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Il rischio radon e le azioni di difesa: studio sull'inquinamento nei comuni di Marino e Ciampino

Informazioni tesi

  Autore: Sonia Falsacappa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Carlo Cattuto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

All'interno del vasto argomento riguardante l'inquinamento “indoor” e la qualità ambientale il gas radon, come agente inquinante, costituisce un aspetto trattato fino ad ora solo marginalmente. Il disinteresse probabilmente è dovuto alle caratteristiche dell'inquinante che oltre ad essere inodore, incolore e insapore è anche di origine “naturale” e quindi implicitamente “normale” o in ogni modo inevitabile o anche perché non direttamente connesso ad attività tecnologico-produttive. In effetti il radon è sempre stato presente all'interno delle abitazioni, ma è diventato un problema per la coincidenza di due fattori:
- l'acquisizione della consapevolezza della sua pericolosità in termini di aumento di rischi sanitari gravi;
- la differente tecnica edilizia, a seguito della crisi energetica, che ha favorito alcuni sistemi costruttivi e certe prassi abitative, portando ad una ipersigillazione delle case e favorendo così l'aumento della concentrazione di radon.
L'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) lo ha classificato come sostanza di Gruppo 1 degli agenti cancerogeni; è dimostrato, infatti, che il radon è un fattore di rischio per il tumore ai polmoni, secondo solo al fumo di tabacco.
La questione radon, con il rischio per la salute umana ad esso associato, venne già intravista nel sedicesimo secolo, quando Paracelso notò l'alta mortalità dovuta a malattie polmonari – “mala metallorum” – tra i lavoratori delle miniere d'argento in Sassonia. L'incidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come "malattia di Schneeberg", aumentò nei secoli diciassettesimo e diciottesimo quando l'attività nelle miniere di argento, rame e cobalto si intensificò. Nelle miniere fu rilevata un'alta concentrazione di radon e la malattia venne riconosciuta come cancro ai polmoni nel 1879 da Hesse ed Hearting. L'ipotesi derivante di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon e cancro ai polmoni fu rafforzata da più ac-curate misure del radon compiute nel 1902 nella miniere di Schneeberg. Con il susseguirsi di sperimentazioni e prove epidemiologiche fu confermato questo potenziale rischio sull'uomo.

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3 INTRODUZIONE All‟interno del vasto argomento riguardante l‟inquinamento “indoor” e la qualità ambientale il gas radon, come agente inquinante, costituisce un aspetto trattato fino ad ora solo marginalmente. Il disinteresse probabil- mente è dovuto alle caratteristiche dell‟inquinante che oltre ad essere i- nodore, incolore e insapore è anche di origine “naturale” e quindi impli- citamente “normale” o in ogni modo inevitabile o anche perché non di- rettamente connesso ad attività tecnologico-produttive. In effetti il radon è sempre stato presente all‟interno delle abitazioni, ma è diventato un problema per la coincidenza di due fattori:  l‟acquisizione della consapevolezza della sua pericolosità in ter- mini di aumento di rischi sanitari gravi;  la differente tecnica edilizia, a seguito della crisi energetica, che ha favorito alcuni sistemi costruttivi e certe prassi abitative, por- tando ad una ipersigillazione delle case e favorendo così l‟aumen- to della concentrazione di radon. Il radon è un gas appartenente all‟ottavo gruppo del sistema periodico degli elementi. Viene chiamato anche “Emanazione” perché il suo isoto- po più diffuso 222 Rn si sviluppa continuamente per decomposizione natu- rale del 226 radio dai minerali in cui è presente l‟ 238 uranio, capostipite del-

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