L'Arte e L'Espressività nel programma educativo e terapeutico di una comunità per minori e adolescenti

La motivazione per la quale, nel lavoro di tesi ho scelto di concentrare l’attenzione sul tema: «l’Arte e l’Espressività nel programma educativo e terapeutico di una comunità per minori» nasce dalla mia personale esigenza di voler mettere insieme le diverse conoscenze, abilità e competenze acquisite durante tutto il percorso universitario, personale ed esperienziale.
Sulla base di questo presupposto fondamentale e di altri – come la stima e l’appoggio favoritemi dal Prof.re Giuseppe Mammana e dalla famiglia Molari, i quali mi hanno permesso di fare diretta esperienza sul campo presso la sede operativa della Comunità S. Maurizio – si è andato costruendo tutto il percorso di tesi che comprende il mio personale interesse verso:
il disagio, la devianza e la marginalità, oggetto di studio del percorso di laurea triennale in: «Educazione professionale nel campo del disagio minorile, della devianza e della marginalità» conseguito presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Bari;
la progettualità educativa e formativa oggetto di studio del corso di laurea specialistica in: «Progettista e Dirigente dei servizi Educativi e Formativi» presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia;
le esperienze sul campo favoritemi dai vari tirocini, universitari e non, svolti presso Scuole, Cooperative per minori ed Università;
i laboratori autobiografici progettati e condotti dalla dott.ssa Atonia Chiara Scardicchio;
la professione di Art-Counselor oggetto di studio del Master triennale in: «Counseling Espressivo ed Arte terapia» che ho frequentato all’A.S.P.I.C. (Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità) di Roma.
Analizzando nello specifico gli argomenti che verranno trattati nel presente lavoro, si può dire che:
il primo capitolo intende proporre la storia e gli sviluppi delle arti creative e dell’espressione emotiva nelle professioni d’aiuto, con particolare riferimento ad una specifica figura professionale in espansione: l’Art-Counselor;
il secondo capitolo ha come obbiettivo quello di approfondire il tema della conduzione e della organizzazione dei gruppi di Counseling Espressivo;
il terzo capitolo intende soffermarsi sui modelli teorici e sulle tecniche applicative con particolare riferimento alle arti visive, al teatro, alle arti drammatiche, alla musica, alla danza, al movimento ed al gioco, che insieme rappresentano la via privilegiata per praticare l’Art-Counseling con minori adolescenti;
il quarto ed ultimo capitolo ha l’obbiettivo di focalizzare l’attenzione sull’esperienza diretta sul capo effettuata presso la sede operativa dell’Associazione «Comunità S. Maurizio» impegnata nel recupero di minori ed adolescenti antisociali e problematici.
L’intero percorso di tesi si conclude con un post scriptum in cui viene presentata una proposta di progetto - relativa alla realizzazione di un Atelier di Art-Counseling per gli adolescenti della Comunità S. Maurizio - stimolata dalla mia personale «osservazione sul campo».

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8 «… l’Arte e il Counseling espressivo offrono l’opportunità di utilizzare potenzialità psichiche spesso mai venute alla luce: l’arte dona l’opportunità di cogliere l’inaudito, il non visto e il non detto; l’operatore di sostegno, affinando la propria ricettività estetica, offre all’utente l’occasione di vedere, ascoltare e dar voce a parti inesplorate di sé». E. GIUSTI, I. PIOMBO, Arte Terapie e Counseling Espressivo, ASPIC Ed. Scientifiche, Roma 2003, p. 80. 1.1. Storia delle arti creative e dell’espressione emotiva nelle professioni d’aiuto La storia delle arti creative, fin dall’antichità, si è spesso intrecciata con quella della salute mentale, dell’espressione e della regolazione delle emozioni. Nel tempo, l’arte è stata oggetto di differenti interpretazioni, che hanno seguito, ora i canoni della magia, ora quelli della religione, anche se, indipendentemente da ciò, risulta interessante individuare sin dall’antichità in che modo, seguendo le evoluzioni storiche e culturali di ogni epoca, siano state impiegate varie forme d’arte per prevenire malattie e risolvere i conflitti 1 . Già nel 500 a. C. gli antichi Egizi incoraggiavano le persone affette da disturbi mentali a «perseguire interessi artistici e frequentare concerti e balletti» 2 . La loro idea era che attraverso tali attività si potesse dar libero sfogo a sentimenti e tensioni. 1. Cfr. E. GIUSTI, I. PIOMBO, Arte Terapie e Counseling Espressivo, ASPIC Ed. Scientifiche, Roma 2003, pp. 32-33. 2. B. FLESHMAN, J. FRYREAR, The Arts in the Therapy, in GIUSTI, PIOMBO, Arte cit., p. 33.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Angela Pia Fuscaldi Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

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