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La valorizzazione culturale e turistica delle destinazioni: San Pellegrino Terme e la Bergamasca

Informazioni tesi

Autore: Andrea Carminati
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2008-09
Università: Università degli Studi di Milano
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Culture e Linguaggi per la Comunicazione
Relatore: PaolaDubini
Lingua: Italiano
Num. pagine: 144

Nella prima decade del Ventunesimo Secolo stiamo assistendo ad un marcato
cambiamento della vita dell’uomo nel mondo occidentale, fenomeno causato in primis da una crisi dei valori tradizionali, ma anche da una progressiva riorganizzazione del mondo economico ed imprenditoriale, sempre meno di carattere industriale e sempre più orientato ad una riconversione verso il comparto dei servizi e del turismo.
Viviamo in un territorio, la Lombardia, che sintetizza in maniera esauriente questo fenomeno, in cui la presenza industriale e finanziaria è ancora preponderante ma in molte aree non basta più a fornire benessere alla popolazione: ci si trova spesso in preda allo sconforto e ci si chiude in paure irrazionali, timori che spesso richiedono un capro espiatorio nei nuovi fenomeni e in tutto ciò che è sconosciuto, declinato soprattutto su eventi di larga scala e potenzialmente incontrollabili, come negli ultimi tempi l’immigrazione o il cambiamento climatico.
Il turismo e la valorizzazione del territorio può divenire una risorsa importante per
colmare il vuoto occupazionale causato dal ridimensionamento dell’industria, ma anche per attenuare parte della crisi culturale e di identità che attanaglia l’uomo moderno: la ricchissima dotazione di risorse artistiche, architettoniche, culturali e non di meno naturalistiche che la regione presenta, lungi dal venir considerata come spesso accade un’inutile idrovora mangiasoldi, può costituire la base per la creazione di un nuovo modo di intendere, conoscere e sfruttare il territorio anche a fini economici. Questo comporta anche un rilevante cambiamento intellettuale che non si opera da un giorno all’altro, ma che richiede tempi molto lunghi per inserirsi nel tradizionale modo di intendere di una popolazione da sempre orientata verso un'altra tipologia di mentalità, più focalizzata sul lavoro manifatturiero e non sul terziario, con tutto quello che ne consegue.
Su tali presupposti si inseriscono i numerosi progetti di riqualificazione del patrimonio artistico e naturalistico che stanno sorgendo in questi anni. In questo
contesto il caso di San Pellegrino Terme è paradigmatico: all’inizio del Novecento è
stata infatti una località termale alla moda e di svago, fiorita sulla sontuosità dello stile Liberty, ma poi è crollata nel corso degli anni principalmente sotto il peso del
disinteresse allo sviluppo e al mantenimento del turismo, soppiantato dalla più remunerativa industria manifatturiera.
Per analizzare le prospettive culturali ed economiche di una operazione così
complessa nel primo capitolo è stata presa in considerazione la storia del termalismo in quanto tale, declinandolo poi al contesto italiano ed alpino con particolare riguardo al nostro periodo storico, in cui tale comparto turistico sta operando notevoli cambiamenti.
Nel secondo capitolo invece si è focalizzata l’attenzione su San Pellegrino, con esaurienti cenni di storia sul suo sviluppo termale ed economico fino ai giorni nostri e descrivendo puntualmente il notevole patrimonio artistico e architettonico di cui è
dotata la cittadina.
Nel terzo capitolo si è presentato il progetto di recupero e rilancio della cittadina ad opera degli operatori pubblici e privati, con un’attenzione particolare al destino degli edifici storici, alla loro riconversione e all’edificazione dei nuovi moderni complessi.
Nel quarto capitolo infine viene analizzato il progetto di rilancio nel dettaglio, focalizzando i punti di forza e di debolezza sia a livello di fattibilità economica sia a livello culturale, con attenzione al rapporto con i residenti e ad una loro educazione al turismo che attualmente manca o non è considerata come dovrebbe dagli attori in campo.
Nelle conclusioni si farà poi un bilancio finale, riassumendo le principali considerazioni svolte durante l’analisi.
L’auspicio è che i numerosi interventi di riqualificazione ed edificazione che stanno
avvenendo nei centri storici e nelle località turistiche della Lombardia per una loro
valorizzazione turistica siano improntati secondo due concetti guida: il rispetto totale per gli edifici storici e per il paesaggio e la predisposizione di una dettagliata analisi culturale non solo sugli immobili, ma soprattutto sulla popolazione che ci vive e che spesso non è educata ad affrontare un così grande cambiamento di prospettiva.
L’analisi sul caso di San Pellegrino vuole stimolare ad una maggiore consapevolezza
sull’importanza della cultura e dell’uomo in interventi così invasivi: senza il contributo delle scienze umane l’edilizia e la tecnica si risolvono solo in inutili scatoloni di cemento, monumenti alle buone intenzioni di un uomo senza anima e sensibilità.

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5 Introduzione Nella prima decade del Ventunesimo Secolo stiamo assistendo ad un marcato cambiamento della vita dell’uomo nel mondo occidentale, fenomeno causato in primis da una crisi dei valori tradizionali, ma anche da una progressiva riorganizzazione del mondo economico ed imprenditoriale, sempre meno di carattere industriale e sempre più orientato ad una riconversione verso il comparto dei servizi e del turismo. Viviamo in un territorio, la Lombardia, che sintetizza in maniera esauriente questo fenomeno, in cui la presenza industriale e finanziaria è ancora preponderante ma in molte aree non basta più a fornire benessere alla popolazione: ci si trova spesso in preda allo sconforto e ci si chiude in paure irrazionali, timori che spesso richiedono un capro espiatorio nei nuovi fenomeni e in tutto ciò che è sconosciuto, declinato soprattutto su eventi di larga scala e potenzialmente incontrollabili, come negli ultimi tempi l’immigrazione o il cambiamento climatico. Il turismo e la valorizzazione del territorio può divenire una risorsa importante per colmare il vuoto occupazionale causato dal ridimensionamento dell’industria, ma anche per attenuare parte della crisi culturale e di identità che attanaglia l’uomo moderno: la ricchissima dotazione di risorse artistiche, architettoniche, culturali e non di meno naturalistiche che la regione presenta, lungi dal venir considerata come spesso accade un’inutile idrovora mangiasoldi, può costituire la base per la creazione di un nuovo modo di intendere, conoscere e sfruttare il territorio anche a fini economici. Questo comporta anche un rilevante cambiamento intellettuale che non si opera da un giorno all’altro, ma che richiede tempi molto lunghi per inserirsi nel tradizionale modo di intendere di una popolazione da sempre orientata verso un'altra tipologia di mentalità, più focalizzata sul lavoro manifatturiero e non sul terziario, con tutto quello che ne consegue. Su tali presupposti si inseriscono i numerosi progetti di riqualificazione del patrimonio artistico e naturalistico che stanno sorgendo in questi anni. In questo contesto il caso di San Pellegrino Terme è paradigmatico: all’inizio del Novecento è stata infatti una località termale alla moda e di svago, fiorita sulla sontuosità dello stile Liberty, ma poi è crollata nel corso degli anni principalmente sotto il peso del disinteresse allo sviluppo e al mantenimento del turismo, soppiantato dalla più

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