Skip to content

La riforma della previdenza complementare in Italia: tratti evolutivi ed esemplificazioni pratiche

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Abbrescia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari
  Relatore: Stefano Toso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

Nel presente lavoro, inizialmente sono state evidenziate le caratteristiche che in generale contraddistinguono i fondi pensione, insieme al contesto ed ai cambiamenti strutturali che ne hanno favorito la nascita ed una prima regolamentazione omogenea.
La previdenza complementare nasce in Italia con il decreto legislativo n.124/1993 con l’obiettivo di garantire più elevati livelli di copertura previdenziale a fronte di una previdenza pubblica destinata ad offrire delle prestazioni sempre più ridotte, specie alle giovani generazioni.
Oggi si parla sempre più di previdenza complementare con lo scopo di integrare la prestazione erogata e quindi di mantenere da pensionati, per quanto possibile, lo stesso tenore di vita goduto durante l’età lavorativa. I fondi pensione sono uno strumento di previdenza complementare, costituiti dai versamenti effettuati da ciascun aderente che confluiscono in un grande patrimonio gestito e investito, con lo scopo di costituire un risparmio e una rendita previdenziale complementare a quella di base. A differenza della previdenza pubblica che è obbligatoria, quella complementare è basata sul principio della libera adesione individuale, cioè ad essa partecipano solo i soggetti che scelgono di aderirvi.
Nel dibattito italiano degli ultimi anni è stata incentivata la partecipazione ai fondi integrativi privati come modo per incrementare l’entità della pensione attesa, la quale va significativamente riducendosi nella sua componente contributiva pubblica. In linea con quanto stabilito con la riforma del 2005 si è identificata la quota di retribuzione trattenuta dalle imprese come TFR quale principale fonte per finanziare la contribuzione dei lavoratori ai fondi pensione privati a contribuzione definita istituiti dal d.lgs 124/1993. Tuttavia, la capacità della previdenza integrativa di offrire tassi di sostituzione adeguati a compensare la riduzione di quelli offerti dallo schema pubblico obbligatorio e la stessa rinuncia ad uno strumento come il TFR dipende in modo cruciale dal tasso di rendimento atteso sui contributi versati nei fondi pensione e da questi capitalizzati mediante investimenti sui mercati finanziari.
La letteratura empirica sembra indicare in prevalenza che la caduta delle prestazioni pubbliche potrebbe essere compensata, in una percentuale elevata dei casi, dalla previdenza privata. Tuttavia, anche in questa situazione vi sono una percentuale di sentieri di investimento meno fortunati che non consentono di raggiungere questo obiettivo.
Inoltre, con l’analisi comparata si è messo in risalto l’esistenza di similitudini e allo stesso tempo disomogeneità riguardo alcune variabili rilevanti come età pensionabile, grado di copertura assicurato dal sistema previdenziale pubblico ed eventuale esistenza di forme pensionistiche complementari.
Infine, mediante questa analisi si comprende come la previdenza complementare assuma un peso rilevante nell’esperienza dei paesi anglosassoni, tipicamente caratterizzati da un sistema pubblico obbligatorio che eroga prestazioni più contenute ed invece ridotto nei paesi dell’Europa continentale dove, ad eccezione dell’Olanda, i sistemi pensionistici di base erogano trattamenti generalmente più elevati.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
2 INTRODUZIONE Il presente lavoro di tesi ha lo scopo di mettere in evidenza l’importanza che i fondi pensione possono venire ad assumere all’interno del sistema pensionistico italiano, così come in tutti quelli europei, quale strumento fondamentale per integrare una pensione pubblica ormai pressoché insufficiente, cercando allo stesso tempo di dimostrare l’importanza che giocano all’interno del sistema economico nel suo complesso: se da un lato la previdenza privata collettiva consente di contenere l’onere pensionistico a carico dello Stato, dall’altro, in virtù dei meccanismi con cui si realizza, ha una valenza più generale per il sistema