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L'unione monetaria europea e il ruolo delle banche centrali

Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Galluccio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Ugo Marani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

La tesi si presenta come una sorta di percorso verso l’Unione Monetaria Europea con particolare attenzione al ruolo della Banca Centrale Tedesca.

Nel primo capitolo ci si sofferma a considerare un’Europa devastata dalla II Guerra Mondiale che accenna i primi passi verso un senso ordinato, sia nel campo economico, sia nel campo monetario, mediante i primi accordi con le altre potenze. Nonostante negli anni ci fossero state molte indecisioni tra preferire accordi di cambio fissi (Bretton Woods), poi flessibili, al fine di garantire una stabilità monetaria, si è avvertita l’urgenza di un’integrazione comunitaria tra i Paesi con la prospettiva di creare un’unione monetaria. Infatti, è proprio col piano Werner che si sono fissate le condizioni necessarie per definire un’unione monetaria ed è stato stipulato un accordo di cambio che ha limitato le fluttuazioni delle valute; il cosiddetto Serpente Monetario.

Il secondo capitolo si slaccia dal Serpente Monetario ed annuncia la nascita del Sistema Monetario Europeo. Per la prima volta viene teorizzata una moneta comune, una “moneta paniere” che rappresenta il prodotto del valore di tutte le monete dei Paesi facenti parte dello Sme. Entra in scena la Bundesbank, l’autorità monetaria di riferimento in Europa e viene analizzato il suo ruolo di dominanza e la sua forza nell’influenzare e imporre le sue politiche ai membri. Questa ipotesi egemonica, effettivamente realizzata all’interno dello Sme, viene comunemente chiamata German Dominance. Attraverso la regola di Taylor, popolare nel descrivere strategie di politica monetaria, si è analizzato come la Bundesbank abbia aggiustato aggressivamente i tassi di interesse per perseguire il contenimento dell’inflazione. In questo capitolo si tratta inoltre della riunificazione in Germania e delle ripercussioni avute sullo Sme.

Nel terzo capitolo con l’Unione monetaria Europea si elimina l’autonomia delle politiche monetarie, si ha una moneta unica ed un’unica banca centrale in tutta l’Europa. Viene analizzato il comportamento della Bce, gli obiettivi e la strategia. Viene comparato il comportamento della Banca Centrale Europea con quello della Bundesbank e si rilevano le relative analogie e differenze.

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Introduzione La tesi si presenta come una sorta di percorso verso l‟Unione Monetaria Europea con particolare attenzione al ruolo della Banca Centrale Tedesca. Nel primo capitolo ci si sofferma a considerare un‟Europa devastata dalla II Guerra Mondiale che accenna i primi passi verso un senso ordinato, sia nel campo economico, sia nel campo monetario, mediante i primi accordi con le altre potenze. Nonostante negli anni ci fossero state molte indecisioni tra preferire accordi di cambio fissi (Bretton Woods), poi flessibili, al fine di garantire una stabilità monetaria, si è avvertita l‟urgenza di un‟integrazione comunitaria tra i Paesi con la prospettiva di creare un‟unione monetaria. Infatti, è proprio col piano Werner che si sono fissate le condizioni necessarie per definire un‟unione monetaria ed è stato stipulato un accordo di cambio che ha limitato le fluttuazioni delle valute; il cosiddetto Serpente Monetario. Il secondo capitolo si slaccia dal Serpente Monetario ed annuncia la nascita del Sistema Monetario Europeo. Per la prima volta viene teorizzata una moneta comune, una “moneta paniere” che rappresenta il prodotto del valore di tutte le monete dei Paesi facenti parte dello Sme. Entra in scena la Bundesbank, l‟autorità monetaria di riferimento in Europa e viene analizzato il suo ruolo di dominanza e la sua forza nell‟influenzare e imporre le sue 2

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bretton woods
bundesbank
german dominance
serpente monetario
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