Gli Exchange Traded Funds come strumenti di gestione del risparmio

In questo lavoro ho compiuto un'analisi approfondita dello strumento finanziario ETF (Exchange Traded Funds), in particolar modo soffermandomi sugli ultimi sviluppi nel settore: gli ETF di ultima generazione, gli ETF a replica sintetica. Nei primi due capitoli ho descritto le principali caratteristiche dei fondi di investimento classici e ho passato in rassegna gli sviluppi storici degli Exchange Traded Funds; nel terzo capitolo il focus passa sul funzionamento degli ETF, in particolare sul meccanismo di in kind creation-redemption, sulle varie tipologie di ETF e sulle diverse modalità di replica; infine, nel quarto capitolo ho descritto alcune possibili strategie di investimento perseguibili tramite gli ETF.

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2 INTRODUZIONE Gli Exchange Traded Funds, o piø semplicemente ETF, sono degli strumenti finanziari molto inno- vativi che hanno fatto la loro prima comparsa in America, nei primi anni ’90, per poi svilupparsi nei principali mercati mondiali, in Europa, Asia e Australia. La loro diffusione è stata straordinaria nell’ultimo decennio e ha portato alla creazione di prodotti sempre nuovi e diversi per caratteristi- che e funzionamento. Lo scopo di questa tesi è rendere conto di questo processo di crescita, esami- nando nel dettaglio le varie tipologie di ETF, in particolar modo quelle di nuova generazione, basate su contratti derivati e per questo al centro di numerose critiche, provenienti sia dai mass media che dalle maggiori istituzioni di regolazione dei mercati mobiliari. Tali giudizi, però, sono spesso dovuti ad una scarsa informazione sullo strumento, oltre che ad un generale clima di sfiducia nei confronti dei mercati finanziari durante l’attuale crisi economica, piuttosto che ad una reale consapevolezza dei rischi, seppure esistenti, degli strumenti. Gli ETF sono una categoria di fondi comuni di investimento che presenta numerosi caratteri di ori- ginalità rispetto ai tradizionali mutual funds. Per prima cosa, le quote di un ETF possono essere scambiate in Borsa come delle comuni azioni, ad un valore marked-to-market, al contrario delle quote dei fondi comuni classici, il cui valore è determinato soltanto al termine del business day. Un altro aspetto fondamentale degli ETF è la loro indicizzazione: gli Exchange Traded Funds, infatti, sono index funds, o fondi indice, poichØ il loro portafoglio è costituito con lo scopo di replicare, in modo perfetto o quasi, il rendimento di un indice di mercato; i fondi comuni tradizionali, invece, possono anche avere finalità diverse e scostarsi dalla performance del benchmark. Gli ETF di ultima generazione presentano alcune peculiarità rispetto a quelli tradizionali, però pos- siedono allo stesso tempo le caratteristiche appena viste. Essi possono basarsi su indici di mercato non tradizionali, su un’esposizione a leva attraverso l’impiego di derivati, su un tipo di gestione at- tivo, oppure su una modalità di replica del benchmark diversa da quella consueta, fisica. La loro in- troduzione è avvenuta nel 2008, in coincidenza con il picco della crisi, e ha rappresentato un tenta- tivo, in parte riuscito, di lasciarsi alle spalle la tempesta dei mercati, offrendo una valida alternativa ai prodotti finanziari strutturati sui derivati, in cui gli investitori negli ultimi anni hanno riposto una fiducia sempre minore. Nonostante sia gli ETF a replica sintetica, sia altri tipi di Exchange Traded Products come le Exchange Traded Notes (ETN), titoli di debito il cui rendimento replica quello di un indice e privi della protezione del capitale investito, o le Exchange Traded Commodities (ETC), titoli basati sui prezzi delle materie prime, si avvalgano di contratti derivati, esistono alcune differenze cruciali fra queste tipologie di investimento e i prodotti strutturati. Innanzitutto, mentre gli ETP sono facilmente

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Chiarello Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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