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Contributo allo studio dell'apprendimento delle abilità di calcolo

Informazioni tesi

  Autore: Irene Gastaldello
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: PatrizioTressoldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

Il numero caratterizza la vita di ciascuno di noi e parlandone dobbiamo tenere in considerazione il fatto che se il contare, inteso come acquisizione di parole-numero, è indubbiamente un’abilità appresa che dipende dal linguaggio, si può avere certo il concetto di numero e possedere il significato della quantità, senza conoscere il simbolismo delle cifre. Per decenni l’ipotesi di Piaget ha sostenuto la dipendenza della competenza numerica dalle strutture dell’intelligenza generale, ma numerose ricerche hanno successivamente permesso di superarla dimostrando l’esistenza di processi di comprensione e rappresentazione mentale della numerosità indipendenti da quelli verbali e presenti fin dalla nascita. Occorre dunque potenziare queste competenze matematiche elementari fin dai primi anni di vita, così come avviene per il linguaggio, da subito sostenuto e stimolato.
La nostra ricerca è stata condotta con l’obiettivo di raccogliere dei dati normativi sull’andamento dello sviluppo e dell’apprendimento delle abilità di calcolo dalla terza elementare alla terza media (per mezzo della somministrazione del Discalculia Test), che possano anche servire da riferimento per l’individuazione di soggetti con particolari difficoltà per i quali è necessaria una maggiore attenzione.

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3 CAPITOLO 1 - LA TEORIA 1.1 BREVI CENNI STORICI Gli studi sullo sviluppo della conoscenza numerica hanno alimentato una questione di carattere generale riguardante il rapporto che intercorre tra lo sviluppo del sistema di elaborazione del numero e gli altri sistemi cognitivi, dando origine a due distinte e successive linee interpretative. Il celebre psicologo svizzero Jean Piaget è stato uno dei primi studiosi a interrogarsi su come si costruisca il concetto di numero nel bambino giungendo a sostenere che l’idea di numerosità non possa emergere prima dei 6-7 anni poiché fondata sullo sviluppo di capacità tipiche del pensiero operatorio, quali la conservazione della quantità e l’astrazione dalle proprietà percettive. Scrive Piaget (1964, p. 61): “Il numero è in realtà il prodotto di alcune operazioni precedenti, e suppone di conseguenza la costruzione preliminare di queste. Un numero intero è infatti un insieme di unità uguali fra loro, quindi una classe, le cui sottoclassi sono rese equivalenti sopprimendo le qualità; ma è contemporaneamente una sequenza ordinata; quindi una seriazione di relazioni d’ordine”. Pertanto il bambino acquisisce il concetto di numerosità solo attraverso una graduale elaborazione delle operazioni di classificazione e di seriazione e questo sviluppo avviene per tappe successive, parallelamente al rafforzarsi delle strutture logiche. In particolare, dal punto di vista evolutivo, Piaget ritiene che per accedere alla comprensione della conservazione delle quantità, il bambino attraversi tre stadi successivi di sviluppo (indagati attraverso il famoso esperimento di conservazione di quantità continue): nel primo stadio la valutazione di quantità è completamente subordinata all’esperienza

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Parole chiave

calcolo
medie
numero
quantità
grandezza
abilità di calcolo
linea dei numeri
parole-numero
discalculia test
elementari
dati normativi
innata
velocità di calcolo

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