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“Salute mentale” e paura del crimine: un’indagine sulla città di Roma

Informazioni tesi

  Autore: Serena Manoni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Mirilia Bonnes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

La paura della criminalità e il timore di esserne colpiti comporta gravissime conseguenze sociali e psicologiche (Santinello, Gonzi, Scacchi, 1998), determinando una limitazione dei comportamenti e dei movimenti delle persone (Taylor, 1995) che modificano così le proprie relazioni sociali. È sempre più diffusa, infatti, la preoccupazione per la vivibilità quotidiana della città, e questo clima influisce sull’uso che gli abitanti ne fanno. Si diffondono comportamenti riflessivi e auto protettivi, soprattutto tra i soggetti deboli come donne, anziani e adolescenti, e cresce la domanda di sicurezza verso le amministrazioni.
La paura del crimine è un concetto complesso, che da una parte dipende dalle caratteristiche individuali e dall’altro da una serie di timori diffusi senza apparenti legami, per cui, nel nostro lavoro, andremo ad affrontare questo aspetto multi-dimensionale del sentimento di insicurezza.
Nel primo capitolo verrà introdotto l’approccio psicologico-ambientale alla sicurezza, che utilizza come strumenti la pianificazione urbanistica e la progettazione architettonica, offrendo una possibilità complementare alle politiche locali di sicurezza intervenendo sui nessi che legano i caratteri fisici di un quartiere, i reati predatori oggettivi e la percezione sociale di sicurezza (Acierno, 2003).
Verranno affrontate le teorie della “Territorialità” (Altman, 1975; Taylor, 1978) e la teoria dello “Spazio Difendibile” (Jacobs, 1961; Newman, 1972), in quanto cercano di spiegare la natura territoriale del crimine e del disordine.
Successivamente verrà affrontato il costrutto di paura del crimine, che non risulta legato ai dati oggettivi di criminalità, per
descriverne la sua multidimensionalità.
In seguito verranno approfonditi due dei fattori che determinano la paura del crimine: il concetto di “vulnerabilità” e quello di “incivilities”.
Nel secondo capitolo verrà inserito il nostro studio in cui si cercherà di indagare una causalità più profonda della paura del crimine, facendo riferimento a processi di ordine psicologico. Nello specifico si è scelto di mettere in relazione lo stato di salute psicologica e lo stress degli individui con la percezione di sicurezza e la paura del crimine degli stessi, nonostante questo rapporto appaia di difficile lettura in letteratura (Green, Gilbertson, Grimsley, 2002). Sarà presentato il disegno della ricerca; saranno descritti gli obiettivi, le caratteristiche del campione scelto, il metodo adottato e i risultati; le conclusioni invece saranno dedicate all’analisi generale dell’indagine.

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27 1.2.2 Paura del crimine e “preoccupazione” per il crimine In un’ampia rassegna sulla letteratura relativa alla paura del crimine, Ferraro e LaGrange (1987) riconobbero il grande problema nel concettualizzare e misurare la paura del crimine, così come il problema del confondere questo costrutto con il rischio o la preoccupazione per il crimine. Per gli autori non è da trascurare il fatto che la sostituzione delle misure relative alla paura del crimine con quelle del rischio percepito o della preoccupazione per il crimine minimizza l’utilità di molti risultati empirici. All’interno della letteratura scientifica internazionale, soprattutto negli ultimi trent’anni, si è verificato pieno consenso da parte dei ricercatori nel definire due dimensioni principali del senso di insicurezza: il fear of crime, cioè la paura personale della criminalità, ed il concern about crime, ovvero la preoccupazione sociale per la criminalità. Per Furstenberg (1971), il fear of crime è rappresentato dalla sensazione di ansia per l’insicurezza personale nel momento del pericolo concreto o potenziale, mentre il concern about crime è legato ad una inquietudine sociale verso il problema della criminalità. Il concern about crime ha, in genere, a che fare con il grado di partecipazione politica, con l’adesione ad una data visione del mondo e con i valori da perseguire. E’ quindi legato al bagaglio culturale ed al sistema dei valori sociali e politici nei quali l’individuo confida. Esso non riguarda la paura personale di essere vittima di un crimine, bensì concerne la paura generale del cambiamento sociale correlato all’ansia derivante dall’espansione degli atti criminali nella società e quindi, in ultima analisi, interessa la sicurezza della comunità di appartenenza. Il fear of crime attiene invece all’ambito della vittimizzazione ed è legato al timore di subire il crimine e le sue conseguenze, oltre che alla risposta fisica ed emotiva verso una minaccia reale o potenziale, dalla quale viene ricavata una rappresentazione mentale anticipata di una probabile situazione rischiosa. Amerio e Roccato (2005) ricordano che fear of crime e concern about crime sono stati studiati e messi in relazione in diverse forme. In ogni caso, l’accertamento del primo ha sempre riguardato la vita dell’intervistato (la casa, il quartiere, la propria città ecc.), ma non la nazione nella sua interezza. Il secondo, invece, è stato indagato interrogando l’intervistato sul problema della criminalità nel Paese o sul suo

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Parole chiave

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benessere
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psicologia
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