Skip to content

Il principio di sussidiarietà verticale. Possibile chiave di volta del sistema Stato-autonomie

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Pallotta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Alfonso Masucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

La sussidiarietà è la parola «che salvò Maastricht» , lo strumento necessario, nell’ambito del Trattato del 1992, a bilanciare l’allargamento dei poteri comunitari e la difesa della sovranità degli Stati membri. In base al principio di sussidiarietà l’ Unione Europea può intervenire nei casi in cui gli obiettivi previsti dal Trattato non vengano “sufficientemente realizzati” dagli Stati membri (art. 3b del Trattato).
Il principio di sussidiarietà in Italia è stato recepito solo con la legge n. 59 del 15 marzo 1997, detta legge Bassanini. La legge ha disposto, a Costituzione invariata, il conferimento a Regioni ed enti locali di tutte le “funzioni e compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità o comunque localizzabili nei rispettivi territori” ad eccezione delle materie riservate allo Stato, individuate al terzo comma dell’articolo 1.
La sussidiarietà si delinea, dunque, come principio relazionale, in quanto riguarda i rapporti tra i diversi livelli di governo (Stato, Regioni, Province , Comuni) e come “criterio di preferenza”, dal momento che implica, all’origine, una decisione in favore dell’ente territorialmente e funzionalmente più vicino ai cittadini .
Il principio di autonomia è riconosciuto dall’ ordinamento costituzionale italiano sin dal 1948; l’art. 5 cost. prevede che “La Repubblica promuove le autonomie locali e attua il più ampio decentramento amministrativo”. La disposizione è rimasta lettera morta per oltre quarant’anni: una lunga fase di potere statale incontrastato e di “sussidiarietà negata” .
La legge Bassanini ha rappresentato, dunque, un momento di riordino dell’intero sistema amministrativo e non solo una legge di mera redistribuzione , attribuendo funzioni amministrative a Regioni ed enti locali anche nelle materie di potestà legislativa dello statale,e sancendo l’abbandono del principio del parallelismo delle funzioni.
Tuttavia la portata innovatrice della legge non ha trovato, negli anni immediatamente successivi, un’attuazione rispondente alle attese.
La riforma del Titolo V della Costituzione ( approvata con la legge cost. 3/2001) ha codificato, al primo comma del nuovo articolo 118, il principio di sussidiarietà verticale: ai Comuni è attribuita la generalità delle funzioni amministrative salvo che, per «assicurarne l’esercizio unitario», siano conferite ad enti di livello superiore.
Il legislatore ha assegnato al principio di sussidiarietà il ruolo di pietra angolare dell’architettura istituzionale italiana. Tuttavia il principio di sussidiarietà presuppone la piena autonomia degli enti locali, che devono poter disporre delle risorse strutturali ed economiche necessarie all’esercizio delle funzioni conferite. Un presupposto che, al momento dell’ approvazione della riforma del Titolo V, non trovava corrispondenza nella realtà italiana, ancorata ad un inossidabile centralismo,e lontana dal riconoscere, nelle Regioni e negli enti locali, istituzioni capaci di una gestione efficiente e autonoma delle risorse.

La riforma costituzionale del 2001 lanciava la sfida della sussidiarietà senza fornire gli strumenti per affrontarla.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione La sussidiarietà è la parola «che salvò Maastricht» 1 , lo strumento necessario, nell’ambito del Trattato del 1992, a bilanciare l’allargamento dei poteri comunitari e la difesa della sovranità degli Stati membri. In base al principio di sussidiarietà l’ Unione Europea può intervenire nei casi in cui gli obiettivi previsti dal Trattato non vengano “sufficientemente realizzati” dagli Stati membri (art. 3b del Trattato). Il principio di sussidiarietà in Italia è stato recepito solo con la legge n. 59 del 15 marzo 1997, detta legge Bassanini. La legge ha disposto, a Costituzione invariata, il conferimento a Regioni ed enti locali di tutte le “funzioni e compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità o comunque localizzabili nei rispettivi territori” ad eccezione delle materie riservate allo Stato, individuate al terzo comma dell’articolo 1. La sussidiarietà si delinea, dunque, come principio relazionale, in quanto riguarda i rapporti tra i diversi livelli di governo (Stato, Regioni, Province , Comuni) e come “criterio di preferenza”, dal momento che implica, all’origine, una decisione in favore dell’ente territorialmente e funzionalmente più vicino ai cittadini 2 . 1 D.Z Cass The word that saved Maastricht? The principle of Subsidiarity and the division of powers within the European Community.in CML Rev, 1992 p.1107 2 Antonio D’Atena, Costituzione e principio di sussidiarietà, Quaderni costituzionali n. 1/2001, pag.17

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi