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I poteri del Consiglio di Sorveglianza nelle S.p.A. italiane di Modello Dualistico

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Albano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Daniela Caterino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

Il seguente lavoro di tesi si propone di analizzare i poteri attribuiti al consiglio di sorveglianza dalla “Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative” operata con il d.lgs. n° 6/2003, ponendo particolare attenzione alle significative integrazioni apportate con i decreti correttivi nn° 37 e 310 del 2004.
Il consiglio di sorveglianza è un organo concepito nel quadro del diritto azionario tedesco, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, con il compito di sorvegliare l'amministrazione dell'impresa affidata al consiglio di gestione. Con il maturare delle esperienze ed in risposta alle nuove caratteristiche dei mercati, il controllo ex post sull'operato degli amministratori ha dimostrato i suoi limiti ed è stato affiancato da istituti che hanno ampliato le competenze del consiglio di sorveglianza sino ad includere forme di controllo preventivo sulla c.d. “alta amministrazione”.
La normativa con cui il legislatore italiano ha trasposto tale modello di origine tedesca nel nostro ordinamento non si presenta di facile lettura: la tecnica legislativa usata, che si affida ad un massiccio uso di norme di rinvio e di richiamo, richiede un attento lavoro interpretativo volto ad identificare la corretta distribuzione dei poteri tra l'assemblea dei soci, il consiglio di sorveglianza ed il consiglio di gestione.
Nell'esaminare i poteri attribuiti al consiglio di sorveglianza si è cercato di seguire il più possibile l'ordine e la logica con cui essi sono disciplinati nel codice civile e di ricostruire, di volta in volta, la volontà del legislatore e le ragioni che lo hanno spinto ad “importare” solo alcuni istituti e non altri.
La trattazione che segue si basa principalmente su una serie di analisi dottrinali che si trovano spesso su posizioni divergenti tra loro, poiché la relativa “giovinezza” dell'argomento trattato, insieme con la tiepida accoglienza ricevuta dai modelli alternativi di governance da parte delle società italiane, ha finora impedito la formazione di consolidate correnti giurisprudenziali che potessero aiutare ad identificare la corretta interpretazione delle norme dal significato più dibattuto.
Nel primo capitolo di questo lavoro di tesi, dedicato alla struttura del consiglio di sorveglianza quale organo delle società per azioni di modello dualistico, sono analizzate le modalità di nomina dell'organo di controllo, i requisiti richiesti ai consiglieri di sorveglianza e la cause che possono determinare loro ineleggibilità o decadenza. Di seguito, relativamente al funzionamento di tale organo, viene esaminato l'iter che conduce alle deliberazioni del consiglio di sorveglianza, le funzioni che sono attribuite al suo presidente, nonché i doveri e le responsabilità dei consiglieri.
L'ultimo paragrafo del primo capitolo è stato dedicato all'analisi delle peculiarità del consiglio di sorveglianza della società controllante un gruppo d'imprese. La scelta di tale caso specifico è stata dettata dal particolare riscontro che il modello dualistico ha trovato in questo tipo di realtà, specialmente nei gruppi di società bancarie.
Nel capitolo secondo, entrando nel merito delle funzioni caratterizzanti il consiglio di sorveglianza, vengono analizzati i poteri di nomina, revoca e determinazione del compenso dei consiglieri di gestione. In particolare l'argomento è affrontato ponendo in evidenzia come tali attribuzioni, nonostante non siano espressamente qualificabili come attinenti alla sfera gestoria, permettano al consiglio di esercitare una notevole influenza sull'organo amministrativo.
Nel capitolo che segue, il terzo, si da spazio all'analisi dei poteri di controllo attribuiti all'organo di vigilanza del modello dualistico. Tali poteri sono stati in buona parte ripresi da quelli previsti per il collegio sindacale, con l'ampio utilizzo di norme di rinvio: ciò ha comportato un notevole sforzo interpretativo volto a coordinare tali attribuzioni con le caratteristiche proprie dell'organo in esame.
Il capitolo quarto, dopo aver affrontato il tema dell'approvazione del bilancio, tratta dell'attribuzione al consiglio di sorveglianza di funzioni di “alta amministrazione”. Tale possibilità, introdotta con i decreti correttivi del 2004, permette al consiglio di sorveglianza di differenziarsi in modo netto dal collegio sindacale e rappresenta il reale elemento di novità all'interno del modello dualistico di amministrazione e controllo.
Infine, nelle conclusioni, si è cercato di evidenziare gli aspetti critici che caratterizzano il modello dualistico così come introdotto nel nostro Paese e d'identificare i possibili sviluppi che potrebbero riguardare il suo futuro.

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PREMESSA Il seguente lavoro di tesi si propone di analizzare i poteri attribuiti al consiglio di sorveglianza dalla “Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative” operata con il d.lgs. n° 6/2003, ponendo particolare attenzione alle significative integrazioni apportate con i decreti correttivi nn° 37 e 310 del 2004. Il consiglio di sorveglianza è un organo concepito nel quadro del diritto azionario tedesco, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, con il compito di sorvegliare l'amministrazione dell'impresa affidata al consiglio di gestione. Con il maturare delle esperienze ed in risposta alle nuove caratteristiche dei mercati, il controllo ex post sull'operato degli amministratori ha dimostrato i suoi limiti ed è stato affiancato da istituti che hanno ampliato le competenze del consiglio di sorveglianza sino ad includere forme di controllo preventivo sulla c.d. “alta amministrazione”. La normativa con cui il legislatore italiano ha trasposto tale modello di origine tedesca nel nostro ordinamento non si presenta di facile lettura: la tecnica legislativa usata, che si affida ad un massiccio uso di norme di rinvio e di richiamo, richiede un attento lavoro interpretativo volto ad identificare la corretta distribuzione dei poteri tra l'assemblea dei soci, il consiglio di sorveglianza ed il consiglio di gestione. Nell'esaminare i poteri attribuiti al consiglio di sorveglianza si è cercato di seguire il più possibile l'ordine e la logica con cui essi sono disciplinati nel codice civile e I

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