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L’impatto economico della riforma della legge fallimentare del 2006 - 2008 sulle imprese: analisi sull'accesso alle procedure concorsuali nella provincia di Varese

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Colombo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università Carlo Cattaneo - LIUC
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Massimiliano Serati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Nel 2006 e nel 2008 sono entrati in vigore i due decreti legislativi con cui il governo ha modificato, dopo sessanta anni dalla sua entrata in vigore la legge fallimentare, ormai obsoleta. La riforma ha riguardato le procedure concorsuali del fallimento, il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti. Intento del riformatore è stato quello di incentivare l’uso di procedure alternative al fallimento, in modo tale da salvare le imprese, o liquidarle, limitando gli alti costi, tempi ed incertezze tipici della procedura fallimentare.
Nel 2008 è scoppiata la più grande crisi economica successiva a quella del 1929, cambiando significativamente le condizioni di mercato e di accesso al credito per le aziende di tutto il mondo. In questo lavoro viene analizzata la crisi economica a livello globale, italiano, della regione Lombardia e più approfonditamente delle province di Varese e Milano per analizzarne l’impatto sulle aziende del territorio.
Questo lavoro analizza l’impatto della riforma della legge fallimentare e della crisi economica sul numero delle imprese che hanno avuto accesso alle procedure concorsuali alla luce della riforma nelle province di Varese e Milano; vengono inoltre studiati i principali indici di bilancio delle stesse imprese per scoprire se esistono alcuni indici in grado di prevedere in anticipo una situazione di crisi nei successivi tre anni. L’identificazione dei segni di crisi può così permettere di implementare una “cura” in anticipo, studiando piani di salvataggio o richiedendo l’accesso a procedure concorsuali alternative al fallimento.
La scoperta di indici in grado di predire una situazione di tensione economica e finanziaria potranno portare a successive modifiche dell’attuale legge fallimentare, prevedendo parametri limite per identificare oggettivamente la situazione di “crisi d’impresa” e la successiva ammissibilità alle procedure di concordato preventivo e di accordi di ristrutturazione dei debiti.
Il presente lavoro non ha la pretesa di scoprire i parametri numerici identificatori della situazione di crisi d’impresa, ma vuole esporre un metodo studio e analisi degli indici di bilancio applicati alla legge fallimentare.

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3 INTRODUZIONE L‟ordinamento giuridico italiano regolamenta la crisi dell‟impresa ed il fallimento tramite la legge fallimentare, emanata dal Governo Mussolini il 16 marzo 1942 tramite il r.d. 267/1942. Il contesto sociale, economico e tecnologico dell‟Italia repubblicana ha vissuto un susseguirsi di trasformazioni dal 1945 in poi; nonostante ciò il testo della legge fallimentare è rimasto pressoché inalterato. Da più parti sono state avanzate nel corso dei decenni, in particolar modo dagli anni ‟90 del XX secolo, richieste di ammodernamento della legge fallimentare ormai inadeguata; la situazione di obsolescenza della norma giuridica è rimasta tale fino all‟approvazione del d.lgs. 5/2006 e alla sua successiva entrata in vigore il 16 luglio 2006. Tale decreto è il frutto dei lavori della Commissione Trevisanato, formatasi nel 2001 con lo scopo specifico di “modificare la disciplina del concordato fallimentare, accelerando i tempi della procedura e prevedendo l’eventuale suddivisione dei creditori in classi che tengano conto della posizione giuridica e degli interessi omogenei delle varie categorie di creditori, nonché trattamenti differenziati per i creditori appartenenti a classi diverse; disciplinare le modalità di voto per classi, prevedendo che non abbiano diritto di voto i creditori muniti di privilegio, pegno e ipoteca, a meno che dichiarino di rinunciare al privilegio; disciplinare le modalità di approvazione del concordato, modificando altresì la disciplina delle impugnazioni al fine di garantire una maggiore celerità dei relativi procedimenti”. La commissione negli anni di lavoro ha registrato sovente difficoltà nel mettere d‟accordo i suoi componenti1, allungando in maniera significativa i tempi di emanazione del nuovo testo normativo, nonché producendo una riforma incompleta rispetto agli obiettivi indicati dal governo. Conseguenza delle divisioni interne alla Commissione Trevisanato e al parlamento 1 Come indicato anche da Lo Cascio, si veda nel capitolo II.

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