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La violenza domestica: una visione comparatistica di Spagna e Italia

Informazioni tesi

  Autore: Veronica Consolo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: AndreaGentilomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

Questo scritto si prospetta un’analisi comparatistica del sistema di repressione e prevenzione del fenomeno della violenza domestica, negli ordinamenti di Spagna e Italia, focalizzandosi principalmente sul problema della violenza sulla donna, per l’attenzione preponderante che, a questo aspetto, è stata data nell’ordinamento spagnolo.
La violenza domestica si approfitta della vulnerabilità dei soggetti deboli del nucleo familiare (bambini, donne e anziani), quando si trovano più indifesi, perché confidano sul fatto che nel proprio focolaio domestico non potrebbe succedergli nulla di male. È una violenza che si basa sulla disuguaglianza di potere e di forza.
Si tratta di un fenomeno globale che sviluppa le sue radici ad ogni scalino della società e che solo ultimamente sta acquistando la facciata pubblica di reato.
Per quanto riguarda l’analisi dell’approccio spagnolo al tema, l’esame si concentrerà prevalentemente sulla regolazione della “violencia de genero”, in base al tentativo di soluzione introdotto con la “Ley Orgánica de medidads de protección integral contra la violencia de genero”, n. 1/2004 del 28 dicembre 2004.

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VI Introduzione Questo scritto si prospetta un’analisi comparatistica del sistema di repressione e prevenzione del fenomeno della violenza domestica, negli ordinamenti di Spagna e Italia, focalizzandosi principalmente sul problema della violenza sulla donna, per l’attenzione preponderante che, a questo aspetto, è stata data nell’ordinamento spagnolo. La famiglia viene spesso considerata come un sicuro ambiente di crescita e protezione dell’individuo. Essa costituisce infatti la prima istanza di socializzazione dell’individuo ed il primo luogo di mediazione con la società. In realtà all’interno della famiglia si verificano da sempre episodi di violenza e abuso. Il domicilio: il luogo dove si sviluppa la vita del nucleo familiare dovrebbe essere l’ambiente dove l’individuo si sente più al sicuro. Nella propria casa la persona abbassa le proprie difese, mette da parte la prudenza che la accompagna mentre cammina per strada in mezzo ad estranei, e si rilassa. Per questo l’individuo è più inerme che mai di fronte alle aggressioni in questo ambito, soprattutto quando provengono da persone che non gli sono estranee, ma sono le stesse con cui condivide la vita comune. La violenza domestica si approfitta della vulnerabilità dei soggetti deboli del nucleo familiare (bambini, donne e anziani), quando si trovano più indifesi, perché confidano sul fatto che nel proprio focolaio domestico non potrebbe succedergli nulla di male. È una violenza che si basa sulla disuguaglianza di potere e di forza, cosa che ne sottolinea il carattere riprovevole. Questa riprovazione aumenta quando si realizza che si tratta di un fenomeno globale che sviluppa le sue radici ad ogni scalino della società e che solo ultimamente sta acquistando la facciata pubblica di reato. Fino a non molti anni fa, la violenza domestica era considerata un fenomeno normale, quasi genuino della convivenza familiare, senza tener conto delle conseguenze dannose che può avere sulla crescita psicofisica dei minori. Un’infanzia serena è un fattore importantissimo per il futuro equilibrio psicologico dell’individuo; senza contare che l’essere oggetto diretto o spettatore di violenze familiari, in un minore, dà vita alla possibilità che si produca un fenomeno di perpetuazione della violenza. I modelli che egli ha acquisito nell’infanzia, li porta con sé quando è adulto, ripetendo sui propri figli le condotte violente che gli sono state presentate come giuste e sane, nell’infanzia. Non molto tempo fa, le percosse venivano ritenute un metodo efficace e legittimo per educare i figli, e per ricordare alla moglie il suo ruolo di soggetto inferiore nella coppia. Sotto l’aspetto criminologico la famiglia assume pertanto una duplice ed antitetica valenza. Da un lato essa costituisce un ambiente di protezione dal crimine, essendo un luogo di apprendimento dei valori sociali e quindi di rifugio e protezione dell’individuo. Da un altro, invece, anche la famiglia rappresenta un luogo di espressione e manifestazione della violenza. Se esiste un ambiente dove i delitti violenti non dovrebbero verificarsi, esso è proprio quello della famiglia. La famiglia costituisce nella nostra cultura il più elementare e pregnante nucleo della socializzazione; il gruppo nel cui ambito si realizzano i primi modelli delle relazioni interpersonali che lasciano un’impronta sui comportamenti destinati a durare per l’intero corso della vita;

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Parole chiave

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stalking
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abuso sui minori
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violencia domestica
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violenza economica
abusi familiari
ordine di protezione
centro bambino maltrattato

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