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Recenti problematiche sulla flessibilità nel mercato del lavoro

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Santovito
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi G.D'Annunzio Pescara
  Facoltà: Scienze Manageriali
  Corso: Economia e Management
  Relatore: Giuliana Parodi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Lo studio presentato nell’elaborato è volto a delineare un quadro di sintesi dell’attuale contesto lavorativo, sul piano economico e socio-normativo.
Oggetto principale della discussione è la crescente tensione verso la flessibilità del lavoro che sta determinando in Italia (come in altri Paesi Europei) la proliferazione di contratti di lavoro “atipici”, nel senso di rapporti diversi da quelli di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato.
È presa in considerazione la diffusa e allarmante ipotesi secondo cui la crescita dei contratti atipici sia un fenomeno accompagnato da rilevanti e crescenti aspetti di “precarietà”. Il lavoro atipico e non standard ha assunto negli ultimi anni in tutti i paesi industrializzati, e soprattutto in Italia, un peso quantitativo e qualitativo rilevante nella costruzione di nuove forme di occupazione, più articolate rispetto al modello tradizionale fondato sul lavoro dipendente a tempo indeterminato .
Per comprendere l’assetto attuale del mercato del lavoro in Italia, lo studio ripercorre le tappe dell’evoluzione storica del contesto economico, sociale e politico. L’evoluzione normativa conduce fino alla “Riforma Biagi”, provvedimento normativo del quale, in questa sede, si intende presentare sinteticamente i contenuti e discuterne il significato dal punto di vista del contenimento/superamento dei problemi di precarietà del lavoro.
Dopo aver tracciato la situazione vigente nel mercato del lavoro italiano, l’analisi si sposta sugli effetti dell’occupazione a termine sulla crescita e sull’occupazione. Una visione d’insieme del fenomeno consente di individuare gli aspetti positivi e gli aspetti negativi che emergono dal dibattito sulla diffusione dei contratti di lavoro temporanei.
Principale oggetto di studio è il mercato del lavoro italiano; tuttavia, non mancano riferimenti a diverse realtà nazionali. L’argomentazione si estende fino a considerare la forte rigidità in uscita del mercato del lavoro in Giappone, e gli aspetti di precarietà del posto di lavoro e di elevati divari salariali come problematiche statunitensi che si nascondono dietro l’evidenza di livelli di tasso di disoccupazione decisamente inferiori alla media europea. Inoltre, sono riportati dettagliati confronti con gli altri paesi dell’Unione Europea e, in particolare, si discute l’elevato livello di flessibilità del lavoro in Spagna.
Al di là dell’inquadramento a un più esteso contesto internazionale della discussione sulle problematiche nazionali, lo studio prende in analisi la situazione specifica del mercato del lavoro in Campania. Ampio è il contenuto del capitolo sulla valutazione di impatto delle politiche del lavoro in Campania. L’obiettivo principale del richiamo specifico a un caso territoriale è quello di inserire nella trattazione temi e connotati strettamente aderenti alla realtà del nostro Paese. L’esposizione del caso della Campania consente di indagare su problematiche attuali: c’è da chiedersi se le politiche del lavoro, per loro natura selettive e mirate, siano state indirizzate in modo coerente a rimuovere le distorsioni e gli squilibri dei mercati del lavoro locali. Si tratta di un utile approfondimento, coerente con l'argomentazione prevalente della tesi soprattutto nella fase di stima degli effetti sul tasso di disoccupazione del ricorso a tipologie contrattuali “atipiche”.
Il lavoro si conclude con una significativa descrizione del mondo dei lavoratori atipici. Sono riportati i risultati di un’indagine che traccia il profilo del lavoratore atipico, cercando di analizzarne le caratteristiche, le specificità, i fabbisogni, gli aspetti di soddisfazione e insoddisfazione riguardo alla propria condizione lavorativa e professionale, i desideri e le aspettative per il futuro. Inoltre, sono commentati gli interventi di alcuni filosofi sul tema della precarietà esistenziale connessa alla precarietà del lavoro. In ultima analisi, è riportato un recente rapporto della Commissione Europea, redatto sulla base di un’indagine che pone l’accento su problemi di precarietà derivanti dalla insicurezza del posto di lavoro, mettendo in evidenza conseguenze di precarietà sociale, in termini di integrazione personale e atteggiamenti verso la società, che propongono nuove sfide alle politiche di coesione sociale nei Paesi membri dell’Unione Europea.

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PREMESSA Lo studio presentato nell’elaborato è volto a delineare un quadro di sintesi dell’attuale contesto lavorativo, sul piano economico e socio-normativo. Oggetto principale della discussione è la crescente tensione verso la flessibilità del lavoro che sta determinando in Italia (come in altri Paesi Europei) la proliferazione di contratti di lavoro “atipici”, nel senso di rapporti diversi da quelli di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato. È presa in considerazione la diffusa e allarmante ipotesi secondo cui la crescita dei contratti atipici sia un fenomeno accompagnato da rilevanti e crescenti aspetti di “precarietà”. Il lavoro atipico e non standard ha assunto negli ultimi anni in tutti i paesi industrializzati, e soprattutto in Italia, un peso quantitativo e qualitativo rilevante nella costruzione di nuove forme di occupazione, più articolate rispetto al modello tradizionale fondato sul lavoro dipendente a tempo indeterminato 1 . Per comprendere l’assetto attuale del mercato del lavoro in Italia, è importante ripercorrere le tappe dell’evoluzione storica del contesto economico, sociale e politico. L’evoluzione normativa conduce fino alla “Riforma Biagi”, provvedimento normativo del quale, in questa sede, si intende presentare sinteticamente i contenuti e discuterne il significato dal punto di vista del contenimento/superamento dei problemi di precarietà del lavoro. Le innovazioni introdotte dalla suddetta riforma riguardano principalmente l’allargamento delle figure contrattuali, le modifiche nella regolazione dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, il rinnovo della disciplina del lavoro interinale e la revisione dei contratti a contenuto formativo. Dopo aver tracciato la situazione vigente nel mercato del lavoro italiano, l’analisi si sposta sugli effetti dell’occupazione a termine sulla crescita e sull’occupazione. Una visione d’insieme del fenomeno consente di individuare gli aspetti positivi e gli aspetti negativi che emergono dal dibattito sulla diffusione dei contratti di lavoro temporanei. Principale oggetto di studio è il mercato del lavoro italiano; tuttavia, non mancano riferimenti a diverse realtà nazionali. L’argomentazione si estende fino a considerare la forte rigidità in uscita del mercato del lavoro in Giappone, e gli aspetti di precarietà del posto di lavoro e di elevati divari salariali come problematiche statunitensi che si nascondono dietro l’evidenza di livelli di tasso di disoccupazione decisamente inferiori alla media europea. Inoltre, sono riportati dettagliati confronti con gli altri paesi dell’Unione Europea e, in particolare, si discute l’elevato livello di flessibilità del lavoro in Spagna. 1 Basti pensare che in Italia, nel 1999, il 58% delle assunzioni in occupazione dipendente ha avuto la forma di contratti atipici.

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