Il crepuscolarismo tra modernità e tradizione. La crisi della poesia nella poetica crepuscolare.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vanessa Cappella Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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'Il Crepuscolarismo tra modernità e tradizione. La crisi della Poesia nella poetica crepuscolare' è una tesi che approfondisce gli autori e le tematiche di una tendenza poetica italiana trascurata dal canone letterario, eppure molto importante per lo sviluppo della letteratura successiva. Il Crepuscolarismo si pone come ponte tra Ottocento e Novecento e riflette nelle sue pieghe la crisi della Poesia e della società che viene a maturarsi a cavallo tra i due secoli.

La tesi si articola in tre capitoli: il primo analizza il quadro storico nel quale si sviluppa la tendenza crepuscolare; il secondo analizza le origini letterarie, i protagonisti, le poetiche e approfondisce il tema della crisi della Poesia; il terzo affronta il dibattito critico nato intorno al Crepuscolarismo.

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Il crepuscolarismo tra modernità e tradizione INTRODUZIONE Al sorgere del XX secolo una nuova coscienza umana e poetica inizia a prendere forma in una Italia in completo cambiamento. La stagione dei grandi letterati sembra essere ormai finita, la poesia incomincia ad essere relegata in un indefinito margine di importanza e i poeti si domandano quale sia il loro ruolo in questo nuovo contesto. Il confronto con i grandi del passato e con le epoche gloriose getta un senso di sconforto e impotenza, unitamente al rimpianto di non essere nati prima, in un tempo in cui la Poesia era tenuta ancora in grande considerazione. Cosa possono cantare i poeti che non sia già stato cantato? Con quale sublime realtà possono confrontarsi se il mondo intorno cambia così velocemente da provocare solo uno stato di costante destabilizzazione? Quale grande ruolo e quale grande voce possono avere, se in realtà essi stessi per primi si sentono piccoli, minuti e in grado di emettere solo fievoli lamenti (o acute risate che nessuno vuole ascoltare)? L’unica soluzione sembra essere il ripiegamento su se stessi, nel proprio piccolo mondo, facendo attenzione anche a quelle piccole cose che la grande poesia del passato ha sempre trascurato. Tutte le certezze di un tempo si sfaldano in modo inevitabile e il poeta inizia a guardare alla realtà con occhio quasi indifferente, malinconico e a volte ironico, teso a cogliere le sfumature quotidiane di una società in crisi. È il crepuscolo della grande Poesia che ripiega su più dimessi toni, ma contemporaneamente l’aurora di una nuova stagione letteraria. Mentre la modernità inizia concretamente ad entrare nella vita dell’individuo, è necessario comprendere e metabolizzare nella propria intima essenza l’entità dei grandi cambiamenti innestati dallo sviluppo economico, tecnologico e industriale. I crepuscolari si approcciano alla realtà con uno sguardo quasi disorientato e avvertono il bisogno di rinchiudersi in un cantuccio riparato, pur continuando ad occhieggiare al mondo che prosegue la sua inarrestabile corsa verso il progresso. 3