La Traduzione per il doppiaggio: dall'analisi teorica alla pratica di adattamento

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Pino Contatta »

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Il mondo della traduzione è sempre stato avvolto da un fascino unico e del tutto particolare che lo ha caratterizzato fin dall’antichità. Per molti secoli la traduzione è stata considerata quasi come un’arte magica, una vera e propria chiave di volta che ha permesso la decifrazione di codici “misteriosi” e diversi facenti parte di un differente sistema linguistico. La valenza socioculturale, e soprattutto economica, della traduzione è stata quindi di fondamentale importanza poiché ha permesso la comunicazione tra popolazioni di lingua, cultura, usi e costumi diversi che altrimenti sarebbe stata impossibile.
Il presente lavoro si articola in quattro capitoli e consiste nell'analizzare le strategie e le caratteristiche più salienti della traduzione audiovisiva, ponendo una particolare attenzione alla traduzione per il doppiaggio, per arrivare a realizzare una prova di adattamento dei dialoghi di una serie tv ancora inedita in Italia.
Nel primo capitolo è stato dimostrato come, nel corso dei secoli, la traduzione è stata oggetto di studio e analisi da parte di quella nuova generazione di studiosi, denominati traduttologi, che ha fornito importanti contributi per la teorizzazione e per l’individuazione di strategie della traduzione. Gli studi si sono intensificati a tal punto da arrivare a creare, verso la fine del ‘900, una nuova branca disciplinare denominata Translation Studies che si è proposta l’obiettivo di analizzare la traduzione come una disciplina empirica a tutti gli effetti. Nel corso del tempo il concetto di traduzione è andato evolvendosi e modificandosi soprattutto con la nascita dei nuovi media. Un breve excursus storico sugli studi della traduzione si è reso, pertanto, necessario per poter arrivare a comprendere come si è arrivati alla moderna nozione di traduzione. Con l’avvento della radio, della televisione e del computer, la traduzione, infatti, si è dovuta adattare alle esigenze dei nuovi strumenti multimediali, sviluppando delle specifiche strategie che tengono conto delle caratteristiche del medium in questione.
Il secondo capitolo si focalizza invece sull’analisi della traduzione per la televisione, e, più nello specifico, sulla traduzione audiovisiva per il doppiaggio, che rappresenta una “variante” del tutto particolare della traduzione intesa in senso classico. Proprio per questo motivo, quando si studia la traduzione per il doppiaggio, è necessario tracciare un profilo completo che parte dalla riflessione del mero concetto di traduzione audiovisiva, fino ad arrivare all’analisi dell’italiano doppiato, una lingua diversa dall’italiano neostandard che, essendo il frutto di un procedimento traduttivo, risente dell’influenza della lingua di partenza. È stato necessario, inoltre, tenere in considerazione anche quelli che potrebbero essere definiti gli “agenti esterni” ai dialoghi, come ad esempio i suoni, le immagini e il sincronismo, che, pur non facendo parte dello script, rivestono una significativa importanza e influenzano notevolmente il risultato finale.
Il mondo del doppiaggio è molto complesso e articolato e trova la sua culla d’origine proprio in Italia durante l’epoca del fascismo. Proprio per capire le dinamiche che hanno portato alla concezione del doppiaggio all’italiana, nel terzo capitolo è stata presentata una panoramica storica del doppiaggio in Italia dagli albori fino ai giorni nostri. All’epoca del fascismo, infatti, l’attività del doppiaggio era fortemente controllata dall’autorità del regime e il doppiaggio e la sua regolamentazione dovevano necessariamente sottostare alle pesanti leggi sulla censura. La situazione al giorno d’oggi è completamente diversa: non solo la pratica del doppiaggio è regolata da una specifica normativa, ma esistono anche delle associazioni di categoria, come l’AIDAC, che proteggono le varie figure professionali coinvolte. Un approfondimento merita inoltre la figura del dialoghista-adattatore che, essendo il traduttore dello script originale, vede tutelata la propria attività da un’apposita legge sui diritti d’autore.
Infine, una volta poste le basi teoriche e pratiche necessarie per avere una buona percezione del mondo della traduzione e del doppiaggio, nel quarto capitolo è stata sperimentata la pratica di adattamento per la serie televisiva britannica Sherlock. Per questo motivo sono stati selezionati alcuni spezzoni dei dialoghi del primo episodio della seconda serie, “A Scandal in Belgravia”, ancora inedito in Italia, da un lato per mostrare la complessità del processo di adattamento a causa della sincronizzazione tra suoni e immagini, dall’altro per tentare di applicare le varie strategie studiate confermando o smentendo quanto teorizzato dai vari studiosi della traduzione audiovisiva.

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9 INTRODUZIONE La scelta dell’argomento del presente lavoro deriva da un interesse particolare per il tema della traduzione e per le problematiche che lo circondano. Nello specifico, il mondo della traduzione audiovisiva per il doppiaggio è ancora più vicino al campo di interesse di chi scrive, non solo a motivo di una grande passione per il cinema e per le serie tv, ma anche perché potrebbe rappresentare un possibile futuro percorso lavorativo. L’attività della traduzione è ormai essenziale nella vita degli esseri umani ed è talmente radicata nel loro quotidiano che ormai quasi più nessuno si rende conto che la maggior parte delle opere che ci vengono presentate deriva da un processo traduttivo. Nata per esigenze e necessità commerciali, la traduzione si è evoluta nel corso del tempo andando di pari passo con l’evolversi della società, della cultura e, soprattutto, della tecnologia. Infatti, con l’avvento dei mass media, e con l’affermarsi della globalizzazione, il numero delle opere tradotte è molto più elevato di quanto si possa immaginare. Con il crescere dell’industria cinematografica hollywoodiana il fenomeno della traduzione ha raggiunto livelli elevatissimi tanto da far nascere la figura del dialoghista – adattatore, una figura professionale specializzata che si occupa della trasposizione dei dialoghi delle opere audiovisive. Occorre precisare da un lato che il lavoro del dialoghista rappresenta solo uno step nella lunga catena di montaggio che caratterizza il processo per la traduzione audiovisiva, dall’altro che tale figura è tipica in quei paesi noti come dubbing countries, ovvero quei paesi come l’Italia che hanno preferito doppiare, e quindi sostituire, le voci degli attori originali con altre della propria lingua anziché optare per la tecnica del sottotitolaggio, propria invece dei subtitling countries, come l’Inghilterra. L’intento principale di questa tesi è di tracciare un percorso lineare che, come suggerito dal titolo stesso, parte da pure premesse teoriche per poter alla fine eseguire una prova pratica di adattamento di alcuni dialoghi di una serie tv inedita in Italia. Pertanto, alla luce di questa breve premessa, il seguente percorso verrà articolato in quattro capitoli.