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Traduzione commentata di alcuni passi tratti dagli studi compiuti su un Codice Civile Europeo

Informazioni tesi

  Autore: Cristina Semino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Traduzione letteraria e traduzione tecnico-scientifica
  Relatore: Jacqueline Visconti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

Tra la lingua, sistema grammaticale e lessicale per mezzo del quale gli appartenenti ad una comunità comunicano tra loro, e il diritto, complesso di norme legislative o consuetudinarie che disciplinano i rapporti sociali, esiste un rapporto di dipendenza.
Se da un lato il diritto è universale, nel senso che ogni comunità ha leggi o norme che regolamentano la sua esistenza, dall’altro, invece, le leggi sono diverse per ogni Paese. Il diritto è una lingua ed è espressione di una comunità. Le leggi, le istituzioni giuridiche, i sistemi della giustizia sono interdipendenti, sono il prodotto di un’evoluzione storica e possiedono una specificità culturale. Le diverse comunità hanno o possono avere diverse leggi o istituzioni.
L’Unione Europea mira alla convergenza dei principi dei sistemi giuridici nazionali europei a partire dai principi del mercato unico. Il diritto è strettamente legato ai sistemi nazionali che sono il risultato di diversi processi storici. La principale difficoltà della traduzione giuridica è rappresentata dalla divergenza, e talvolta la completa assenza, tra i concetti del sistema giuridico espresso nel testo di partenza e quelli del sistema giuridico in cui deve essere prodotto il testo di arrivo. Qualora i sistemi giuridici presentino simmetria non vi sono problemi in traduzione, quando invece i sistemi giuridici presentano differenze sorgono importanti problemi, poiché i termini della lingua di partenza e di arrivo possono avere significati simili tra loro ma non identici, come per esempio “contract” e “contratto”, oppure si possono avere "vuoti", ossia termini di cui non si trova corrispondenza nella lingua di arrivo, come per esempio il termine inglese “trust".
Articolata in tre capitoli, questa ricerca presenta le mie proposte di traduzione di alcuni articoli sugli studi compiuti su un futuro Codice Civile Europeo. La scelta di tradurre questi testi nasce dall’importanza e dalla grande attualità di questa tematica nell'Unione Europea che potrebbe avere effetti importanti per i cittadini europei, nonché dall’interesse per la traduzione giuridica che ha spesso destato molti problemi per i traduttori.
Nel primo capitolo, si presenta un quadro sintetico sul progetto di un Codice Civile Europeo, descrivendo innanzitutto la situazione del multilinguismo e i problemi legati sia al drafting multilingue nell’Unione Europea, ossia la stesura delle direttive e delle norme europee nelle lingue ufficiali, sia alla traduzione giuridica in ambito comunitario che deve tener conto degli ordinamenti nazionali ed europei. Successivamente, è stato approfondito il tema del progetto di un Codice Civile Europeo, presentando i modelli che potrebbero essere presi in considerazione per la stesura, gli argomenti a favore e contro, i gruppi di studio che si stanno cimentando nella realizzazione del progetto tra cui lo Study Group on a European Civil Code di cui sono descritti le tematiche e gli obiettivi che si prefiggono di raggiungere. Il secondo capitolo, invece, introdotto da un paragrafo riguardante la lingua giuridica, è dedicato interamente all’analisi e al commento linguistico dei testi PEL Liab. Dam. Non-contractual liability arising out of damage caused to another e The notions of the consumer and the professional scritti dallo Study Group on a European Civil Code e delle relative traduzioni. Si presenta da una parte una descrizione dei testi di partenza e di arrivo, approfondendo in particolar modo gli aspetti testuali, lessicali, morfologici, sintattici, dall’altra si illustrano i problemi più interessanti legati alla resa in italiano del source text, i dubbi principali che ho avuto prima di giungere alla produzione del testo di arrivo motivando le scelte traduttive che ho adottato. Il terzo capitolo fornisce un glossario terminologico dei termini chiave dei testi originali, di cui si presenta una descrizione in inglese, italiano e tedesco dell’etichetta grammaticale, della definizione, delle note generali, della trascrizione fonetica e dell’etimologia.
Il diritto dell’Unione Europea è espressione della Comunità Europea ed è una lingua caratterizzata da termini appartenenti al sistema giuridico europeo, come si è potuto notare dalla presenza di alcuni acronimi, nomi di norme e direttive emesse dalla Comunità Europea per i quali si è trovata una corrispondenza nella lingua del testo di arrivo, poiché i concetti dei sistemi giuridici espressi nel testo di partenza e di arrivo presentavano simmetria. Il sistema giuridico europeo, inoltre, contiene anche concetti appartenenti ai sistemi giuridici degli Stati membri e alcuni termini della lingua di partenza non avevano lo stesso significato di quelli della lingua di arrivo, come si è potuto constatare nell’analisi della traduzione effettuata.

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6 CAPITOLO PRIMO L’Unione Europea e il progetto di un Codice Civile Europeo I. I. Multilinguismo e drafting multilingue nell’Unione Europea Nell’Unione Europea “convivono” 23 lingue ufficiali: bulgaro (BG), ceco (CS), danese (DA), tedesco (DE), estone (ET), greco (EL), inglese (EN), spagnolo (ES), francese (FR), irlandese1 (GA), italiano (IT), lettone (LV), lituano (LT), ungherese (HU), maltese (MT), olandese (NL), polacco (PL), portoghese (PT), rumeno (RO), slovacco (SK), sloveno (SL), finlandese (FI), svedese (SV). La moltiplicità di lingue rappresenta una ricchezza dell’Europa, in quanto è parte del suo patrimonio multiculturale. Le lingue, inoltre, creano una grande fonte di lavoro per traduttori e interpreti2. Tutte le lingue ufficiali dell'Unione Europea sono “working languages”, ovvero i cittadini 1 Il 1° gennaio 2007 la lingua nazionale dell'Irlanda ha acquisito lo status di lingua ufficiale dell'UE. La nuova lingua però non sarà trattata in seguito esattamente alla stessa stregua delle altre lingue ufficiali dell'UE. Le istituzioni europee, infatti, non sono tenute a tradurre tutta la legislazione in irlandese, per motivi soprattutto pratici. L'aggiunta dell'irlandese alle lingue ufficiali ha richiesto la creazione di 29 posti di addetti alla traduzione, alla revisione e alla pubblicazione e un totale di 450 giorni di interpretazione freelance all’anno. Cfr. http://ec.europa.eu/news/culture/061227_1_it.htm 2 Secondo quanto riportò l’Ansa, l’agenzia di stampa italiana, in una corrispondenza da Bruxelles nel maggio 2004 per quanto concerne l’allargamento dell’Unione Europea: “L’aumento del numero delle lingue parlate nella nuova Ue a venticinque è uno degli aspetti più impressionanti dell’allargamento: i dieci nuovi Paesi faranno salire le lingue ufficiali dell’Unione da 11 a 20, che porteranno ad un totale di circa 190 le combinazioni bilingui [..]. Il nuovo sistema avrà bisogno di un esercito di traduttori e interpreti: lo staff è destinato a lievitare dagli attuali 800 (di cui 47% funzionari e 53% free-lance) [..]. Nel 2003 le spese per gli aspetti linguistici (traduttori, interpreti e personale free- lance di sostegno) era pari a circa 600 milioni di euro, mentre nella prima fase dell’allargamento l’aumento previsto del budget è di circa 280 milioni. La spesa per le lingue tuttavia potrebbe salire, a regime, secondo alcune stime, fino a circa un miliardo di euro”.

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