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Il tedesco come lingua straniera nella scuola secondaria: grammatiche didattiche

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Rossi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Sibilla Cantarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

L’elaborato si articola in tre capitoli che affrontano il tema dell’utilità delle grammatiche didattiche del tedesco nelle scuole medie inferiori e superiori. Ci sono stati momenti in cui la conoscenza della grammatica nello sviluppo della capacità d’uso di una lingua è stata considerata essenziale ed altri in cui invece ciò è stato fortemente svalutato. Ad oggi la questione della consapevolezza della lingua, language awarness, è più che mai attuale e in quest’ambito si parla dunque di grammatica didattica, ovvero quel materiale che fornisce agli apprendenti informazioni sul funzionamento del sistema linguistico.
Il primo capitolo si articola sulla nozione di grammatica, il suo significato e una breve classificazione dei tipi di grammatica. Essendo la lingua uno strumento sociale di comunicazione intersoggettiva, di conoscenza della realtà e di espressione individuale, essa non può non avere una struttura ovvero un meccanismo interno grazie a cui può funzionare. Ogni parlante nativo conosce la grammatica della propria lingua, che è stata appresa in maniera naturale grazie all’esposizione e all’interazione con i suoi simili. Dinnanzi a questa grammatica “immanente” c’è una grammatica alla quale si relazionano gli studenti. Questa grammatica è intesa come teoria elaborata da grammatici e linguisti, allo scopo di render conto del funzionamento e del cambiamento della struttura della lingua della comunità. E’ qui da sottolineare che una “grammatica teorica” non potrà mai render conto in maniera esaustiva della varietà infinita di “grammatiche immanenti” di milioni di utenti. La parzialità dunque di qualsiasi teoria grammaticale spiega l’esistenza di una molteplicità di grammatiche in base ad esempio al modello di tipo tradizionale di matrice greco-latina, strutturale novecentesco, generativo-trasformazionale ecc. Una ulteriore differenza sta nelle grammatiche di tipo normativo-prescrittivo oppure di tipo descrittivo.
Il secondo capitolo tratta, invece, del ruolo della grammatica didattica e dei diversi approcci con cui essa può essere affrontata in una classe. E’ qui importante la figura dell’insegnante prima di quella dello studente. Si sa che la finalità universalmente riconosciuta della grammatica è quella di portare gli studenti a scrivere e parlare correttamente la lingua. Tale finalità non va certamente negata ma nemmeno sopravvalutata. Si diventa competenti in una lingua facendo pratica prima di tutto, leggendo, scrivendo e ascoltando. La grammatica deve essere in quest’ambito uno strumento di supporto essenziale per esercitare l’intelligenza perché ordina e razionalizza gli usi infiniti di una comunità di parlanti. Si definisce quindi la grammatica come mediatrice tra la ricerca linguistica e la prassi didattica. Le teniche glottodidattiche possono però variare a seconda degli obiettivi che un insegnante si prefigge e al livello della classe, che può essere al suo interno molto varia e più o meno propensa allo studio analitico della lingua.
Il capitolo terzo è quello centrale. Qui, grazie all’attenta osservazione di grammatiche didattiche in uso nelle scuole italiane, ci si propone di metterne in evidenza la struttura, i principi di organizzazione delle informazioni e le diverse soluzioni adottate per far fronte ai più comuni problemi legati all’apprendimento del tedesco L2. Ci si soffermerà quindi sulle strategie di presentazione di una grammatica didattica, sulle prefazioni delle stesse, sul problema di sceglierne una piuttosto che un’altra e il difficile compito dell’insegnante a riguardo. Ci sono alcuni criteri sulla base dei quali la scelta viene fatta nonché criteri di analisi e descrizione delle grammatiche didattiche stesse. Ci si chiede dunque quali siano le grammatiche usate oggi, sia come consultazione da parte dei docenti sia in classe, quale funzione ha il manuale di grammatica e cosa si aspetta da esso il docente. Certo è che non si potrà arrivare ad una conclusione che sia condivisibile all’unanimità, ma l’analisi dei testi in commercio può creare spunti di riflessione e suggerire ulteriori approfondimenti sull’argomento.

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4 Introduzione L‟elaborato si articola in tre capitoli che affrontano il tema dell‟utilità delle grammatiche didattiche del tedesco nelle scuole medie inferiori e superiori. Ci sono stati momenti in cui la conoscenza della grammatica nello sviluppo della capacità d‟uso di una lingua è stata considerata essenziale ed altri in cui invece ciò è stato fortemente svalutato. Ad oggi la questione della consapevolezza della lingua, language awarness, è più che mai attuale e in quest‟ambito si parla dunque di grammatica didattica, ovvero quel materiale che fornisce agli apprendenti informazioni sul funzionamento del sistema linguistico. Il primo capitolo si articola sulla nozione di grammatica, il suo significato e una breve classificazione dei tipi di grammatica. Essendo la lingua uno strumento sociale di comunicazione intersoggettiva, di conoscenza della realtà e di espressione individuale, essa non può non avere una struttura ovvero un meccanismo interno grazie a cui può funzionare. Ogni parlante nativo conosce la grammatica della propria lingua, che è stata appresa in maniera naturale grazie all‟esposizione e all‟interazione con i suoi simili. Dinnanzi a questa grammatica “immanente” c‟è una grammatica alla quale si relazionano gli studenti. Questa grammatica è intesa come teoria elaborata da grammatici e linguisti, allo scopo di render conto del funzionamento e del cambiamento della struttura della lingua della comunità. E‟ qui da sottolineare che una “grammatica teorica” non potrà mai render conto in maniera esaustiva della varietà infinita di “grammatiche immanenti” di milioni di utenti. La parzialità dunque di qualsiasi teoria grammaticale spiega l‟esistenza di una molteplicità di grammatiche in base ad esempio al modello di tipo tradizionale di matrice greco-latina, strutturale novecentesco, generativo-trasformazionale ecc. Una ulteriore differenza sta nelle grammatiche di tipo normativo-prescrittivo oppure di tipo descrittivo. Il secondo capitolo tratta, invece, del ruolo della grammatica didattica e dei diversi approcci con cui essa può essere affrontata in una classe. E‟ qui importante la figura dell‟insegnante prima di quella dello studente. Si sa che la finalità universalmente riconosciuta della grammatica è quella di portare gli studenti a scrivere e parlare correttamente la lingua. Tale finalità non va certamente negata ma

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