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La cultura degli alunni in classe: la negoziazione delle regole

Informazioni tesi

  Autore: Rosa Lanzilotta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Daniela De Leo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

Il presente lavoro scaturisce dagli studi svolti nell’ambito della realizzazione del progetto di tirocinio “Effetti dell’Istituzione sulla relazione educativa”.
Il progetto prevedeva l’analisi testuale di un tema eseguito in classe dagli alunni, la cui traccia aveva come argomento la comunicazione. Nello specifico del mio lavoro, il campione analizzato è stato costituito da ragazzi di tre seconde medie dell’Istituto Comprensivo “A. Schweitzer” di Guagnano (LE).
La somministrazione della traccia è avvenuta durante le ore di lezione, sotto la supervisione del docente di italiano. Gli alunni hanno esposto nel tema le dinamiche della relazione comunicativa vigente nella propria classe.
I testi una volta trascritti, stringati, sono stati sottoposti a una serie di operazioni realizzate mediante il supporto di un software di analisi testuale, nello specifico il T-LAB.
La presentazione dei testi è stata dettata dal DFA, ovvero lo strumento mediante il quale possono essere analizzate le proprietà strutturali e dinamiche del discorso.
Attraverso il T-LAB è stata eseguita l’Analisi Emozione del Testo (AET). L’obiettivo dell’analisi è stato quello di rilevare i modelli culturali di simbolizzazione della relazione comunicativa, per come emergono dalla ridondanza/corrispondenza tra le opinioni/giudizi espressi dagli studenti. I modelli di simbolizzazione illustrano processi generalizzanti ed omogeneizzanti di categorizzazione del contesto scolastico. Li definiamo “culturali” (Carli, Paniccia 1999), in quanto sono forme di rappresentazione condivise socialmente, piuttosto che espressione di processi intrapsichici.
Il progetto di tirocinio è iniziato nel mese di novembre 2009 ed è terminato nel mese di marzo 2010. In questo periodo si è attuato un primo momento di formazione propedeutica, volta questa a formare nel tirocinante/scrivente la comprensione di:
• funzionamento ed organizzazione della struttura ospitante (quindi delle scuole);
• modalità di campionamento;
• struttura del campione;
• modalità di somministrazione;
• la tempistica da seguire.
Il progetto di tirocinio è stato svolto nella prospettiva di analisi circa la comunicazione e l’attività comunicativa che media i processi di insegnamento. La scuola è stata presentata al tirocinante come cliente.
Attraverso l’AET si è inteso di individuare le culture o le dinamiche emozionali che attraversano e caratterizzano un testo, e ciò mediante l’analisi delle parole dense, ovvero delle forme verbali presenti in un testo e caratterizzate da “elevata polisemia e minima ambiguità”.
L’analisi fattoriale delle corrispondenze e l’analisi dei cluster consentono di vedere come le parole dense si organizzano tra loro. Entro un cluster o repertorio culturale (R.C.) le parole dense hanno capacità di ridurre la polisemia infinita che le caratterizza.
Le parole dense sono i lessemi dotati di valenza polisemica, quindi ad alta capacità di comunicazione emozionale.
Pertanto, il presente lavoro è stato suddiviso in tre capitoli, con appendici.
Nel primo capitolo si è definito il contesto generale di classe e scuola, in riferimento al significato e al ruolo ricoperto dalla cultura e dalla negoziazione all’interno del contesto scuola/classe.
Nel secondo capitolo sono state esposte le teorie e i modelli di riferimento utilizzati per giungere a comprendere – quale sfondo - la cultura di classe, e ci si è soffermati sulla riflessione teorica sociolinguistica di Basil Bernstein, con l’intento di direzionare l’analisi verso la cultura d’origine degli alunni. Per l’analisi della comunicazione in classe, i riferimenti sono stati quelli dell’approccio ermeneutico, ovvero con l’esser-ci heideggeriano in fusione di orizzonti con le intuizioni gadameriane.
Nel terzo capitolo il nucleo tematico è rappresentato dal concetto di negoziazione.
Nelle appendici sono inseriti i 55 temi prodotti dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Guagnano (LE) e le analisi della ricerca del tirocinio formativo.

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6 Capitolo 1 1.1 La vita scolastica e i modelli di riferimento La vita scolastica è un processo complesso, multiforme, il cui esito è una risultante, non completamente prevedibile, di molti fattori interagenti. Entrano in gioco, infatti, non solo elementi cognitivi ma anche affettivi, socio-culturali, esperienziali, didattici, organizzativi, che possono influenzarsi a vicenda in modo sinergico e frenante. La vita scolastica è basata su relazioni, che vedono il singolo comunicare ed interagire con gli altri alunni e docenti che costituiscono il “gruppo/classe”, ma questi non sono solo gli elementi che fondano la vita scolastica, bensì anche gli elementi di una relazione educativa. Gli aspetti cognitivi e sociali dell’apprendimento sono strettamente legati alle diverse forme di comunicazione e cooperazione, possono essere espresse ed agite in diversi modi, non necessariamente comunque sotto forma di norme imposte da un docente o da un dirigente scolastico, possono essere norme che si instaurano “naturalmente”, frutto anche di una cultura familiare ed esterna che i soggetti interagenti hanno acquisito precedentemente rispetto all’ingresso nel mondo scolastico. Le attività organizzano la vita scolastica in maniera più o meno strutturata. Esse possono essere: attività ludiche o ricreative, il che vale per la scuola dell’infanzia, attività entro cui i bambini trovano la loro espressione di linguaggio e motricità; attività, invece, che possono essere varie, scandite dalle “materie” d’insegnamento, nelle scuole elementari, medie e superiori. Le attività scolastiche possono distinugersi in diverse tipologie, ovvero:  Spiegazione,  Interrogazione,  Dibattito.

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