economico. L’adesione ai fondi pensione consente ai lavoratori dipendenti e ai liberi professionisti di dotarsi di un importante strumento per integrare le pensioni corrisposte dal sistema pensionistico obbligatorio. I fondi pensione, introdotti nel sistema pensionistico italiano nel 1993 (D. Lgs 124) sono ora disciplinati dal d. lgs 252 del 2005: il legislatore è intervenuto più volte per incentivare lo sviluppo del secondo pilastro (= i fondi pensione). Nel primo capitolo abbiamo descritto l’evoluzione della normativa in materia previdenziale e obbligatoria a partire dal 1992. Nel 1993 il decreto legislativo 124 ha introdotto la forma regolamentata del sistema di previdenza complementare per aumentare i livelli di copertura previdenziale e contenere gli squilibri del sistema previdenziale pubblico. La legge 335 del 1995 rappresenta la prima importante riforma strutturale del sistema pensionistico italiano sempre meno sostenibile a causa del mutamento demografico e gli squilibri derivanti dal metodo retributivo: la riforma ha, infatti, introdotto gradualmente un nuovo sistema di calcolo delle pensioni basato sui contributi versati durante tutta la vita lavorativa (il metodo contributivo). Si sono susseguiti diversi interventi del legislatore volti a contenere gli squilibri finanziari del sistema pensionistico pubblico e a migliorarne la sostenibilità del sistema equiparando anche la disciplina in materia previdenziale dei lavoratori del settore privato e pubblico. È nel 2004 che il Governo ha approvato un progetto per far decollare il secondo pilastro, attuato poi con il decreto legislativo 252 del 2005; questa riforma liberalizzando la scelta del lavoratore, aumentando la competitività tra le varie forme di previdenza complementare e introducendo il meccanismo del “silenzio-assenso” sulla devoluzione del TFR dei lavoratori ha creato la premessa per far sviluppare il secondo pilastro. Il secondo capitolo si focalizza sugli effetti positivi che l’introduzione dei fondi pensione è in grado di generare sui mercati finanziari, ed in modo particolare sull’ammontare e sulla qualità del risparmio, sui mercati azionari ed obbligazionari. Le risorse accumulate dai fondi pensione, infatti, rivestono un ruolo cruciale nell’assicurare l’efficienza dei mercati finanziari, rafforzare il sistema produttivo e l’economia reale nel suo complesso. L’elemento chiave è la particolare natura che contraddistingue il risparmio gestito dai fondi pensione: si tratta, infatti, di risparmio previdenziale contrattuale, cioè di risorse finanziarie accantonate ed investite per garantire ai lavoratori un reddito futuro e che quindi si caratterizzano per la stabilità dei flussi ed il lungo orizzonte temporale d’impiego. I fondi pensione forniscono anche un importante contributo alla stabilizzazione dei mercati, contrastando eventuali tendenze speculative: i loro gestori, infatti, confidano in una crescita costante e graduale degli investimenti posti in essere visto che hanno soltanto da perdere da eventuali fasi di turbolenza e la presenza sul mercato di numerosi gestori influenza efficacemente le tendenze di mercato. L’introduzione dei fondi pensione può contribuire anche alla rivitalizzazione dei mercati e favorire l’afflusso del risparmio verso strumenti finanziari moderni che contribuiscono al finanziamento delle attività reali d’investimento, ampliando in questo modo la gamma di prodotti finanziari offerti sul mercato ed aumentando le opportunità di finanziamento a favore delle imprese. Si tratta, infatti, di un importante mezzo per raccogliere flussi regolari e costanti di piccolo risparmio, e convogliarlo verso investimenti di medio-lungo periodo con importanti vantaggi per il

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

fondi pensione
previdenza complementare
tfr
previdenza integrativa
analisi comparata
analisi empirica
decreto legislativo 252/2005
riforma amato
tassi di sostituzione attesi
variabilità delle pensioni
effetti sui mercati finanziari
mancato decollo dei fondi pensione
tassi di adesione
devoluzione del tfr
gestione finanziaria del fondo pensione
rendimento dei fondi pensione
rischio dei fondi pensione
analisi dei rendimenti

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi