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Il microcredito: dai Paesi in Via di Sviluppo ai Paesi Occidentali

Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Facchini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Jacopo Mattei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

La tesi si propone di capire come sia stato esportato il modello di microcredito dai PVS, in cui è nato, ai Paesi Occidentali che comunque presentano sacche di povertà.
E' stato analizzato il microcredito, le sue forme, le caratteristiche e punti di forza. Un breve accenno alla Grameen Bank e alla sua diffusione nel mondo. L'attenzione si è poi concentrata sui programmi di microcredito in Europa e in Italia.

In conclusione è emerso che il microcredito è un efficace strumento nella lotta alla povertà.

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INTRODUZIONE In un’epoca in cui il denaro, spesso, è l’unico valore di riferimento, più volte si è posto il problema di combattere la povertà con una qualche efficacia. Dalla metà del secolo scorso, in conseguenza del forte impulso offerto dalla ricerca teorica e da significative evidenze empiriche, le maggiori istituzioni internazionali di aiuto allo sviluppo hanno accresciuto l’interesse verso il microcredito e la microfinanza come strumenti di lotta alla povertà nei paesi economicamente svantaggiati. Se i paesi poveri sono incapaci di risolvere da soli i loro problemi, allora bisogna intervenire con aiuti esterni. Ma per dare un decente livello di benessere alla maggior parte della popolazione mondiale servirebbero molte più risorse di quelle che i paesi ricchi possono mettere a disposizione. Infatti, nonostante gli aiuti esterni offerti ai paesi poveri per cercare di alleviare fame e povertà e per favorire lo sviluppo economico, i risultati raggiunti sono stati scarsi. Troppo numerosi i paesi poveri, troppi i bisogni elementari da soddisfare, troppi i fattori generatori di altra povertà, come la crescita demografica fuori controllo e lo sfruttamento distruttivo delle risorse naturali. Inoltre molti si sono resi conto che gli aiuti spesso non debellano la povertà, ma creano dipendenza e quindi servono solo a perpetuarla. A riprova che la politica degli aiuti è inefficace, sta anche la constatazione che nemmeno i paesi ricchi sono ancora riusciti a debellare le sacche di povertà presenti al loro interno. Dalla metà degli anni 70 si afferma però, a livello internazionale, un progetto nato in Bangladesh dal Professor Muhammad Yunus. Egli cominciò a promuovere la crescita delle attività economiche al livello più basso dell’economia senza creare dipendenza dalle elemosine, sollevando dalla povertà e dalla fame milioni di persone. Nasce così la Grameen Bank, oggi esportata in 60 paesi del mondo. Infatti, il mondo accademico e le realtà operative che si occupano della diffusione del microcredito e della microfinanza, si sono concentrate e confrontate sul potenziale adattamento dei modelli teorici di riferimento (in primis la Grameen Bank) ai differenti contesti socio-economici dei Paesi in Via di Sviluppo. Da qui è conseguito un più generale interesse politico e finanziario verso questo settore, determinando un allargamento dei confini operativi ed applicativi alle realtà occidentali fortemente industrializzate. Di riflesso, anche in Italia e più in generale, in Europa, si è iniziato a parlare di microcredito. Questo elaborato, oltre a presentare il modello di funzionamento della Grameen Bank, ha soprattutto l’obiettivo di fare il punto della situazione su come si stiano evolvendo e sviluppando progetti simili in Europa. - 1 -

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Parole chiave

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microcredito
microfinanza
muhammad yunus
paesi in via di sviluppo
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situazione italiana

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