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Un tuffo nel mare del teatro. Il progetto ''Mediterraneo'' della Biennale di Venezia 2008-2009

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Goattin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Carmelo Alberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

La tesi si propone come una guida delle varie fasi che hanno contraddistinto la prima parte della rassegna Mediterraneo, la fase “cantieristica”, del fare teatro tramite l’efficace mezzo dei laboratori e degli incontri col pubblico, momenti di confronto e dialogo tra le parti, ovvero tra pubblico interessato e attori/curatori/registi/relatori e studiosi sulle dinamiche mediterranee.
Nel lavoro sono state analizzate le varie fasi del biennio di attività sotto la direzione del maestro Maurizio Scaparro, seguendo le tracce degli incontri, degli spettacoli e soprattutto delle testimonianze raccolte.

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null 3 Premessa Carpe diem (letteralmente “cogli il giorno”, leggi invece “cogli l’attimo”) è una delle locuzioni tratte dalle Odi del poeta latino e mediterraneo Orazio 1 . Diventata nel corso dei secoli paradigma per molti, regola principe di un’ars vivendi spesso erroneamente identificata e male interpretata con un gretto opportunismo o con il più gaudente edonismo, il suo punto di focalizzazione verte piuttosto sulla razionale considerazione che all'uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo. Solo sul presente l'uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, deve concentrarsi il suo agire, che, in ogni sua manifestazione, deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro. Tutto ciò ha un nesso con una tesi che si pone di raccontare e riflettere sulla rassegna Mediterraneo, promossa dalla Biennale Teatro nel biennio 2008/2009. Una speranza, una volontà, quasi un azzardo, ma anche un’opportunità hanno mosso il direttore-regista Maurizio Scaparro 2 : siamo in un periodo storico, artistico, culturale in cui noi europei del Mediterraneo sentiamo il bisogno, che fa parte delle nostre tradizioni culturali, di guardare nei secoli all’Oriente per arrivare a nuove conoscenze, nuove tolleranze, nuove sorprese, nuove illusioni. Risultato: l’allestimento di un laboratorio, un “cantiere” teatrale dove, per una volta tanto, Oriente e Occidente non sono nominati per i conflitti violenti di interessi e religioni, ma per quel senso utopico di convivenza felice e sofferta che “l’esercizio illimitato della fantasia” (come non chiamare in causa Le Mille e una notte) suggerisce e consente. Non scontro ma incontro, non monologo ma dialogo (vero e proprio leitmotiv che ritornerà spesso in questo lavoro) e viaggio disseminato di laboratori, spettacoli, incontri e riflessioni pubbliche visti con l’occhio di un’Europa che non può non dimenticare che parte del suo patrimonio artistico e culturale, e quindi della sua stessa civiltà, nasce dalla contaminazione e confluenza della cultura araba, cristiana ed ebraica. E Venezia, il salotto del mondo, attrazione indiscussa per turisti di tutto il mondo e di tutti gusti e culture, è diventata per l’occasione centro catalizzatore nullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnullnull null 1 Cfr. Orazio, Odi (1,11,8), <http://www.latinovivo.com/autori/Orazio.htm#11> (attivo). 2 Una biografia esauriente è disponibile on-line al seguente indirizzo <http://delteatro.it/dizionario_dello_spettacolo_del_900/s/scaparro.php> (attivo).

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