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Problemi e prospettive dell’intermodalità nel trasporto merci. L’esperienza della Ro-La nella tratta Trieste-Salisburgo

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Martinis
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Romeo Danielis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di valutare i problemi e le prospettive legati all’intermodalità, partendo dal quadro generale in ambito europeo fino a giungere ad un caso specifico della realtà triestina.
La domanda di trasporto è in continuo aumento e attualmente cresce ad un tasso medio del 2% annuo, pertanto la problematica della mobilità delle merci è oggetto di attenzione e preoccupazione quotidiana da parte sia di cittadini e di imprese sia di operatori del trasporto, cioè di coloro che si pongono dal lato della domanda e di coloro che si trovano dal lato dell’offerta, oltre che delle amministrazioni pubbliche che devono gestire la mobilità sul territorio.
Infatti, come viene rimarcato in ogni documento ufficiale della Commissione Europea e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è chiaro a tutti come l’attuale sistema incentrato sul trasporto stradale, non sia più sostenibile dal punto di vista dell’efficienza complessiva e dal punto di vista ambientale.
Il sostegno al trasporto intermodale come alternativa al “tutto strada” è diventato così un punto importante delle politiche di trasporto sia a livello comunitario che nazionale, utilizzando in modo più efficiente la rete di trasporto.
L’intermodalità, che occupa una quota di circa 18% del mercato europeo in termini di tonnellate-chilometro, contribuisce a una maggiore efficienza del sistema di trasporto sulle medie e lunghe percorrenze e, quindi, a ridurne i costi, grazie allo sfruttamento delle economie di scala derivanti dall’utilizzo ottimale per dimensioni e distanza di ciascuna modalità.
Le domande alle quali si cercherà di rispondere riguardano il ruolo degli attori all’interno di una catena intermodale comprendente la Ro-La e le prospettive sul futuro della Ro-La stessa.
La tesi si articola in otto capitoli di cui i primi offrono una panoramica generale sulla situazione attuale dell’intermodalità in Europa nei vari settori del trasporto, sui costi e sugli attori coinvolti.
Il quinto capitolo affronta la tematica delle prospettive e dei progetti nel trasporto intermodale sia in ambito comunitario che in Italia e nel Friuli-Venezia-Giulia in particolare.
La seconda parte della tesi si occupa più specificatamente dell’intermodalità mare-ferrovia, iniziando da un’analisi della letteratura in materia.
La parte finale del lavoro è dedicata all’analisi di un caso riguardante il porto di Trieste: si cerca di spiegare come si svolge un ciclo di trasporto Ro-La che parte dalla Turchia per giungere fino a Salisburgo, indagando la convenienza di questo sistema nel collegamento tra Trieste e l’Austria piuttosto che altre modalità e individuandone gli attori.
L’indagine si svolge in alcune fasi successive:
• ricerca di informazioni specifiche sulla Ro-La
• ricerca delle informazioni sul porto di Trieste e sugli attori coinvolti nella Ro-La triestina
• preparazione delle interviste
• svolgimento delle interviste
• commento dei risultati

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INTRODUZIONE Il presente lavoro si pone l’obiettivo di valutare i problemi e le prospettive legati all’intermodalità, partendo dal quadro generale in ambito europeo fino a giungere ad un caso specifico della realtà triestina. La domanda di trasporto è in continuo aumento e attualmente cresce ad un tasso medio del 2% annuo, pertanto la problematica della mobilità delle merci è oggetto di attenzione e preoccupazione quotidiana da parte sia di cittadini e di imprese sia di operatori del trasporto, cioè di coloro che si pongono dal lato della domanda e di coloro che si trovano dal lato dell’offerta, oltre che delle amministrazioni pubbliche che devono gestire la mobilità sul territorio. Infatti, come viene rimarcato in ogni documento ufficiale della Commissione Europea e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è chiaro a tutti come l’attuale sistema incentrato sul trasporto stradale, non sia più sostenibile dal punto di vista dell’efficienza complessiva e dal punto di vista ambientale. Il sostegno al trasporto intermodale come alternativa al “tutto strada” è diventato così un punto importante delle politiche di trasporto sia a livello comunitario che nazionale, utilizzando in modo più efficiente la rete di trasporto. L’intermodalità, che occupa una quota di circa 18% del mercato europeo in termini di tonnellate-chilometro, contribuisce a una maggiore efficienza del sistema di trasporto sulle medie e lunghe percorrenze e, quindi, a ridurne i costi, grazie allo sfruttamento delle economie di scala derivanti dall’utilizzo ottimale per dimensioni e distanza di ciascuna modalità. Le domande alle quali si cercherà di rispondere riguardano il ruolo degli attori all’interno di una catena intermodale comprendente la Ro-La e le prospettive sul futuro della Ro-La stessa. La tesi si articola in otto capitoli di cui i primi offrono una panoramica generale sulla situazione attuale dell’intermodalità in Europa nei vari settori del trasporto, sui costi e sugli attori coinvolti. Il quinto capitolo affronta la tematica delle prospettive e dei progetti nel trasporto intermodale sia in ambito comunitario che in Italia e nel Friuli-Venezia-Giulia in particolare. La seconda parte della tesi si occupa più specificatamente dell’intermodalità mare- ferrovia, iniziando da un’analisi della letteratura in materia. La parte finale del lavoro è dedicata all’analisi di un caso riguardante il porto di Trieste: si cerca di spiegare come si svolge un ciclo di trasporto Ro-La che parte dalla Turchia per giungere fino a Salisburgo, indagando la convenienza di questo sistema nel collegamento tra Trieste e l’Austria piuttosto che altre modalità e individuandone gli attori. 4

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intermodalità
ro-la
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