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Scambio d’informazioni e protezione dei dati: il giusto equilibrio fra sicurezza e tutela della privacy

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Palladino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Antonino Galletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

La tesi ha preso in esame le principali banche dati europee. In particolare sono state considerate: Schengen Information System (SIS); National SIS (N-SIS); SIS II Sistema d’Informazione Schengen di seconda generazione; SIS 1+; SISone4ALL; The Europol Computer System (TECS); EURODAC; Sistema VIS (Visa Information System); Archivio automatizzato Eurojust.

Delle banche dati sono state studiate l’organizzazione del trattamento dei dati, l’adeguatezza delle misure di sicurezza, il diritto d’accesso ai dati personali, la rettifica e cancellazione dei dati personali, i termini per la conservazione dei dati personali, la sicurezza dei dati Eurojust, la responsabilità in caso di trattamento di dati non autorizzato o scorretto, la riservatezza e i termini previsti per la conservazione e la cancellazione degli archivi.

Con riferimento all’archivio del Trattato di Prüm contenente i profili DNA è stato illustrato il disegno di Legge istitutivo della banca dati e del laboratorio centrale nazionale del DNA. Nello stesso ambito l’istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria che si occuperanno della gestione e del funzionamento del laboratorio centrale della banca dati nazionale del DNA.

Sono stati trattati: Accordo PNR (Passenger Name Record); API (Advanced Passenger Information), informazioni preventive sui passeggeri; Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT); Sistema Informativo Doganale (SID); SecurE-Justice, dibattimenti a distanza utilizzando la tecnologia digitale; Ubiquitous Computing (pervasività informatica).

Le Autorità di controllo prese in considerazione sono: Il Garante per la protezione dei dati personali e l’attività internazionale del Garante; l’Autorità di Controllo Comune (ACC); il Garante Europeo della Protezione dei dati (GEPD); il Gruppo di lavoro sulla protezione dei dati “Articolo 29”; il Working Party on Police and Justice; il Comitato esecutivo Schengen; il Delegato alla protezione dei dati trattati da personale Eurojust.

Principi e diritti valutati: Natura universale dei principi di protezione dei dati; Il principio di liceità e correttezza; Il principio di finalità; Il principio di proporzionalità; Il principio di trasparenza; Il principio di partecipazione individuale; Il principio di sicurezza dei dati; Il principio di necessità; Il principio di precauzione; Il principio d’indispensabilità, dei dati sensibili e giudiziari; Il principio del “need to know”; Il principio di disponibilità.

Legislazione trattata; Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU); Convenzione di Strasburgo sul trattamento automatizzato di dati di carattere personale; Direttiva 95/46/CE sul trattamento dei dati personali; Normativa di riferimento italiana; La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; Il Trattato di Prüm; Integrazione del “Trattato di Prüm” nella legislazione dell’UE. È stata accennata la diversa visione tra UE e USA sulla protezione dei dati. È stato valutato il risarcimento del danno per effetto del trattamento e Il Trattato di Lisbona.

Valutati anche gli Accordi Schengen con i tre paesi extra UE la Norvegia, l’Islanda e la Svizzera.

Sono allegate la Convenzione di Strasburgo nr 108 del Consiglio d’Europa del 28 gennaio 1981, la Direttiva 95/46/CE del parlamento europeo e del consiglio del 24 ottobre 1995 la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea approvata il 14/11/2000 dal Parlamento europeo e il Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza, Allegato B del D. Lgs 196/2003.

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6 PREMESSA o scambio d’informazioni, in ambito europeo, è ritenuto uno strumento indispensabile al raggiungimento degli scopi che gli stati membri si sono prefissati. Il tempestivo accesso ad informazioni accurate e aggiornate è un elemento essenziale affinché le autorità incaricate dell’applicazione della legge possano efficacemente contrastare attività criminali, terrorismo e criminalità transnazionale, specialmente in uno spazio in cui sono stati aboliti i controlli alle frontiere interne1. Lo stesso Trattato sull’Unione europea2, all’articolo 30, tra gli scopi essenziali, prevede che l’azione comune nel settore della cooperazione di polizia comprenda tra l’altro, lo scambio, in particolare attraverso Europol, di pertinenti informazioni. Si cerca d’intensificare lo scambio d’informazioni anche con il “principio di disponibilità” contenuto nel programma dell’Aia concordato nel novembre 2004 nel quale si sostiene che “...lo scambio d’informazioni dovrebbe essere disciplinato ... tenendo conto del principio di disponibilità ...”, permettendo la condivisione a livello europeo di tutte le informazioni disponibili nei singoli Stati membri, per consentire ad un 1 Frontiere fra Stati aderenti a Schengen. Le frontiere esterne sono quelle confinanti con Stati non aderenti. Dal 21 dicembre 2007 i Paesi dell’area Schengen passano da 15 a 24, consentendo così a circa 400 milioni di persone di viaggiare senza passaporto dall’Est all’Ovest dell’Europa, si sono aggiunti: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. 2 L. 7 aprile 2005, n. 57. Ratifica ed esecuzione del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa e alcuni atti connessi, con atto finale, protocolli e dichiarazioni, fatto a Roma il 29 ottobre 2004. Pubblicata nella Gazz. Uff. 21 aprile 2005, n. 92, S.O. (cft Trattato di Lisbona) L

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