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Nevipe: i Rom e la stampa locale pisana

Informazioni tesi

  Autore: Marco Marche
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di primo livello in gestione dei conflitti interculturali e interreligiosi
Anno: 2010
Docente/Relatore: Ilaria Possenti
Istituito da: Università degli Studi di Pisa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

Negli ultimi trent’anni diversi cambiamenti hanno interessato l’Italia, uno in particolare l’ha visto diventare, da paese di emigranti quale storicamente è stato, una meta di flussi migratori. Una trasformazione che, avvenuta forse in modo troppo repentino o inaspettato, ha trovato un paese sostanzialmente impreparato e prosegue tuttora in un clima di paura. Una diffidenza nei confronti del diverso, dello sconosciuto, dello straniero, percepibile a tutti i livelli della società, che spesso porta a guardare al fenomeno dell’immigrazione dietro la lente di pregiudizi diffusi e di immagini stereotipate, a parlarne più per sentito dire che per reale conoscenza. Un simile approccio ad un problema così complesso e dalle molte sfacettatture rischia di rappresentare un ostacolo, quando non di compromettere, l’integrazione l’e inclusione sociale, processi che dovrebbero essere all’ordine del giorno in una società che si fa progressivamente sempre più multiculturale.
Le tematiche legate alla presenza straniera, nel bene o nel male, sono sulla bocca di tutti. Con la sempre maggiore rilevanza acquisita del fenomeno migratorio, non solo figurano all’interno dell’agenda politica tra i maggiori temi dibattuti a livello nazionale così come nel contesto europeo e internazionale, ma sono entrate a pieno titolo anche nel gergo dell’uomo della strada. L’incremento del numero di stranieri presenti sul territorio ha determinato una moltiplicazione delle possibilità di contatto e la creazione di nuove relazioni in tutti i contesti del vivere sociale, dal mondo lavorativo a quello della formazione, passando per l’associazionismo e l’attivitismo politico.
In questo quadro, i mezzi di informazione e in generale i mezzi di comunicazione di massa possono rivestire un ruolo fondamentale. Se si considera il peso di cui dispongono nella formazione dell’opinione pubblica, si capisce facilmente quale sia la loro capacità di influenza nella creazione e nella fissazione di stereotipi associati alla figura dell’immigrato. Un’operazione di categorizzazione che può risultare tanto più dannosa in termini di condizionamento dei processi di integrazione quanto più i pregiudizi vengono formulati in senso negativo. Ciò che possiamo constatare dando uno sguardo al panorama informativo italiano è il ricorso quotidiano e diffuso a stereotipi in un discorso sull’immigrazione e sugli stranieri eccessivamente schiacciato sulla cronaca e legato a doppio filo col tema della devianza. La rappresentazione mediale del fenomeno dell’immigrazione e la sua influenza sui processi sociali saranno l’argomento del primo capitolo.
Tra le molte attualmente presenti in Italia, abbiamo scelto di restringere il nostro campo di indagine su una minoranza che è forse poco rappresentativa in termini di presenza numerica ma che più di altre è emblematica di una rappresentazione costruita tramite immagini stereotipate. Zingari, ladri, sfruttatori di bambini, accattoni, i Rom sono un popolo che da sempre combatte contro simili etichette, vittime di una discriminazione diffusa che li relega ai margini delle società europee. Il popolo Rom e la sua presenza nella città di Pisa saranno oggetto di analisi nel secondo capitolo.
Numerose ricerche si sono occupate delle modalità con cui media italiani affrontano le tematiche legate all’immigrazione e alla presenza straniera sul territorio. Il presente lavoro vuole inserirsi in questo filone di ricerca, andando ad analizzare il caso della stampa locale pisana. I risultati dello studio saranno esposti nel terzo capitolo.

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MASTER IN GESTIONE DEI CONFLITTI INTERCULTURALI E INTERRELIGIOSI 2009/2010 INTRODUZIONE 1 Negli ultimi trent’anni diversi cambiamenti hanno interessato l’Italia, uno in particolare l’ha visto diventare, da paese di emigranti quale storicamente è stato, una meta di flussi migratori. Una trasformazione che, avvenuta forse in modo troppo repentino o inaspettato, ha trovato un paese sostanzialmente impreparato e prosegue tuttora in un clima di paura. Una diffidenza nei confronti del diverso, dello sconosciuto, dello straniero, percepibile a tutti i livelli della società, che spesso porta a guardare al fenomeno dell’immigrazione dietro la lente di pregiudizi diffusi e di immagini stereotipate, a parlarne più per sentito dire che per reale conoscenza. Un simile approccio ad un problema così complesso e dalle molte sfacettatture rischia di rappresentare un ostacolo, quando non di compromettere, l’integrazione l’e inclusione sociale, processi che dovrebbero essere all’ordine del giorno in una società che si fa progressivamente sempre più multiculturale. Le tematiche legate alla presenza straniera, nel bene o nel male, sono sulla bocca di tutti. Con la sempre maggiore rilevanza acquisita del fenomeno migratorio, non solo figurano all’interno dell’agenda politica tra i maggiori temi dibattuti a livello nazionale così come nel contesto europeo e internazionale, ma sono entrate a pieno titolo anche nel gergo dell’uomo della strada. L’incremento del numero di stranieri presenti sul territorio ha determinato una moltiplicazione delle possibilità di contatto e la creazione di nuove relazioni in tutti i contesti del vivere sociale, dal mondo lavorativo a quello della formazione, passando per l’associazionismo e l’attivitismo politico. In questo quadro, i mezzi di informazione e in generale i mezzi di comunicazione di massa possono rivestire un ruolo fondamentale. Se si considera il peso di cui dispongono nella formazione dell’opinione pubblica, si capisce facilmente quale sia la loro capacità di influenza nella creazione e nella fissazione di stereotipi associati alla figura dell’immigrato. Un’operazione di categorizzazione che può risultare tanto più dannosa in termini di INTRODUZIONE

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