Allungamento dei muscoli ischiocrurali: studio sull’efficacia del metodo Feldenkrais “Consapevolezza Attraverso il Movimento” comparato allo stretching statico

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Silvia Brunella Contatta »

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Introduzione: in uno studio del 2006 Stephens e colleghi hanno dimostrato l’efficacia di un metodo di allungamento attivo dei mm. ischiocrurali chiamato “Consapevolezza Attraverso il Movimento” (CAM).
Scopo ed intenzioni: testare l’efficacia del metodo Feldenkrais (CAM), paragonandolo allo stretching statico, nel promuovere l’incremento della lunghezza dei mm. ischiocrurali e il miglioramento della performance sportiva in un gruppo di podisti.
Soggetti: 31 podisti sono stati assegnati in modo randomizzato ai due gruppi di studio: Stretching (16 soggetti) e CAM (15 soggetti). Dopo un periodo di wash-out di 6 mesi in cui i 31 soggetti appartenenti due gruppi di studio avevano sospeso sia gli esercizi CAM che l’esercizio di stretching specifico per i mm. ischiocrurali, sono stati selezionati 16 soggetti (di cui 8 avevano fatto parte del gruppo CAM e 8 al gruppo stretching) per formare il gruppo controllo.
Metodi: i gruppi di intervento ( CAM e Stretching) hanno eseguito gli esercizi loro proposti per un minimo di 4 giorni alla settimana e per 4 settimane, mentre il gruppo controllo non ha svolto alcuna attività. All’inizio e al termine dello studio sono stati misurati la lunghezza dei mm. ischiocrurali utilizzando il test di Estensione Attiva del Ginocchio (AKE), la performance sportiva considerando il tempo di percorrenza sui 1000 m e la lunghezza del passo.
Risultati: in entrambi i gruppi di studio sono emerse differenze significative (p < 0,05) tra la prima e la seconda valutazione sia per quanto riguarda la lunghezza dei mm. ischiocrurali che la lunghezza del passo. Non si sono evidenziate differenze significative nel tempo di percorrenza sui 1000m piani.
L’incremento dell’angolo di estensione attiva del ginocchio del gruppo CAM è stato di 6,37° (p = 0,011) e di 6,95° per il gruppo stretching (p = 0,005).
L’incremento della lunghezza del passo del gruppo CAM è stato di 0,22 cm (p = 0,000), mentre per quanto riguarda il gruppo stretching l’incremento è stato di 0,13 cm (p = 0,008)
Conclusioni:i risultati evidenziano l’efficacia del metodo Feldenkrais, che utilizza movimenti attivi che non comportano uno stiramento, nel promuovere l’incremento della lunghezza muscolare e della lunghezza del passo. Un aumento della lunghezza del passo non comporta un miglioramento della performance.

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6 INTRODUZIONE I muscoli ischiocrurali contribuiscono in modo importante al controllo del movimento nell’uomo e sono coinvolti in moltissime attività che vanno dal correre e saltare al flettersi anteriormente durante la stazione eretta o da seduti e in diverse attività di controllo posturale (4). Gli strappi muscolari di vario grado di severità sono i più comuni infortuni negli atleti (4), soprattutto in coloro che praticano attività sportive che richiedono corsa veloce e i salti (3) e sono infortuni particolarmente frustranti perché i sintomi sono persistenti, la guarigione è lenta e il tasso di recidiva dell’infortunio è alto, per questo motivo il miglior trattamento è la prevenzione attraverso la riduzione dei fattori di rischio (1-3). Diversi studi sottolineano l’esistenza di fattori di rischio che predispongono a questo tipo di infortunio; questi fattori di rischio si possono dividere in modificabili e immodificabili. In letteratura i più comuni fattori di rischio immodificabili in letteratura sono l’età avanzata e l’avere origini etniche aborigene o africane, mentre i più comuni fattori di rischio modificabili sono lo squilibrio nel rapporto tra la forza del muscolo quadricipite e dei muscoli ischiocrurali a discapito di questi ultimi, la fatica muscolare, la rigidità e la tensione dei muscoli ischiocrurali, il riscaldamento insufficiente e precedenti infortuni (3). Non è ben chiaro se il decremento della flessibilità dei muscoli ischiocrurali sia la causa o la conseguenza di un infortunio a questo gruppo muscolare poiché molte informazioni circa i fattori di rischio sono state raccolte attraverso studi