attraverso la sospensione dell'incredulità, il desiderio di tornare nella caverna/sala per riscoprire il nostro abitare l'esterno. Non esiste una realtà più vera di un'altra, ogni vita è altrove entro cui dispieghiamo noi stessi, nella luce di 24 fotogrammi ogni secondo, come nella quotidianità di un reale non così unico.

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5 Introduzione Questa riflessione poggia sulla seguente considerazione: l’esperienza della visione cinematografica è un’esperienza di Doppio. Il Cinema, per sua essenza ontologica, è un Doppio della vita, e in tal modo altrove in cui lo spettatore può incontrare una parallela espressione di sé, in particolare di quel Sé, Inconscio, Ombra, Riflesso, Anima, Alter-ego, che la costituzione della psicanalisi ha ufficializzato, ma che fin dalle prime forme di vita umana costituiva la risposta al bisogno di un confronto con qualcosa che, al di là di questo reale, era inevitabile nel suo prezioso dono dell’esperienza di un altro-Io. Nelle superstizioni antiche il bisogno/paura dell’evasione, che il contatto con il Doppio rappresenta, trasfigurava nel timore delle manifestazioni che, in questo reale, rimandavano ad un altro reale, aldilà o mondo dietro lo specchio: si temeva l’ombra, il riflesso, e con essi la propria anima, con entrambi identificata. Contemporaneamente, la morte che questi Doppi