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La protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche

Informazioni tesi

  Autore: Rossella Maresca
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in corso di perfezionamento in Bioetica
Anno: 2006
Docente/Relatore: Corrado Viafora
Istituito da: Università degli Studi di Padova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

La protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche è disciplinata in ambito comunitario dalla direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea. Pur riconoscendo la necessarietà di un brevetto in ambito della ricerca genetica, rimane ancora in discussione quale sia il limite alla brevettabilità della materia vivente.

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1 Introduzione: In base all’esperienza svoltasi negli ultimi venti anni nel quadro dell’Unione europea, in questo studio ho cercato risposte al quesito sulla necessità di una protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in particolare nel campo dell’ingegneria genetica 1 , e se la direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche (di seguito: Direttiva) 2 offra una garanzia sufficiente, viste le implicazioni di ordine etico che la materia presenta, specie in relazione ai diritti fondamentali della persona umana, come il diritto alla salute, il divieto di mercificazione dell’essere umano, e al dovere di non danneggiare la natura e l’ambiente in modo irreversibile. In effetti, le principali questioni legate alle difficoltà d’applicazione della Direttiva, riguardano proprio la problematica legata alla brevettazione della materia vivente di origine umana, considerata lesiva del diritto fondamentale della dignità dell’essere umano, valore considerato fondamentale e inviolabile dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 3 . La Corte di Giustizia delle Comunità Europee è intervenuta nel 2001, deliberando la legittimità della Direttiva e la sua conformità ai Trattati internazionali esistenti nel settore delle biotecnologie. D’altra parte, mi piace ricordare quando Stefano Rodotà, nel suo ultimo saggio “La vita e le regole” 4 , sottolinea come sempre più spesso s’invoca l’intervento del diritto, in una law-satured society, ovvero in una società strapiena di diritto, invadente in troppi settori e tuttavia assente là dove più se ne avvertirebbe il bisogno. 1 L'ingegneria genetica può essere definita come una tecnica volta a introdurre modifiche nella molecola del DNA di un organismo vivente senza l'intervento di mezzi naturali di riproduzione. Michel Breuil, « Dictionnaire des sciences de la vie et de la terre », Nathan, pag. 212. 2 In allegato. 3 Il 7 dicembre 2000, a Nizza, veniva proclamata solennemente e congiuntamente da tre istituzioni europee, il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea. in G.U.C.E. n.C364 del 18/12/2000. La Carta è stata inserita integralmente nella prima parte del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa. 4 Stefano Rodotà, “La vita e le regole”, Feltrinelli, 2006, Milano. Stefano Rodotà è professore ordinario di Diritto Civile nell’Università di Roma “La Sapienza”; è stato presidente del Garante per la protezione dei dati personali e del Gruppo europeo dei Garanti per la privacy, ha fatto parte del Gruppo europeo per l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie. È tra gli autori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

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