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Portare il capitalismo ai poveri. Il microcredito e l'empowerment delle donne

Informazioni tesi

  Autore: Marco Arcuri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Antonio Mantovan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

Tra le istituzioni del settore informale le organizzazioni di microfinanza si dimostrano in grado di affrontare meglio delle istituzioni del settore formale ( Development Bank, Fondo Monetario internazionale, Credit Union) i problemi di lotta alla povertà per molteplici ragioni tra le quali una maggior prossimità delle istituzioni suddette ai clienti .
Secondo lo “State of the Microcredit Summit Campaign Report” del 2001 circa 14,2 milioni delle più povere donne del mondo (ovvero 1l 74% dei 19,3 milioni di poveri nel mondo) hanno avuto accesso al credito grazie alle istituzioni di microfinanza.
L’accesso al credito diviene nei paesi in via di sviluppo di fondamentale importanza per l’affrancamento dalla povertà attraverso l’iniziativa personale in contesti in cui la totale inefficienza degli apparati statali è la norma.
Le istituzioni di microfinanza si sono rivelate il mezzo più efficace attraverso il quale le donne riescono ad uscire dalle pessime condizioni di vita che i dati riportati precedentemente riassumono adeguatamente.

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Introduzione Il microcredito è uno strumento efficace per la lotta alla povertà e alla marginalizzazione femminile? Da tale interrogativo questo lavoro trae origine. Lo Human Development Report 1 (UNDP ) del 1995 stima in circa 1 miliardo e 300 milioni i poveri sulla terra, ovvero coloro che vivono con meno di 1 $ al giorno, tra questi circa il 70% sono donne. Le statistiche sulle problematiche di genere della World Bank attestano che le donne hanno in tutti i paesi un più alto tasso di disoccupazione, e che in generale le donne sono la frazione della popolazione peggio pagata e meno organizzata di molte economie. Molti studi etnografici mostrano come sia presente un trend di “femminizzazione” della povertà, e sebbene le donne non siano sempre le più povere esse sono comunque le più vulnerabili a causa di una cultura della segregazione femminile e del disprezzo della femminilità tristemente diffusa nei paesi più poveri. Una ricerca commissionata da UNDP, UNIFEM e dalla World Bank rivela che la disuguaglianza tra i sessi nei paesi in via di sviluppo inibisce la crescita economica e lo sviluppo, in particolare la World Bank sottolinea come una discriminazione su base sessista genera più bassi standard di vita e un più alto grado di povertà. L‟ UNDP ritrova una forte corrispondenza tra il livello di empowerment femminile e l‟Indice di Sviluppo Umano di ogni paese. Possiamo affermare con sicurezza che il tasso della qualità di vita femminile è una spia affidabile del livello di sviluppo e di benessere non solo sociale ma anche economico, e che ogni strumento o teoria di sviluppo deve guardare ad esso per verificare la propria efficacia. Tra le istituzioni del settore informale le organizzazioni di microfinanza si dimostrano in grado di affrontare meglio delle istituzioni del settore formale ( Development Bank, Fondo Monetario internazionale, Credit Union) i problemi di lotta alla povertà per molteplici ragioni tra le quali una maggior prossimità delle istituzioni suddette ai clienti . Secondo lo “State of the Microcredit Summit Campaign Report” del 2001 circa 14,2 milioni delle più povere donne del mondo (ovvero 1l 74% dei 19,3 milioni di poveri nel mondo) hanno avuto accesso al credito grazie alle istituzioni di microfinanza. L‟accesso al credito diviene nei paesi in via di sviluppo di fondamentale importanza per l‟affrancamento dalla povertà attraverso l‟iniziativa personale in contesti in cui la totale inefficienza degli apparati statali è la norma. Le istituzioni di microfinanza si sono rivelate il mezzo più efficace attraverso il quale le donne riescono ad uscire dalle pessime condizioni di vita che i dati riportati precedentemente riassumono adeguatamente. Una media del 70% tra i clienti delle MFI sono donne, ma si può arrivare a cifre ben più importanti, in Asia infatti la percentuale sale all‟87 %2.L‟accesso al credito femminile consente non solo alle donne di migliorare le proprie condizioni di vita ma anche quelle di tutta la famiglia, difatti la maggior parte degli introiti derivati dalle piccole attività messe in piedi attraverso i microcrediti sono utilizzati per la cura della casa e dei figli,garantendo a questi sia migliori standard igenico-sanitari sia la possibilità di frequentare la scuola in quanto esonerati, grazie ai nuovi introiti, dalla necessità di lavorare sin dalla più tenera infanzia. La forte preferenza data alle donne è giustificata anche dal fatto che queste sono considerate le più attendibili nella restituzione del prestito, perché sentono maggiormente il senso della famiglia e sono coloro che si occupano dell‟educazione dei figli. Le donne sono considerate maggiormente avverse al 3

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