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La ''Scena Diversa''

L’attenzione al proprio corpo, al proprio ritmo, alla propria energia fa essere presenti, ma nello stesso tempo come incoscienti, e così consentono agli attori di far emergere una bellezza anche nascosta, segreta. Pippo Delbono crede che abbia a che fare con la sincerità dell’attore. Per lui la sincerità non riguarda il sentire, l’emozionarsi: la strada del sentire porta al pensiero, al mascherarsi. La sincerità è un processo di consapevolezza: l’attore deve essere consapevole che sta recitando, non è invasato o posseduto da chissà che demone: è come il danzatore che solleva una gamba; è sincero se il movimento ha un impulso vero. A volte si pensa che la generosità dell’attore è sentire tanto, sprecare tanta emozione. Invece, è provocare con un segno preciso emozione nel pubblico. I suoi spettacoli sono molto emotivi, ma il lavoro è lucido, gli attori non lavorano sull’emozionarsi, ma sui segni. Pippo si è proiettato verso l’incontro con persone che nel teatro portano vita: persone diverse, ma estremamente poetiche. E poi ha scoperto che alcune di queste persone avevano dentro di sé naturalmente i segni di un linguaggio primordiale. Nei loro gesti, nei loro movimenti ci sono dei principi drammatici:
per esempio, introducono delle sospensioni nei momenti di massima tensione, dei cambi improvvisi di ritmo che producono una grande concentrazione nel loro corpo d’attore e una grande attenzione nello spettatore. Questa particolare dimensione drammatica del corpo e dei suoi movimenti è il segno di un’alterità temporale profonda che queste persone portano nei loro spettacoli: è come se aprissero dei varchi improvvisi verso quei mondi da cui provengono. Pippo Delbono nel suo lavoro cerca una sorta di verità poetica dei corpi, avendo un’attenzione aperta a tutto il loro universo di segni espressivi; egli elegge sulla scena questa verità individuale a icona di una più universale condizione umana.

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1 INTRODUZIONE Psicoanalisi e Teatro Materie e spirito, pensiero ed azione, mondo interno e mondo esterno, realtà tridimensionale ed immaginazione sono le grandi dicotomie nelle quali il pensiero filosofico ha tradizionalmente organizzato l’esperienza del mondo. La civiltà umana. Sotto tutti i cieli, del presente e del passato, ha fondato una straordinaria istituzione, quale, il teatro. Il teatro fonda una realtà della rappresentazione e incuneandosi tra realtà storico – fattuale e mondo interno costituisce una straordinaria occasione di crescita e di sanità mentale. Il teatro può farsi attuale solo oltre la coscienza di crescita, almeno parzialmente può dirsi comune all’arte scenica e alla scienza della psiche, la convinzione che la “vera” ricchezza si manifesta lungo la soglia su cui disposizioni “umane” e “volontà” d’espressione giungono a coniugarsi. Deve esser vista tale soglia per poter contrastare l’entropia nascosta nelle forme dell’agire quotidiano e per spiazzare la brutalità pulsionale nelle spinte accecate della massa popolare. Analisi, elaborazione ed identificazione: tre strumenti fondamentali del teatro. Ci sono scuole di pensiero che su questi argomenti continuano a scavare nell’animo umano e scuole di teatro che indicano, attraverso metodi precisi, come nel mestiere dell’attore sia importante “identificarsi” con il personaggio.

Diploma di Laurea

Facoltà: Scenografia

Autore: Maria Sorvillo Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.