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La convergenza mediale abbraccia la Fiction Tv: Il caso ''Heroes''

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Chiocca
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Sergio Brancato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

La nostra vita quotidiana è stata trasformata nel corso degli ultimi anni dalla nascita e dallo sviluppo dei nuovi media. “ Sotto il loro impulso i nostri modi di pensare, di lavorare, di istruirci di divertirci, di viaggiare, di fare shopping, di utilizzare servizi pubblici, di discutere di diritti politici stanno cambiando” .
Guardare la televisione, conversare a telefono, ascoltare la radio, utilizzare il computer, navigare in internet sono tutte azioni che con il passare del tempo sono entrate nella sfera quotidiana di tante persone. Ognuno di questi media ha una sua storia, diversi modi di essere utilizzato, un suo possibile sviluppo futuro, ma partendo dall’avvento dell’era del digitale le loro strade saranno destinate a incontrarsi, a “convergere”.
Oggi possiamo affermare di essere entrati nell’era della cultura convergente, dove vecchi e nuovi media collidono.
“Per convergenza si intende il flusso di contenuti su più piattaforme, la cooperazione tra più settori dell’industria dei media e il migrare del pubblico alla ricerca continua di nuove esperienze”.
Nella storia dei mezzi di comunicazione la televisione ha ricoperto da sempre un ruolo di primaria importanza. Per decenni la tv è stata la regina dell’etere accompagnando con i suoi programmi la vita di miliardi di telespettatori. Uno dei pochi difetti che i critici le hanno sempre rinfacciato è di essere perlopiù un media unidirezionale, che nega allo spettatore qualunque tipo di feedback.
La tv di adesso è profondamente cambiata rispetto a quella di soli dieci anni fa, lo sviluppo di nuove tecnologie di trasmissione, sia attraverso il satellite oppure con il digitale, sta trasformando radicalmente il suo volto.
Con la nascita di internet e del web, la tv è stata costretta ad affrontare un serio concorrente in grado di sottrargli spazio sia fra il pubblico sia negli investimenti pubblicitari.
Tv ed internet dopo una fase iniziale in cui erano visti in contrapposizione adesso hanno cominciato a collaborare. Con lo sviluppo della tv digitale la possibilità di connettersi in rete dalla televisione è diventata realtà. A questo bisogna aggiungere la grande crescita del fenomeno delle web tv, canali televisivi che trasmettono i loro programmi su internet, senza dimenticare che tantissime emittenti televisive classiche stanno allargando la loro offerta al pubblico utilizzando dei siti in rete.
Tutto ciò non deve far pensare che il percorso avviato in direzione di una futura convergenza mediale si riduca alla semplice fusione tecnologica tra media differenti.
Alla base della cultura convergente c’è la trasformazione che sta vivendo la figura del consumatore. Esso non è più visto come passivo spettatore incollato allo schermo.
Oggi sono molte le persone che si rapportano in maniera critica e soprattutto attiva di fronte ai contenuti che gli vengono proposti dalla tv o da qualunque altro media. Gli spettatori sono alla ricerca di modi nuovi per interagire in maniera interattiva. I fan non si accontentano di ciò che gli viene offerto, ma vanno alla scoperta continua di informazioni extra, soprattutto per farlo sono disposti a spostarsi da un madia all’altro.
I produttori e i creatori dell’industria culturale devono cominciare a pensare a dei contenuti che si possano adattare a canali di diffusione diversi.
In molti nel mondo della tv si stanno gia muovendo lungo questa direzione sfruttando le possibilità che offre internet per arricchire l’offerta presentata, soddisfacendo le richieste di un pubblico sempre più esigente.
Durante il nostro lavoro analizzeremo molti aspetti inerenti alla convergenza mediale, con particolare attenzione ai contributi e i miglioramenti apportati ad uno dei generi televisivi di maggiore successo: la Fiction tv.
Nel corso degli anni le soap opera, i serial, i film-tv, le sit-com hanno contribuito molto all’affermazione della televisione sul pubblico. Programmi come Beautiful, X-Files, Lost, Dr. House sono diventati con il susseguirsi delle stagioni dei veri e propri fenomeni mediatici e sociali.
I network hanno compreso l’importanza della fiction, lo dimostra il fatto che, nel corso degli ultimi anni, siano aumentati gli investimenti per la realizzazione di prodotti seriali.
Questo lavoro cercherà di dimostrare come la fiction tv non sia affatto in decadimento, anzi potrebbe essere la prima a cogliere dei vantaggi di una nuova fase di convergenza mediale.

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2 Introduzione La nostra vita quotidiana è stata trasformata nel corso degli ultimi anni dalla nascita e dallo sviluppo dei nuovi media. “ Sotto il loro impulso i nostri modi di pensare, di lavorare, di istruirci di divertirci, di viaggiare, di fare shopping, di utilizzare servizi pubblici, di discutere di diritti politici stanno cambiando” 1 . Guardare la televisione, conversare a telefono, ascoltare la radio, utilizzare il computer, navigare in internet sono tutte azioni che con il passare del tempo sono entrate nella sfera quotidiana di tante persone. Ognuno di questi media ha una sua storia, diversi modi di essere utilizzato, un suo possibile sviluppo futuro, ma partendo dall’avvento dell’era del digitale le loro strade saranno destinate a incontrarsi, a “convergere”. Oggi possiamo affermare di essere entrati nell’era della cultura convergente, dove vecchi e nuovi media collidono. “Per convergenza si intende il flusso di contenuti su più piattaforme, la cooperazione tra più settori dell’industria dei media e il migrare del pubblico alla ricerca continua di nuove esperienze”. 2 Nella storia dei mezzi di comunicazione la televisione ha ricoperto da sempre un ruolo di primaria importanza. Per decenni la tv è stata la regina dell’etere accompagnando con i suoi programmi la vita di miliardi di telespettatori. Uno dei pochi difetti che i critici le hanno sempre rinfacciato 1 Abruzzese Alberto, Borrelli Davide. L’industria culturale. Tracce e immaginario di un privilegio, Carocci, 2000 Roma, pag271. 2 Jenkins Henry. Cultura Convergente, Apogeo 2006 Milano, introduzione.

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