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I disturbi specifici dell'apprendimento (D.S.A.)

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Dallari
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Pedagogia Clinica
Anno: 2007
Docente/Relatore: Sandra Matteoli
Istituito da: S.I.P.P Società Italiana di Psicologia e Pedagogia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

I disturbi specifici dell’apprendimento rappresentano un ambito clinico molto problematico ed eterogeneo. Tale problematicità non è dovuta solo ed esclusivamente agli aspetti clinici dei singoli disturbi, essa riguarda anche l’ambiente, cioè la scuola, in cui i disturbi si manifestano, la vita quotidiana del soggetto con un disturbo specifico, lettura e scrittura infatti rappresentano gli strumenti per decodificare, significare e descrivere la realtà circostante e gli aspetti di vita famigliare, abbiamo notato infatti le caratteristiche destabilizzanti di tali disturbi.
Non è un caso infatti che i bambini con un disturbo specifico dell’apprendimento abbiano reazioni che, semplificando, sono legate ad aspetti relativi all’autostima. Le reazioni di un bambino con disturbo specifico possono considerarsi di tre categorie fondamentali: reazioni di tipo aggressivo, caratterizzati dalla costante ricerca del soggetto di un’identità all’interno della propria classe che può sfociare nell’attuazione di atteggiamenti di tipo oppositorio e provocatorio; reazioni depressive, date da un’immagine di sé negativa e squalificante che si riflette sul presente del soggetto, per cui il soggetto si percepisce come privo di valore, ma anche sul futuro, per cui vi è la convinzione che le cose non miglioreranno mai e che nessuna persona o nuova attività possano migliorare le cose; e una reazione caratterizzata da uno stato confusionale costante, per cui la scuola, già normalmente problematica, diviene una struttura informe e incomprensibile, sia a livello didattico vero e proprio che a livello relazionale e sociale.
È chiaro quindi che gli adulti che si trovano a stretto contatto con un bambino con disturbo specifico debbano attuare meccanismi relazionali particolari. Genitori, insegnanti e le figure specializzate al recupero devono creare una rete di rapporti di aiuto collaborativi e costruttivi, capaci di migliorare la coscienza delle proprie capacità, devono aiutarlo a costruirsi una nuova un’immagine di sé che integri gli aspetti deficitari a quelli normali, a prendere contatto con i propri limiti e le proprie potenzialità, evitando eccessive oscillazioni tra sentimenti contrastanti di positività e di disfatta.
Gli insegnanti, in particolar modo, sono figure sensibili ed importanti nel cammino di un soggetto con disturbo specifico dell’apprendimento: devono essere in grado di graduare le difficoltà che presentano al bambino, rispettare i tempi di apprendimento, selezionando i contenuti e privilegiando gli aspetti concettuali a quelli quantitativi, devono motivare e coinvolgere tutti gli alunni senza creare rapporti viziati e di preferenza, devono usare le gratificazioni con oculatezza e come rinforzo costruttivo, devono favorire le occasioni nelle quali sia possibile parlare delle difficoltà e delle diversità e in ultimo gli insegnanti devono controllare le proprie emozioni, evitando atteggiamenti di frustrazione e di negatività.
Si presenta, in conclusione, anche l’essenzialità e l’importanza degli aspetti preventivi che hanno il preciso scopo di individuare i segnali di qualcosa che non procede nel modo giusto in modo da dare vita ad un piano d’intervento tempestivo e, quindi, maggiormente efficace.

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INTRODUZIONE Attualmente i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (D.S.A.) hanno un ruolo clinico estremamente delicato e molto problematico. Molti bambini, nella loro carriera scolastica, incontrano numerose difficoltà che vanno dalla lettura alla scrittura fino al calcolo ed interessano gli aspetti più intimi e profondi del loro sviluppo e del loro percorso scolastico. Si tratta, in effetti, di una serie di disturbi che interessano circa il 3 – 4% della popolazione scolastica e purtroppo il loro disagio psicologico, le loro reazioni di mascheramento e le loro strategie di adattamento sono spesso interpretate come scarso impegno, pigrizia o semplice svogliatezza. I problemi, per i bambini con un disturbo specifico, si manifestano intorno alla seconda elementare, momento in cui è possibile, infatti, fare una diagnosi specifica, anche se si possono individuare precisi segni e determinati problemi già dalla scuola dell’infanzia. La problematicità legata a tali disturbi, infatti, nasce spesso da una sbagliata, frettolosa e grossolana interpretazione e sottovalutazione del disturbo che non permette una diagnosi tempestiva e, conseguentemente, da un ritardo d’intervento attraverso metodologie specifiche. Tali difficoltà, pur manifestandosi con diversi gradi di gravità, incidono sul rendimento scolastico generale e, dunque, sulle singole discipline provocando, inoltre, gravi problemi di disadattamento. Si manifestano, in prima approssimazione, con un difficile rapporto con il testo scritto, con la lettura, con la capacità di calcolo che permangono anche dopo la primissima fase di acquisizione. È semplice dunque comprendere che tali disturbi, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, incidano pesantemente non solo con la vita scolastica del bambino ma anche con quella relazionale, sociale e comunicativa. 3

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