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Le Metamorfosi nell'Inferno: La presenza di Ovidio in Dante

Informazioni tesi

  Autore: Lara Monighetti Petit
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in Letteratura Italiana
Anno: 2002
Docente/Relatore: Maria Antonietta Terzoli
Istituito da: Università di Basilea
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 29

La presente ricerca si propone di studiare la presenza delle Metamorfosi di Ovidio nella prima cantica di Dante. Il lavoro di stilistica delle fonti finora compiuto ha infatti indicato talvolta in modo erroneo un debito dantesco nei confronti dell'opera ovidiana e a volte un episodio delle Metamorfosi non è stato riconosciuto nell'Inferno. Lo studio intende proprio occuparsi di questi due aspetti: da una parte corregere le indicazioni finora sbagliate e dall'altro proporre alcuni debiti letterari di Dante non ancora scoperti.

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1. INTRODUZIONE Mettere in luce la terza grande ombra è quanto questa analisi si propone di fare. Non si tenterà un’indagine sistematica di Ovidio nell’Inferno (anche se un’opera di questo tipo ancora manca), ma si illumineranno alcuni aspetti della presenza delle Metamorfosi nella prima cantica. Il tema non è nuovo per la critica, perciò si è scelto di partire da materiale esistente. Sono state preferite tre diverse edizioni dell’Inferno: l’edizione di N. Sapegno, quella curata da A. M. Chiavacci Leonardi e quella a cura di S. Jacomuzzi, A. Dughera, G. Ioli e V. Jacomuzzi 1 . Nei commenti sono stati cercati i rimandi a opere ovidiane. Queste indicazioni costituiscono il primo elenco (cfr. allegato 1). Per il confronto puntuale tra i passaggi danteschi e le fonti indicate sono state prese in considerazione solo le Metamorfosi, seguendo il consiglio di Dante : Et fortassis utilissimum foret ad illam [constructionem] habituandam regulatos vidisse poetas, Virgilium videlicet, Ovidium Metamorfoseos, Statium atque Lucanum (DVE II, 6, 7). L’analisi sistematica delle presunte fonti ovidiane ha permesso di individuare delle indicazione errate dei commentatori; queste costituiscono il primo capitolo della ricerca. Non essendo possibile illustrare in questa sede il confronto tra i due testi, si vuole comunque accennare alla difficoltà che un simile lavoro comporta. Non è infatti difficile il paragone (anche se a volte risulta problematico o incerto), ma sorge una grande difficoltà al momento di impostare e strutturare il risultato dell’analisi. Lasciando infatti il materiale disposto secondo l’ordine in cui appare nell’Inferno, vanno perse le analogie 1 DANTE ALIGHIERI, Commedia. Inferno, a cura di A. M. Chiavacci Leonardi, Milano, Arnoldo Mondadori, 1991; DANTE ALIGHIERI, La Divina Commedia. Inferno, a cura di S. Jacomuzzi, A. Dughera, G. Ioli, V. Jacomuzzi, Torino, SEI, 1996; DANTE ALIGHIERI, La Divina Commedia. Inferno, a cura di N. Sapegno, Firenze, La Nuova Italia, 1997 (1 a 1955). 3

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