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Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Confronto di teorie e modelli per l'area dell'euro.

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Romani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Scienze statistiche
  Relatore: Alessandro Roncaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

In questo studio lo scopo è quello di analizzare il processo attraverso il quale le decisioni di politica monetaria influenzano l’economia, in particolare il livello dei prezzi e la produttività di un sistema economico, concentrandosi sui principi e le tecniche messi in atto all’interno dell’Eurosistema.
Data la sua complessità, questo processo, generalmente noto come “meccanismo di trasmissione della politica monetaria”, è costantemente materia di studio. Il meccanismo si articola infatti in molteplici canali di trasmissione, cioè collegamenti attraverso i quali si esplicano normalmente gli impulsi di politica monetaria, ed è inoltre influenzato frequentemente da shock esterni non controllabili a priori. La difficoltà di analisi non ha ancora permesso di comprendere appieno questo processo.
Nel primo capitolo si presenta la strategia di politica monetaria della Banca Centrale Europea e viene descritta la catena di causa-effetto sottostante che porta dalla modifica del tasso di interesse di policy alle conseguenze monetarie e reali sui vari aggregati economici. Viene poi approfondito, in particolare, un aspetto sostenuto dalla maggior parte dei policy-maker europei riguardo all’influenza della politica monetaria sull’economia: la questione della neutralità della moneta nel lungo periodo.
Al fine di valutare l’approccio utilizzato dalla Bce, nel secondo capitolo sono analizzati due modelli econometrici che essa utilizza per condurre esperimenti di politica monetaria (Area Wide Model e National Institute Global Economic Model) ed il cui utilizzo prende spunto da un modello più generale creato dalla BIS (Bank for International Settlement o Banca dei Regolamenti Internazionali) per studiare il meccanismo di trasmissione dei paesi più industrializzati del mondo. Vengono riportati i risultati degli esperimenti, cercando di evidenziare eventuali contraddizioni e confrontando le teorie economiche che ne sono alla base.
Nel terzo capitolo vengono confrontati i modelli econometrici analizzati e l’impostazione teorica sostenuta dalla banca centrale rispettivamente con un modello econometrico combinato dell’economia italiana, concepito da Paolo Sylos Labini alla fine degli anni ’60, e con l’impostazione teorica utilizzata dalla Banca d’Italia per spiegare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria tramite il MET-BI (modello econometrico trimestrale della Banca d’Italia). Anche in questo caso vengono analizzate le fonti a disposizione in chiave critica ed il più possibile obiettiva, ritenendo utile il confronto costruttivo.

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3 INTRODUZIONE Alla luce della recente inversione di tendenza del comportamento di politica monetaria attuato dalla Banca Centrale Europea (un rialzo dei tassi di policy a partire dal dicembre 2005, dopo 2 anni e mezzo di leva monetaria bloccata al minimo storico), l’intento del mio elaborato è quello di analizzare il processo attraverso il quale le decisioni di politica moneta- ria influenzano l’economia, in particolare il livello dei prezzi e la produttività di un sistema economico, concentrandomi sui principi e le tecniche messi in atto all’interno dell’Eurosistema. Ho cercato inoltre di valutare, con i mezzi a mia disposizione, l’impostazione teorica che è alla base del comportamento dell’autorità monetaria. Data la sua complessità e le sue conseguenze sul piano economico, questo processo, generalmente noto come “meccanismo di trasmissione della politica monetaria”, è costantemente materia di studio. Il meccanismo si articola infatti in molteplici canali di trasmissione, cioè collegamenti attraverso i quali si esplicano normalmente gli impulsi di politica monetaria, ed è inoltre influenzato da shocks esterni non controllabili a priori. La difficoltà di analisi non ha ancora permesso di comprendere appieno tutte le interdipendenze. Nel primo capitolo ho presentato la strategia di politica monetaria della Banca Centrale Europea e descritto la catena di causa-effetto sottostante che porta dalla modifica del tasso di interesse di policy alle conseguenze monetarie e reali sui vari aggregati economici. Ho poi approfondito, in particolare, un aspetto sostenuto dalla maggior parte dei policy-makers europei riguardo all’influenza della politica monetaria sull’economia: la questione della neutralità della moneta nel lungo periodo. Al fine di valutare l’approccio utilizzato dalla Bce, nel secondo capitolo ho analizzato due modelli econometrici che essa utilizza per condurre esperimenti di politica monetaria (Area Wide Model e National Institute Global Economic Model) ed il cui utilizzo prende spunto da un modello più generale creato dalla BIS (Bank for International Settlement o Banca dei Regolamenti Internazionali) per studiare il meccanismo di trasmissione dei paesi più industrializzati del mondo. Ho riportato i risultati degli esperimenti, cercando di evidenziare eventuali contraddizioni e confrontando le teorie che ne sono alla base con altre teorie economiche di mia conoscenza. Nel terzo capitolo ho confrontato i modelli econometrici analizzati e l’impostazione teorica sostenuta dalla banca centrale rispettivamente con un modello econometrico

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