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Analisi di campo e modellazioni numeriche per lo studio delle colate detritiche: il caso di Oropa

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Primo
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Architettura e ingegneria edile
  Relatore: Claudio Scavia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 305

Ho deciso di sviluppare la mia tesi in cinque parti principali, con lo scopo di rendere il più possibile comprensibile l’argomento trattato, il quale è stato oggetto di studio ed analisi da parte di molti ricercatori a livello mondiale.
La prima parte di questa tesi, suddivisa in undici capitoli, tratta i debris flow dal punto di vista teorico indicandone le caratteristiche principali:
- caratteristiche morfologiche;
- caratteristiche morfometriche delle colate detritiche e dell’ambiente in cui
si possono sviluppare;
- condizioni d’innesco;
- aspetti fisici;
- metodi per la stima della magnitudo;
- estensione del conoide;
- valutazione della pericolosità;
- effetti meccanici nell’eventualità d’impatto contro strutture presenti.
L’ultimo capito va ad analizzare il fenomeno da un punto di vista strutturale, a differenza dei precedenti che studiano delle colate detritiche dal punto di vista fisico.

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  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Politecnico di Torino
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  Corso: Architettura e ingegneria edile
  Relatore: Claudio Scavia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 305

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Premessa 11 di 303 Premessa Le colate detritiche (e/o franose), note anche con il nome di debris flow, sono un fenomeno che ha una grande rilevanza nel nostro Paese, sia in ambiente alpino che appenninico, per l’impatto che hanno avuto, hanno, e avranno sulle infrastrutture del nostro territorio montano e sulle popolazioni ivi residenti. Questo a causa della loro ben nota pericolosità dovuta sia alla velocità del loro sviluppo in caso di eventi pluviometrici di forte intensità, sia alle elevate distanze che possono percorrere lungo un’asta torrentizia dopo la formazione del flusso. Occorre infine considerare la loro forza distruttiva in presenza di ostacoli naturali ed artificiali. Data la loro caratteristica di ripetitività spaziale in ambienti omogenei, là dove si sono già verificati eventi di colata, anche catastrofici, si potranno verificare di nuovo, possibilmente con intensità superiore a quella raggiunta in passato. Le aree ritenute immuni dal fenomeno, perché non si ha memoria storica di un evento pregresso a causa della mancanza di danni accertati ad esso associati, o perché le zone di conoide di un bacino non sono state ancora antropizzate, una volta assoggettate dall’uomo, possono presentare, là dove esistono le condizioni, un potenziale di rischio relativo molto alto. Va inoltre ricordato che l’assenza di colate verificatesi in passato non ne esclude la presenza in futuro, soprattutto a seguito di trasformazioni del territorio per cause naturali o antropiche. La presente tesi vuole essere un contributo conoscitivo, il più possibile organico, alla fenomenologia delle colate detritiche (morfologia, condizioni di innesco, previsioni di percorso, volumi di sedimenti coinvolti, caratterizzazione del rischio potenziale), in forma semplice ma rigorosa e soprattutto aggiornata, alla comunità (tecnici, specialisti e non specialisti) potenzialmente coinvolta nello studio e nella previsione di tali eventi. La salvaguardia del territorio è uno dei punti fondamentali della strategia di azione per lo sviluppo sostenibile fissata dall’Unione Europea. Uno dei criteri di orientamento della politica di sostenibilità è individuato nella riduzione dei rischi e tra questi in primo piano il Rischio Naturale, primaria finalità di Arpa Piemonte nell’ambito della propria missione istituzionale di protezione ambientale. Tali problematiche sono affrontate dall’Agenzia in linea con le direttive nazionali di riordino delle competenze in tema di ambiente e territorio. Ben connotabile è il livello di esposizione del Piemonte al rischio naturale ed in particolare al rischio idrogeologico. Sul presupposto che gli eventi critici siano fenomeni ineliminabili che si manifestino ciclicamente con una certa regolarità, con maggiore o minore intensità, ma con meccanismi simili tra loro ed effetti al suolo di norma confrontabili, si è sviluppata l’azione di prevenzione della Direzione Regionale di Servizi

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Parole chiave

ingegneria
ingegneria civile
frane
geotecnica
confronto
debris flow
flusso
pericolosità
propagazione
modellazione
colate detritiche
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ingegneria edile
analisi idrologiche
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condizioni d'innesco
tempo di corrivazione
trasporto torrentizio
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