La crisi umanitaria in Darfur. Una panoramica sullo stato della risposta umanitaria internazionale e sulla efficacia dei suoi meccanismi di attuazione.

La parola Darfur, oltre ad indicare la regione più occidentale del Sudan, è diventata negli ultimi anni sinonimo di catastrofe umanitaria. In questa zona del mondo infatti da più di tre anni è in corso una crisi umanitaria di dimensioni sconcertanti: secondo le ultime stime dell'ONU le persone colpite sarebbero più di 3 milioni, 2 milioni gli sfollati e più di 180.000 i morti.Quale è stata, fino ad ora, la storia della risposta internazionale al Darfur? Una storia di inattività e negazione, come nel caso del Rwanda, o ci sono state, questa volta, azioni decisive? La comunità internazionale si è dimostrata inerme, come temuto da Annan, o al contrario, se ne è occupata? E, se se ne è occupata, lo ha fatto in modo in modo efficace?
Attraverso questo lavoro si è cercato di trovare delle risposte a queste domande, utilizzando il Darfur come case study per tracciare un quadro generale di quello che è l'attuale stato della risposta umanitaria internazionale in caso di gravi emergenze umanitarie.
Nella prima parte della trattazione si è cercato innanzi tutto di contestualizzare i fatti, descrivendo la regione presa in esame, tracciandone un quadro storico-sociale generale e cercando di chiarire la cause profonde che hanno portato nel 2003 allo scoppio della rivolta. Dopo-dichè si è passati ad analizzare a fondo il conflitto stesso, descrivendone la natura giuridica, i principali soggetti coinvolti e scandendone le varie tappe.
La seconda parte è dedicato alla caratterizzazione legale dei fatti svoltisi in Darfur. Per fare ciò sono state innanzitutto esposte le norme di diritto internazionale umanitario e di diritto internazionale dei diritti dell?uomo ( o, più semplicemente, diritti dell?uomo) di fronte alle quali questi fatti dovrebbero essere giudicati, e gli obblighi internazionali a cui le parti in conflitto sono vincolate. Dopo questa rapida panoramica generale sono stati esposti nel dettaglio i reati commessi dalle parti e le conseguenti violazioni del diritto internazionale.
I successivi due capitoli si concentrano invece sulla risposta della comunità internazione.
Nel quarto sono state esposte le modalità con cui due importanti protagoniste della scena internazionale l'ONU e l'Unione Africana hanno affrontato la nascita e gli sviluppi degli scontri generatisi in Darfur e la crisi umanitaria che ne è conseguita; nel quinto sono stati esaminati gli elementi che hanno caratterizzato la risposta internazio-nale alla crisi, sottolineando soprattutto gli aspetti problematici e cercando di valutarne l'effettiva efficacia. Sono state analizzate quindi, in un primo momento, i tempi e le modalità di risposta in termini pura-mente umanitari, e in un secondo momento la dimensione politica della questione.
Nell?ultima parte del lavoro, richiamando i fallimenti della comuni-tà internazionale nell'ultimo decennio in tema di intervento umanitario ed esponendo il principio di responsabilità di proteggere si è tentato di rispondere alla domanda se sia il caso o meno di intraprendere in Darfur azioni più decisive e, in caso di risposta positiva, quali dovreb-bero essere i criteri da seguire per far sì che tale intervento sia davvero un intervento umanitario.

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INTRODUZIONE La parola Darfur, oltre ad indicare la regione più occidentale del Sudan, è diventata negli ultimi anni sinonimo di “catastrofe umanita- ria”. In questa zona del mondo infatti da più di tre anni è in corso una crisi umanitaria di dimensioni sconcertanti: secondo le ultime stime dell’ONU le persone colpite sarebbero più di 3 milioni, 2 milioni gli sfollati e più di 180.000 i morti. La crisi scoppiò nel febbraio del 2003, quando due gruppi ribelli ( il Justice and Equality Movement e il Sudan Liberation Move- ment/Army) attaccarono alcune postazioni governative, reclamando per la regione e per la sua gente la fine dello stato di emarginazione politica, sociale ed economica portato avanti dal Governo centrale. Lo Stato rispose agli attacchi scatenando una massiccia controffen- siva, con l’aiuto dell’apparato di sicurezza statale ma soprattutto di fe- roci milizie arabe armate: i Janjaweed. Da quel momento lo stato di crisi non ha concesso più alcuna tregua alla popolazione civile, divenuta obiettivo principale degli attacchi governativi. Il Governo del Sudan e la milizia da esso supportata (i Janjaweed), così come i ribelli, si sono resi responsabili di numerose violazioni dei 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingua e Cultura Italiana

Autore: Irene Grandini Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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