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La cooperazione pubblico-privato negli investimenti in infrastrutture

Informazioni tesi

  Autore: Olimpia Merlo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Gloria Bartoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

La tesi ha come obiettivo la comprensione dello strumento delle partnership pubblico-privato come efficace strumento per i governi per gestire la domanda di infrastrutture in condizione di limitazione delle risorse.
Basandosi su una sezione dedicata alla definizione della fattispecie e ad un'analisi delle principali caratteristiche, vengono individuati i Paesi e i programmi di governo in cui questa forma di collaborazione si è maggiormente diffusa.
Il secondo capitolo sposta l'attenzione sulla letteratura e sullo spazio che le varie teorie economiche hanno concesso alla scelta tra pubblico e privato per gli investimenti in infrastutture. Di particolare interesse risulta l'analisi della teoria dei fallimenti del mercato, con un focus relativamente alla produzione dei beni pubblici, e alla più recente teoria dei fallimenti del governo.
Il terzo capitolo analizza pro e contro dell'investimento pubblico e privato, prima sotto il profilo dell'efficienza e poi in merito alla selezione dei progetti, per poi chiudere delineando lo sviluppo delle PPP in Italia.
Gli ultimi due capitoli sono dedicati rispettivamente ai casi di GrameenPhone e di London Underground. Sono stati scelti due casi agli opposti: schemi semplici vs schemi elaborati, paese poverissimo vs paese avanzato.
GrameenPhone, nata appena nel 1997, è oggi il primo provider di telefonia mobile in Bangledesh. Nasce da una semplice e geniale idea: attraverso il microcredito consentire l'acquisto delle apparecchiature a chi vuole divenire "Operatore Grameen", vale a dire telefono a pagamento presso la propria comunità. In questo modo si è raggiunto il duplice scopo di portare il progresso delle telecomunicazioni in zone remote nelle quali nessuna azienda aveva mai avuto interesse ad operare e di fondare una società di successo che impega migliaia di persone. La riuscita del progetto è stata in larga parte dovuta all'interessamento delle autorità nazionali ed internazionali, che hanno contribuito finanziariamente e operativamente alla sua realizzazione.
London Underground è invece una società statale che si è trovata negli scorsi decenni in condizioni di grave sottodimensionamento degli investimenti, per mancanza di fondi. La qualità del servizio andava peggiorando e l'incapacità di rinnovare gli asset era alla fonte di un'inefficienza che intaccava anche i ricavi. Si decise quindi di attuare un piano fortemente innovativo (che, in quanto tale, ha sollevato molte polemiche): scorporare la gestione degli asset infrastrutturali dalla gestione del servizio. Quest'ultima è infatti rimasta sotto la responsabilità dell'ente statale preposto, mentre le infrastrutture (treni, stazioni, depositi, rotaie) sono stati suddivisi in tre distinte società, appaltate a consorzi privati. Questo meccanismo, accompagnato da una struttura di pagamenti ed incentivi ben progettata, ha consentito al governo inglese di migliorare gli standard del servizio, diminuendo al contempo i costi.
L'obiettivo delle tesi è, in ultima analisi, di dimostrare come la collaborazione pubblico-privato nelle infrastrutture possa da un lato costituire un vero e proprio strumento di lotta alla povertà, dall'altro essere un viatico per l'efficienza e l'innovazione che spesso la PA da sola non riesce a garantire.

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Introduzione A seguito della prassi da alcuni anni crescente, nell’utilizzo di nuove forme di collaborazione tra amministrazione pubblica e settore privato, specie in settori caratterizzati da un certo livello di complessità tecnica, come appare essere quello delle infrastrutture pubbliche, si sta assistendo ad una progressiva crescita nell’impiego di partnership tra il settore pubblico ed il settore privato (PPP). Tale forma di collaborazione trae origine dalle difficoltà di bilancio dei governi, che, avendo visto crescere a dismisura il proprio deficit nei decenni precedenti, a partire dagli anni Ottanta tentarono di invertire la rotta. Infatti, così come i fallimenti del mercato portarono i governi a formulare programmi di intervento economico dagli anni Trenta agli anni Settanta, negli anni Ottanta gli scarsi risultati ottenuti dagli stessi governi portarono economisti e studiosi ad interrogarsi circa i fallimenti del governo. Essi arrivarono alla conclusione che i fallimenti della maggior parte dei programmi governativi non erano meramente casuali, ma erano bensì insiti nella natura dell’attività governativa. In particolare vennero individuate quattro principali ragioni che spiegano la sistematicità dei fallimenti del governo: ξ Informazione limitata: spesso le conseguenza di un’azione sono complesse e di difficile predizione. Ad esempio, negli Stati Uniti, quando il governo federale adottò misure di rinnovamento urbano, non fu in grado di prevedere che queste potevano portare ad una diminuzione della disponibilità di case per i meno abbienti. Allo stesso modo, il governo non 5

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