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Il ruolo del fisioterapista in un servizio di cure domicliari: l'esperienza del distretto sanitario di Udine

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Poli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Fisioterapia
  Relatore: Giuseppina Bottacin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

Coloro che si occupano di fenomeni sociali ed organizzativi, ma più in generale lo studioso che orienta il proprio sforzo nel definire la portata e la rilevanza delle aggregazioni comunitarie, concordano sul fatto che l’esistenza di alcune particolari prerogative, costituiscano la condizione indispensabile per poter riconoscere ad alcune di queste aggregazioni lo status di professione e per poter definire professionisti coloro che vi appartengono.
Diventa essenziale il definire complessa l’attuale organizzazione sanitaria nella quale si muove il professionista dell’area riabilitativa, che nell’attuale quadro normativo vuol rivolgersi alla persona nella sua interezza, operando per obbiettivi e non per compiti, non in forma parcellizzata, a seconda del momento della malattia.
Proprio perché si parla di persona nella sua globalità il professionista della riabilitazione dovrà affiancarsi e collaborare con altre figure professionali per il conseguimento di quello che dovrà essere obbiettivo comune, il benessere fisico e sociale del cittadino.
Tutto questo emerge in modo positivo ed affermativo dall’esplicito significato delle Leggi, dei regolamenti delle direttive, delle linee-guida ministeriali. Senza dubbio gli aspetti appena citati trovano concreta applicazione non solo in una realtà ospedaliera, ma anche in un contesto territoriale attraverso l’intervento riabilitativo domiciliare quale continuità dei servizi resi nei reparti di degenza. Lo scenario in cui si muove il fisioterapista, insieme agli altri professionisti della salute, è sicuramente multiforme, ma l’obbiettivo che si propongono le cure domiciliari è quello di integrarsi con tutti gli attori operanti sul territorio (Medico di base, tecnico ortopedico, servizi sociali, volontariato), per ridurre la disabilità del cittadino o per lo meno per garantirgli una migliore qualità di vita. Tali servizi sanitari , costituiscono la missione primaria delle aziende territoriali, le cui strutture operative sono rappresentate dai Distretti socio-sanitari. In alcune realtà, quale quella della Regione Friuli –Venezia Giulia, ed in particolare nel Distretto di Udine vi è una partnership con il privato e questo ha permesso e permette di potenziare forme di assistenza integrativa rispetto a quella ospedaliera. Nel territorio dell’Azienda per i Servizi sanitari n° 4 “Medio Friuli “ vi sono realtà degenziali sia ad alta specializzazione e convenzionate, con le quali esistono protocolli di intesa per organizzare le dimissioni protette. Un governo efficace di questi processi ha come presupposto fondamentale una attenta valutazione delle risorse ma soprattutto delle prestazioni sanitarie da offrirsi, che vengono richieste, dall’ Ospedale e dal territorio, che vanno poi negoziate e concordate con l’erogatore privato. Scopo della seguente tesi è quello di presentare, oltre al quadro normativo della professione del fisioterapista e delle cure domiciliari inserite nel Dipartimento di Riabilitazione, una descrizione dell’organizzazione del Servizio di riabilitazione domiciliare presso il distretto di Udine. Si vuole valorizzare due aspetti del lavoro riabilitativo, quello valutativo ed operativo, che caratterizzano l’appartenenza al settore di promozione della salute. L’analisi statistica dei dati del primo semestre del 2003 del potrà essere uno spunto per ulteriori approfondimenti in tema riabilitazione domiciliare, tematica ancor giovane ma utile ma ritenuta elemento importante nella promozione della miglior qualità di vita possibile per il soggetto anziano o disabile.

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1 INTRODUZIONE Coloro che si occupano di fenomeni sociali ed organizzativi, ma più in generale lo studioso che orienta il proprio sforzo nel definire la portata e la rilevanza delle aggregazioni comunitarie, concordano sul fatto che l’esistenza di alcune particolari prerogative, costituiscano la condizione indispensabile per poter riconoscere ad alcune di queste aggregazioni lo status di professione e per poter definire professionisti coloro che vi appartengono. Diventa essenziale il definire complessa l’attuale organizzazione sanitaria nella quale si muove il professionista dell’area riabilitativa, che nell’attuale quadro normativo vuol rivolgersi alla persona nella sua interezza, operando per obbiettivi e non per compiti, non in forma parcellizzata, a seconda del momento della malattia. Proprio perché si parla di persona nella sua globalità il professionista della riabilitazione dovrà affiancarsi e collaborare con altre figure professionali per il conseguimento di quello che dovrà essere obbiettivo comune, il benessere fisico e sociale del cittadino. Tutto questo emerge in modo positivo ed affermativo dall’esplicito significato delle Leggi, dei regolamenti delle direttive, delle linee-guida ministeriali. Senza dubbio gli aspetti appena citati trovano concreta applicazione non solo in una realtà ospedaliera, ma anche in un contesto territoriale attraverso l’intervento riabilitativo domiciliare quale continuità dei servizi resi nei reparti di degenza. Lo scenario in cui si muove il fisioterapista, insieme agli altri professionisti della salute, è sicuramente multiforme, ma l’obbiettivo che si propongono le cure domiciliari è quello di integrarsi con tutti gli attori operanti sul territorio (Medico di base, tecnico ortopedico, servizi sociali, volontariato), per ridurre la disabilità del cittadino o per lo meno per garantirgli una migliore qualità di vita. Tali servizi sanitari , costituiscono la missione primaria delle aziende territoriali, le cui strutture operative sono rappresentate dai Distretti socio-

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