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Gestione della conoscenza: interoperabilità sintattica e semantica delle applicazioni

Informazioni tesi

  Autore: Alex Bonutti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Elio Toppano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

La conoscenza intesa come evoluzione dei dati operativi in un’ottica di contestualizzazione sintattica e interpretazione semantica è oggi ampiamente riconosciuta come una delle chiavi del successo competitivo. Questo si manifesta in un utilizzo intelligente dei dati e delle informazioni ad essi connesse che deve presupporre la presenza di strumenti di supporto alle tradizionali attività di ricerca e valutazione dei contenuti.
Questo elaborato propone una visione d’insieme del problema della gestione della conoscenza e una descrizione delle tecniche e delle tecnologie del Web Semantico che hanno avuto i migliori riscontri in termini di efficienza ed efficacia.

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Gestione della conoscenza: interoperabilità sintattica e semantica delle applicazioni Alex Bonutti Ingegneria Gestionale Industriale 5 Introduzione "Internet non è al passo con i tempi, ma con il futuro" La conoscenza è la facoltà di comprendere fatti, verità o informazioni ottenute attraverso l'esperienza o l'apprendimento. "Conoscenza" è un termine che ha significati diversi a seconda del contesto, ma che ha in qualche modo a che fare con i concetti di significato, informazione, comunicazione, rappresentazione e istruzione. L'aspetto sostanziale che caratterizza la conoscenza rispetto alle altre forme che può assumere il sapere è che esiste solo in quanto una mente è in grado di contenerla. In effetti, quando si afferma di aver esplicitato una conoscenza, si sta in realtà preservando le informazioni che la compongono e parte delle correlazioni fra loro, ma la conoscenza vera e propria torna a esser tale solo a fronte di un intelligenza che combini tali informazioni alla propria esperienza personale. La conoscenza è qualcosa di diverso dalla semplice informazione: in filosofia la si descrive spesso come informazione associata all'intenzionalità. Lo studio della conoscenza in filosofia è affidato all'epistemologia (che si interessa della conoscenza come esperienza o scienza ed è quindi orientata ai metodi ed alle condizioni della conoscenza) ed alla gnoseologia (che si ritrova nella tradizione filosofica classica e riguarda i problemi a priori della conoscenza in senso universale). Non esiste un accordo universale su ciò che costituisce la conoscenza, la certezza e la verità. Si tratta di questioni ancora dibattute dai filosofi, dagli studiosi di scienze sociali e dagli storici. In base al grado di accessibilità, la conoscenza può essere suddivisa in tacita (relativamente alla mente umana e ad un’organizzazione), ovvero indirettamente accessibile solo attraverso deduzioni e osservazioni dei comportamenti, implicita (informazioni non formalizzate, processi di lavoro), accessibile attraverso discussioni, interviste e indagini in azienda, ed esplicita (documenti e computer), di facile accesso dato che tutto è ben documentato in risorse di conoscenza formale che sono spesso ben organizzate già alla fonte. È dunque possibile comprendere perché le imprese, che oggi si ritrovano a dover competere in un mercato sempre più vorticoso, frenetico e “affamato” di informazioni, si stanno orientando sempre più verso una gestione delle risorse umane e cognitive che sappia valorizzare al meglio il know-how di ciascun lavoratore. Lo scopo è quello di poter sfruttare il grande potenziale nascosto posseduto da ciascuna impresa, cioè il capitale intellettuale proprietario di ciascun individuo, per ottenere un vantaggio competitivo. Basti pensare che il valore di un’azienda dipende mediamente per circa il 40- 50% dal know-how dei suoi dipendenti per capire la potenzialità di una gestione efficace ed efficiente della conoscenza di un’organizzazione. Lo sforzo che ciascuna impresa deve essere in grado di sostenere, al fine di poter applicare una gestione della conoscenza efficace, è quello di riuscire a sensibilizzare ciascun membro dell’organizzazione a diffondere e condividere il proprio sapere. E’ proprio qui che si inserisce il progetto del Web Semantico di Tim Berners-Lee, che si compone di due parti, fra loro convergenti: nella prima si immagina di ampliare la possibilità di collaborazione tra computer, nell’altra il Web diventa un mezzo potente per favorire la cooperazione tra gruppi di persone, in cui la condivisione di conoscenza e l’interazione possano essere semplici e dirette. L’interoperatività, nei contesti applicativi del Web attuale, dalla natura decentralizzata, costituisce un fattore chiave di successo e garantisce la qualità e l’efficacia di produzioni tecnologiche. I vantaggi, come evidenziano gli studi del W3C, comprendono la possibilità di salvaguardare gli investimenti grazie alla potenzialità di adeguarsi all’evoluzione degli ambienti operativi e di allargare il numero di applicazioni con cui interagire. Si possono oggi condividere enormi database di dati ma anche servizi e funzionalità di un sistema informativo, grazie alle tecnologie del Web Semantico. Il primo capitolo di questo lavoro è incentrato sul problema della gestione della conoscenza e propone il “caso” del knowledge management mettendo in luce i limiti del modello tradizionale di questa filosofia. Vengono poi presi in esame alcuni esempi di interoperatività quali l’e-learning e il fenomeno wiki.

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Parole chiave

applicazioni
architettura del web
conoscenza
e-learning
gestione
gestione delle informazioni
informatica
internet
interoperabilità
knowledge managent
metadati
mpeg-7
ontologie
owl
protègè
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tim berners-lee
web semantico
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