Influenza della temperatura del dializzato sulla pressione arteriosa

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Elena Ruiu Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3027 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Lo scopo di questa tesi è stato quello di studiare gli effetti della variazione di temperatura del dializzato sulla risposta pressoria. È noto da diverso tempo che l’impiego di un dializzato a bassa temperatura (34 – 35 °C) durante la dialisi ha effetti positivi sulla risposta pressoria all’ipovolemia indotta dall’emodialisi. Il problema di tale tecnica è che il paziente può avvertire una sensazione di freddo durante il trattamento.
La metodologia seguita nel presente studio clinico, effettuato in collaborazione con la Gambro Dasco S.p.A. e il Reparto di Dialisi dell’Ospedale Malpighi di Bologna, è stata quella di valutare gli effetti di variazioni transitorie della temperatura del dializzato sulla pressione. Il dializzato veniva mantenuto a temperatura standard (37 °C) durante la prima ora di dialisi e poi portato a 34 °C per un tempo stabilito per poi essere riportato alla temperatura standard. Lo step di temperatura veniva ripetuto ogni ora; durante una dialisi venivano applicati in tutto tre step di temperatura. Per valutare l’effetto della durata dello stimolo sono stati applicati step di 10, 20, 30 minuti. L’applicazione degli step avrebbe dovuto contrastare l’ipotensione indotta dall’emodialisi, l’aspettativa era infatti di assistere a un incremento dei valori della pressione dopo lo step.
Le variazioni di pressione in seguito all’applicazione degli step sono state confrontate con le variazioni spontanee che avvenivano durante l’impiego del dializzato a temperatura standard. I confronti sono stati effettuati considerando la pressione sistolica, diastolica e media. Per valutare la significatività delle differenze osservate sono stati impiegati dei test statistici parametrici (t-test) e non parametrici (Mann-Whitney test e Wilcoxon test).

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Il trattamento di depurificazione e di sottrazione dei liquidi in eccesso al quale viene sottoposto il sangue del paziente durante la dialisi comporta una progressiva diminuzione del volume ematico. In condizioni fisiologiche normali, il sistema cardiovascolare risponde a una diminuzione del volume ematico con un aumento del tono vascolare che produce una vasocostrizione, in modo da mantenere un adeguato riempimento cardiaco e cardiac output per prevenire l’ipotensione. La risposta vascolare del paziente sottoposto a dialisi risulta spesso inadeguata, come anche il riempimento cardiaco, e la conseguente ipotensione può degenerare in collasso circolatorio. Lo scopo di questa tesi è stato quello di studiare gli effetti della variazione di temperatura del dializzato sulla risposta pressoria. È noto da diverso tempo che l’impiego di un dializzato a bassa temperatura (34 – 35 °C) durante la dialisi ha effetti positivi sulla risposta pressoria all’ipovolemia indotta dall’emodialisi. Il problema di tale tecnica è che il paziente può avvertire una sensazione di freddo durante il trattamento. La metodologia seguita nel presente studio clinico, effettuato in collaborazione con la Gambro Dasco S.p.A. e il Reparto di Dialisi dell’Ospedale Malpighi di Bologna, è stata quella di valutare gli effetti di variazioni transitorie della temperatura del dializzato sulla pressione. Il dializzato veniva mantenuto a temperatura standard (37 °C) durante la prima ora di dialisi e poi portato a 34 °C per un tempo stabilito per poi essere riportato alla temperatura standard. Lo step di temperatura veniva ripetuto ogni ora; durante una dialisi venivano applicati in tutto tre step di temperatura. Per valutare l’effetto della durata dello stimolo sono