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La valutazione della motivazione nei processi di selezione al lavoro

Informazioni tesi

  Autore: Marina Muffallanno
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Europea di Roma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Paolo Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

Questo lavoro si prefigge l’intento di studiare la motivazione per poi inserirla all’interno dei processi di selezione. Sono stata spinta a trattare questo argomento in primo luogo dalla curiosità, ossia dalla volontà di capire come la motivazione viene valutata all’interno dei processi di selezione, con quali strumenti e soprattutto qual è l’importanza di tale valutazione.
La tesi si divide in tre capitoli costituiti di due paragrafi ciascuno.
Il primo capitolo introduce il concetto di motivazione, dandone una definizione psicologica. L’argomento viene trattato partendo dai costrutti teorici di istinto e pulsione. Il concetto di istinto descritto da Darwin nell’ “Origine delle Specie”, come quello di pulsione introdotto da Freud e ripreso da Hull costituiscono tentativi di spiegare il comportamento come diretto e influenzato da stati interni dell’organismo.
Il secondo capitolo prende in esame tutte le teorie sulla motivazione strutturandole in due tipologie, teorie psicologiche ed economiche.
Le prime trattano la motivazione da un punto di vista strettamente psicologico e umanistico. Le teorie economiche analizzano la motivazione da un punto di vista strettamente organizzativo e studiano nello specifico la motivazione al lavoro secondo diverse prospettive
Il terzo capitolo inserisce, infine, il concetto di motivazione nel contesto dei processi di selezione, analizzando sia l’importanza della valutazione motivazionale sia gli strumenti ad essa funzionali.

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INTRODUZIONE Questo lavoro si prefigge l’intento di studiare la motivazione per poi inserirla all’interno dei processi di selezione. Sono stata spinta a trattare questo argomento in primo luogo dalla curiosità, ossia dalla volontà di capire come la motivazione viene valutata all’interno dei processi di selezione, con quali strumenti e soprattutto qual è l’importanza di tale valutazione. La tesi si divide in tre capitoli costituiti di due paragrafi ciascuno. Il primo capitolo introduce il concetto di motivazione, dandone una definizione psicologica. L’argomento viene trattato partendo dai costrutti teorici di istinto e pulsione. Il concetto di istinto descritto da Darwin nell’ “Origine delle Specie”, come quello di pulsione introdotto da Freud e ripreso da Hull costituiscono tentativi di spiegare il comportamento come diretto e influenzato da stati interni dell’organismo. Il secondo capitolo prende in esame tutte le teorie sulla motivazione. Ho classificato i numerosi approcci allo studio della motivazione in teorie psicologiche e teorie economiche. Le teorie psicologiche trattano la motivazione da un punto di vista strettamente psicologico e umanistico. Sono partita dal concetto di bisogno teorizzato principalmente da Ma slow ma anche da altri autori tra cui McClelland e Herzberg che considerano la soddisfazione dei bisogni alla base del comportamento. Nella trattazione delle teorie psicologiche ho preso in esame il concetto di attribuzione introdotto da Weiner e ripreso da Rotter nella sua teoria del Locus of Control. Ho inoltre introdotto al teoria del Campo Psicologico che lo stesso Lewin ha applicato al concetto di motivazione, per poi concentrarmi sul concetto di motivazione alla riuscita di Atkinson. Ho infine esposto brevemente il Modello Rubicone di Heckhausen introducendo il concetto di volontà, come spinta muove l’individuo verso una determinata meta, concetto che poi sarà alla base della Psicologia Causale. Le teorie economiche analizzano la motivazione da un punto di vista strettamente organizzativo e studiano nello specifico la motivazione dell’individuo nell’organizzazione. Secondo Taylor occorre stimolare la motivazione del lavoratore mediante sistemi che incentivino la produttività. Wroom, invece, correla la motivazione al concetto di aspettativa e a quello di valenza. Adams introduce il concetto di equità tra input e output lavorativi. Infine Locke e Latham considerano il dipendente come un soggetto chiamato di volta in volta a raggiungere 5

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