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I commenti della Banca d'Italia ai vari accordi di Basilea

Informazioni tesi

  Autore: Martina Lazzaro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Giuliano Petrovich
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

L’obiettivo di questa tesi è cercare di approfondire l’importanza del Comitato di Basilea. Dalla sua nascita il suo obiettivo principale fu di favorire la convergenza e l’armonizzazione della regolamentazione internazionale del sistema finanziario e della politica monetaria. Nei suoi Accordi si è cercato di aumentare la sensibilità al rischio dei coefficienti patrimoniali e di fornire uno stimolo dei sistemi di valutazione e gestione del rischio da parte delle banche.
Tuttavia con la crisi del 2007 si è reso evidente che era necessario definire maggiormente le nuove regole ed i nuovi confini entro i quali le banche dovevano attenersi per cercare di evitare di ripetere i gravi errori del passato.
Non si può non evidenziare che, le banche, in tutto il mondo, sono sottoposte a pressioni dovute alla crescente concorrenza dei mercati finanziari, quest’ultimi sempre più complessi e dinamici. È una sfida molto impegnativa per le banche che devono migliorare la gestione dei propri interessi anche dell’ottica dell’automazione della massima efficienza. Per questo motivo viene suggerito che le banche debbano dotarsi di strumenti di controllo flessibili e di analisi accurate che consentono loro d raccogliere e monitorare le informazioni relativi a rischi, ricavi e costi.

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  6   Capitolo  1:      La  funzio ne  degli  accordi  di  Basilea:l’accordo  del  1988     1.1  Il  comitato  di  Basilea   Il  27  dicembre  2006  è  stata  emanata  dalla  Banca  d’Italia  la  circolare  n  263   contenente  le  ”nuove  disposizioni  di  vigilanza  per  le  banche”  con  la  quale   si   recepiscono   le   direttive   co munitarie   in   materia   di   adeguatezza   patrimoniale  per  gli  intermediari  (2006/48/CE  e  2006/49/CE)  che  a  loro   volta   traducono   in   legge   comunitaria   il   Nuovo   accordo   di   Basilea   (cosiddetto  Basilea  2)  pubblicato  nel  giugno  2004.   “ Il  percorso  che  ha  dato  vita  all e  Nuove  Disposizioni  di  Vigilanza  è  iniziato   nel   1999   quando   il   comitato   di   Basilea   per   la     Vigilanza   bancaria   ha   pubblicato   la   prima   proposta   di   revisione   dell’Accordo   di   Basilea   del   1988” 1 .   Il  comitato  di  Basilea ,  costituito  nel  1974  dai  Governatori  dell e  Banche   Centrali   del   gruppo   dei   dieci 2  “ non   è   un’autorità   di   supervisione   sopranazionale   poiché   i   documenti   da   esso   emanati   (linee   guida ,   indicazioni   di   best   practices   internazionali   che   le   singole   Autorità   di   Vigilanza   dovrebbero   implementare   nelle   propr ie   regolamentazioni   nazionali  etc)  non  hanno  valore  legale ,   bensì  hanno  lo  scopo  di  favorire  la   convergenza  e  l’armonizzazione  della   regolamentazione  internazionale ” .                                                                                                                   1  Associazione  bancaria  italiana,Documento  Basilea  2,2 007,bluebook  n1  pag2   2 Belgio,Canada,Francia,Italia,Germania,Lussemburgo,Giappone,Olanda,Spagna,   Svizzera,Svezia,Regno  unito  e  Stati  uniti  d’America.  

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