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La lingua dei film d'animazione disneyani (1938-1997): un italiano modello?

Informazioni tesi

  Autore: Davide Monastra
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Gabriella Alfieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

La tesi si propone di verificare se l'italiano veicolato nei film d'animazione della Walt Disney sia o meno normativo al livello verbale. Dopo aver definito le origini del cartone animato ed aver analizzato la filosofia del re del mondo animato, Walt Disney, si procederà all'analisi linguistica di otto lungometraggi disneyani. I film scelti sono stati: Biancaneve e i sette nani (di cui è stato trascritto sia il doppiaggio originale del 1938 sia quello del 1972), Pinocchio, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, La Bella e la Bestia, Il gobbo di Notre Dame ed infine Hercules.
Quello che sostanzialmente si è voluto verificare è quindi se il parlato cinematografico, dei prodotti destinati ai giovanissimi, funzioni da specchio della realtà linguistica italiana.

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INTRODUZIONE Il cartone animato cinematografico e poi televisivo è un prodotto culturale destinato quasi esclusivamente al pubblico dei bambini. Il cartone aminato. Infatti, utilizza canoni espressivi trai più alti a calamitare l’attenzione dei giovanissimi, in quanto, idealizzando figurativamente la realtà oggettiva, la avvicina alla percezione infantile, tendente al simbolico. Inoltre, bisogna sottolineare anche lo stretto rapporto che intercorre tra il canone animato e il mondo degli adulti: infatti, questo particolare tipo di prodotto culturale, è sempre realizzata dai grandi, i quali non possono disinteressarsi al mondo infantile. Trattandosi di uno dei prodotti più amati dai bambini, quello che ci si chiede, e al quale si cercherà di dare una risposta, è fino a che punto il cartone animato cinematografico, qui assunto come oggetto di indagine, riesca ad influenzare i comportamenti linguistici delle più giovani generazioni di italiane e di italiani. Si tratta quindi di capire se il cartone animato, di per sé, sia un prodotto positivo o negativo per la diffusione della lingua, e quali modelli di italiano tenda a veicolare attraverso la voce dei suoi personaggi. Infatti, potrebbe essere che , data la particolare tipologia del destinatario, in questo genere cinematografico, ci si assesti su un livello di lingua più normativo che possa puntare ad un qualche intento didattico. Per cercare di dare una risposta a questa domanda, si è decido di analizzare alcuni dei più importanti capolavori del cinema di animazione di tutti i tempi: cioè alcune pellicole di Walt Disney, il quale è, senza dubbio, l’indiscusso re del cinema d’animazione. All’inizio si cercherà di definire concettualmente l’espressione cartone animato, che troppo spesso viene confusa con il fumetto, e di approfondirne gli antecedenti, risalenti, secondo alcuni, addirittura a due secoli fa. Successivamente, ci si addentrerà nel mondo di Walt Disney, per cercare di comprendere la filosofia (rimasta sempre costante nel tempo sin dalla nascita del suo più celeberrimo personaggio: Topolino) e il proponimento pedagogico disneyano. Infine, si procederà all’analisi linguistica per ricercare se effettivamente i lungometraggi della Disney siano o meno normativi per i più “piccoli” a livello verbale. I

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